Coronavirus, scuole chiuse in tutta Italia fino al 3 aprile. Lo ha comunicato il Presidente Conte
Coronavirus, scuole chiuse in tutta Italia fino al 3 aprile. Lo ha comunicato il Presidente Conte durante la conferenza stampa in atto.
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Coronavirus, scuole chiuse in tutta Italia fino al 3 aprile. Lo ha comunicato il Presidente Conte durante la conferenza stampa in atto.
Sono 38 in tutto – numeri riferiti ad oggi - i casi di persone risultate positive al test sul Coronavirus in Trentino; 12 in più rispetto a ieri. Sono i dati forniti dall’esecutivo provinciale nell’incontro con la stampa in cui è stata anche annunciata la presentazione di un disegno di legge a sostegno delle famiglie, dei lavoratori e dei settori economici. Inoltre, come già comunicato, nella riunione della Giunta provinciale di questa mattina si è decisa anche la chiusura, da domani sera, degli impianti di risalita, per prevenire l’eccesiva concentrazione delle persone. Il punto sulle iniziative adottate e sulla situazione epidemiologica è stato fatto questo pomeriggio dal presidente assieme alla Giunta. “Se arriveranno richieste di aiuto da altre Regioni – ha sottolineato il presidente – le valuteremo con spirito di solidarietà. Questa settimana si discuterà ancora con il Governo e le altre Regioni del tema della proroga della chiusura delle scuole. L’invito che mi sento di rivolgere ancora alla popolazione è quello di tutelare in particolare i più fragili, come gli anziani. Oggi, nel corso degli incontri che ho avuto, ho colto grande attenzione da parte di altri territori per il provvedimento che abbiamo adottato riguardo agli impianti di risalita. Voglio anche dare un messaggio di speranza perché dal Coronavirus si guarisce. Ce lo confermano le notizie che abbiamo ricevuto oggi riferite alle prime persone positive al contagio che si erano allontanate dal Trentino”.
Su 38 contagiati in Trentino, ha spiegato l’assessore alla salute, 13 persone sono ricoverate presso il reparto infettivi dell’ospedale di Trento, 3 si trovano in rianimazione a Rovereto e gli altri 22 sono presso il loro domicilio.
Il direttore generale di Apss Paolo Bordon ha evidenziato che con la crescita dei numeri si sta modulando la risposta utilizzando le competenze presenti nella rete ospedaliera. Per questo l’ospedale di Rovereto è stato individuato per gestire i casi più complessi. Sono stati quindi potenziati i posti per la rianimazione dedicandone otto a queste attività. Si è messa in atto, ha spiegato, un’operazione di riconversione dei letti di medicina, per creare, per le malattie infettive, 12 posti che si aggiungono ai 14 di Trento. Per questo si collabora con le cliniche Solatrix di Rovereto e Villa Regina di Arco (nelle strutture private non vanno i malati di Covid - 19). Anche l’attività dell’ospedale di Rovereto sarà riorganizzata per poter rispondere in modo adeguato alle richieste di degenze.
Antonio Ferro, direttore del Dipartimento di prevenzione dell'Apss, ha evidenziato che ci si trova di fronte ad un cambiamento della situazione epidemiologica. I casi, ha detto, sono ancora pochi, ma la situazione sta evolvendo. L’età media dei soggetti positivi, ha aggiunto, è più bassa di quella delle regioni limitrofe; per il momento è limitato il numero di persone in rianimazione e si lavora per mettere in salvaguardia i più fragili, come gli anziani. Altro tema su cui ci si sta impegnando, ha detto, è quello dell’impatto sull’ambito produttivo.
L’assessore alla salute e il dirigente generale del Dipartimento Salute e politiche sociali Giancarlo Ruscitti hanno anche riferito dell’incontro avuto in mattinata con le realtà del sociale. La linea che ne è uscita prevede la sospensione delle attività non rispondenti a bisogni essenziali e il mantenimento, con eventuale ridefinizione delle modalità di svolgimento, dei servizi essenziali. Grande attenzione, in particolare, alle persone più fragili.
Paolo Lanzafame, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia dell’Apss, ha sottolineato inoltre il grande lavoro a cui è sottoposta la struttura di giorno e di notte. Si sta lavorando, ha precisato, con grande impegno.
«Impianti sciistici chiusi in Trentino da domani sera». Lo ha comunicato l'ufficio stampa della Pat. Una decisione che giunge dopo un fine settimana di fuoco, dove migliaia di turisti provenienti da tutta Italia, con presenze massicce da Lombardia, Veneto, Emilia Romagna si sono accalcati sulle funivie di tutto il Trentino. Una decisione tanto inevitabile quanto tardiva.
“Le scuole di ogni ordine e grado, nidi, asili e Università chiuderanno da domani fino al 15 marzo su richiesta del Governo. Pur comprendendo la situazione di gravità, dovuta al propagarsi del Coronavirus in alcune aree d’Italia, avremmo sperato di poter garantire la frequenza scolastica. La decisione dell’esecutivo nazionale, dettata dalla dimensione internazionale dell’emergenza sanitaria che porrebbe la competenza in tema di ‘tutela della salute pubblica’ in capo allo Stato, non ci lascia alcuna possibilità di scelta. Per senso istituzionale, la giunta provinciale di Trento, anche in accordo con i colleghi di Bolzano, si adegua alla decisione del Governo”. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, seguito dall’intera giunta provinciale, ha comunicato nella serata di oggi l'adeguamento del Trentino alla misura preventiva decisa dal Governo che prevede la chiusura delle aule. “In questo preciso istante in Trentino - ha continuato il presidente - i nostri consulenti scientifici confermano un quadro complessivamente sotto controllo. La situazione endemica, così definita dai tecnici, non è presente nella nostra provincia”.
Le priorità vanno ora ad una riapertura più rapida possibile delle aule di scuole - come ha confermato l’assessore provinciale all’istruzione - e, soprattutto l'attenzione alle imprese. Su questo aspetto si è soffermato l’assessore provinciale allo sviluppo economico: “Ribadiamo la fortissima preoccupazione per le difficoltà che le imprese trentine si trovano ad affrontare e per l’occupazione. La preoccupazione è accentuata dal provvedimento di chiusura delle scuole che rallenta ulteriormente l’economia trentina e nazionale. Da parte nostra insisteremo, con un disegno di legge, sul percorso del rilancio dell’economia così da rispondere alle istanze presentate delle categorie economiche e sociali. Il virus è pari ad una crisi economica a cui risponderemo con provvedimenti anticiclici e anticongiunturali. Gli interventi riguarderanno la modifica delle regole sugli appalti pubblici per facilitare l’accesso alle imprese trentine, parleremo con la banche per la concessione di crediti straordinari e mettere in campo tutte le opzione di sostegno alle imprese”.Per quanto riguarda il nuovo caso di contagio a Cles, il direttore dell’azienda sanitaria, Paolo Bordon, ha confermato che si tratta di un paziente di 41 anni, ricoverato dal 1 marzo in medicina per una polmonite. Gli esami, svolti in un primo momento, non avevano evidenziato la presenza del virus ma il tampone eseguito nella giornata di oggi ha confermato l’evoluzione della malattia. Proprio in questi minuti il paziente sta arrivando al reparto malattie infettive dell’ospedale Santa Chiara di Trento”. A Cles, ha confermato l'assessore alla salute, come prevede il protocollo, sono stati posti prudenzialmente in regime di quarantena due medici e 10 operatori sanitari: “Fin dal primo istante del ricovero il personale dell’ospedale di Cles ha adottato queste misure che garantiscono all’ospedale profili di protezione in grado di assicurare le cure agli altri pazienti”. Infine c’è da registrare il plauso rivolto dal Commissario del Governo, Sandro Lombardi, alle strutture della Provincia autonoma di Trento e all’Azienda provinciale per i servizi sanitari del Trentino: “Il personale medico e sanitario hanno reagito con prontezza e grande senso di responsabilità ed efficacia. Questo ha permesso di mantenere la situazione sotto controllo in Trentino”.
Chiusi tutti gli impianti da sci da domani, il ministro Boccia anticipa le decisioni di Trentino ed Alto Adige.
«Chiusi da domani mattina (martedì 10 marzo 2020) tutti gli impianti sciistici in Italia». Lo ha annunciato il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, in avvio del briefing della Protezione civile sull'emergenza coronavirus.
Una scelta che azzera le decisioni della Pat rese note oggi in conferenza stampa di mezzogiorno che sancivano la chiusura da mercoledì 11 marzo 2020.
Foto da Mondoneve.it
È arrivata oggi sul tavolo del Presidente della Pat Fugatti la richiesta da parte della Comunità di Valle della Val di Sole di chiudere gli impianti sciistici da questa sera.
«Al Presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti,
dopo la riunione effettuta in data odierna la Comunità di Valle con le amministrazioni comunali di Civizzana, Caldes, Terzolas, Rabbi, Malé, Croviana, Dimaro Folgarida, Commezzadura, Mezzana, Pellizzano, Ossana, Peio e Vermiglio richiedono unanimemente la chiusura a partire dalle ore 24.00 del 8 marzo 2020 di tutti gli impianti sciistici presenti sul proprio territorio.
'La richiesta si fonda su una motivazione sanitaria a tutela delle nostre comunità ma anche a tutela del nostro patrimonio economico rappresentato dai nostri ospiti e i nostri clienti provenienti da tutta Europa. Augurandoci che questa decisione rappresenti un contributo maturo e responsabile del nostro territorio per la sicurezza dei nostri concittadini e per garantire un futuro alla nostra economia.
Il Presidente della Comunità di Valle della Val di Sole Guido Redolfi»
Una richiesta che giunge dopo un fine settimana di fuoco, dove migliaia di turisti provenienti da tutta Italia, con presenze massicce da Lombardia, Veneto, Emilia Romagna si sono accalcati sulle funivie della Skiarea Madonna di Campiglio Dolomiti.
Ora che la maggior parte dei turisti è tornata a casa, anche per il nuovo decreto di chiusura delle zone più a rischio Coronavirus arriva la richiesta, che offre alla Pat la possibilità di chiudere gli impianti in virtù di una necessità espressa da un territorio coinvolto. Una decisione che ormai sembra tanto inevitabile quanto tardiva.
«Le scuole e le università in tutta Italia resteranno chiuse fino a domenica 15 marzo. E' la decisione presa dal governo nel corso della riunione di questa mattina fra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ed i ministri sulla diffusione del coronavirus in Italia». Ad annunciarlo l'Ansa con una nota stampa ripresa dal corriere.it
Ora con un'altra nota stampa ansa.it fa sapere che l'ufficialità verrà data entro poche ore. Qui la nuova nota stampa
