Il presidente della Provincia:
La situazione sta diventando ingestibile, l’aggressione di Andalo segna la prima volta in Trentino di attacco di un orso maschio.
“Questa ulteriore aggressione dimostra quanto siano sensati gli allarmi che da diversi mesi abbiamo lanciato sulla situazione orsi in Trentino. Situazione che sta diventando sempre più ingestibile”. Così il presidente della Provincia che nel tardo pomeriggio ha fatto il punto, insieme al dirigente generale del dipartimento agricoltura e foreste, Romano Masè, su quanto accaduto la sera precedente ad Andalo, dove un giovane è stato aggredito e ferito, non gravemente, con morsi e graffi da un orso.
“Si tratta di un caso molto grave, che secondo il protocollo Pacobace – ha spiegato il presidente – ci dava due opzioni; l’abbattimento o la cattura per sedazione. Non è stata una decisione facile, ma abbiamo preferito catturarlo, optando per una scelta diciamo “reversibile”, anche perché poteva esserci la possibilità, seppur minima, che l’orso catturato non fosse l’autore dell’aggressione.
Tutto è andato bene – ha aggiunto – e ringrazio il personale della Forestale che ha operato con grande efficienza, insieme alle forze dell’ordine e a quanti hanno collaborato, compreso il sindaco di Andalo, per la riuscita dell’operazione. Alle 4.45 mi hanno comunicato che il plantigrado era arrivato al Casteller. L’Autonomia trentina ha saputo, in questo caso, dare una risposta pronta, anche a tutela dei tanti turisti che affollano in questi giorni la zona”.
L’orso autore dell’attacco, come ha spiegato Masè, è quasi sicuramente M57, anche se saranno le indagini genetiche a confermarlo. Si tratta di un maschio di due anni e mezzo, già conosciuto per i suoi atteggiamenti “confidenti” nei confronti dell’uomo, avvistato spesso nella zona dell’Altipiano della Paganella, dove in passato ha seguito delle persone o ha rovistato nei bidoni dell’umido.
A questo proposito va ricordato che negli ultimi anni proprio in quella zona, la Provincia, d’intesa con la locale società di gestioni rifiuti, ha attivato 100 siti con più 200 cassonetti anti intrusione orso. La cosa più grave, è stato evidenziato nel corso della conferenza stampa, è che per la prima volta in Trentino, l’attacco avvenga non per la difesa dei cuccioli. Va detto, inoltre, che quando è stato catturato, cosi come in tutte le fasi che hanno seguito l’aggressione è rimasto nei pressi del centro abitato di Andalo e anche di un campeggio.
“Il punto – ha ribadito più volte il presidente, che ha informato dell’accaduto il ministro dell’ambiente – è che gli orsi in Trentino sono troppi e la gente comincia ad essere davvero esasperata. Come chiediamo da tempo, dobbiamo poter gestire noi in prima persona i grandi carnivori presenti sul nostro territorio. E lo dobbiamo poter fare al di là delle ideologie. Ci sono altri casi di orsi confidenti e adesso comincia ad esserci anche il problema dei lupi, anche loro sempre più confidenti. Mercoledì ci sarà un Comitato per l’ordine e la sicurezza in cui affronteremo proprio la questione dei lupi. Non è solo un problema che riguarda l’allevamento, è diventato un problema di ordine pubblico. Per questo dobbiamo avere la possibilità di agire autonomamente, per la sicurezza delle persone e anche per la sopravvivenza stessa del progetto grandi carnivori”.
ENPA, protezione animali:
Per prima cosa, intendiamo rivolgere i nostri sinceri auguri di veloce guarigione al giovane carabiniere, involontario protagonista di quanto accaduto nella serata di ieri.
Ancora tutta da chiarire la dinamica dei fatti, anche a fronte del comunicato stringato e non esaustivo della PAT. Ma alcuni elementi diffusi dai media pongono seri dubbi sulla gestione del rapporto fra uomo e animali selvatici. Sarà necessario che la PAT ricostruisca nei dettagli quanto successo, per capire contesto ma anche genesi dell’evento: solo dopo si potranno esprimere più approfondite considerazioni.
Ma già saltano agli occhi alcuni elementi che ci fanno fortemente dubitare che la PAT abbia le necessarie competenze in tema di gestione della fauna selvatica. L’orso catturato sarebbe M57, un maschio in dispersione di circa 2 anni e mezzo, che avrebbe già in precedenza mostrato (secondo le notizie circolate) di essere particolarmente confidente verso le persone e particolarmente attirato dai rifiuti di cibo. Addirittura, sembra che poco prima di essere catturato sia stato filmato mentre sostava in mezzo ad una strada, frugando in alcuni sacchi di rifiuti, ed anche al momento della cattura rovistava nei cassonetti.
Proprio il fatto che questi comportamenti erano già noti, ci fa chiedere quali azioni di dissuasione siano state poste in essere, al fine di tenerlo lontano dalle zone frequentate, in quali occasioni siano state attuate, quante volte e con che risultati.
Già all’inizio di maggio, in occasione di alcuni video di giovani orsi (uno di questi potrebbe essere proprio M57) che rovistavano in cassonetti e addirittura frugavano nei sacchi di rifiuti abbandonati sul terreno, ENPA aveva scritto all’assessora Zanotelli e ai dirigenti di riferimento, per chiedere sia provvedimenti atti a disincentivare gli animali dalla ricerca di cibo nei centri abitati che ad esercitare il controllo sul corretto conferimento dei rifiuti, con le eventuali sanzioni, al fine di evitare l’abituazione alla presenza umana.
Tutto ciò evidenzia come la provincia di Trento sia del tutto restia ad applicare quelle misure informative, dissuasive e preventive previste dal PACOBACE, che renderebbero possibile la convivenza fra uomo e animali selvatici, dimostrando ancora una volta la totale incapacità nella gestione degli orsi. È dunque tempo che il Ministro – per il bene degli animali e dei cittadini – si riappropri pienamente della gestione degli orsi, animali particolarmente protetti e bene indisponibile dello Stato su cui la Provincia sembra muoversi in una totale autonomia e allo sbaraglio.
In foto la vista del Casteller dall'alto
