SELLA GIUDICARIE. Gianni Salvadori aveva in epoche diverse diretto le bande di Roncone, Caderzone, Cimego e Vigo Darè, il Coro Presanella di Pinzolo, nonché per ultimo la fanfara Ana di Pieve di Bono. Se n'è andato, ma non per corona virus, ieri all'età di 89 anni lasciando la moglie Corina Pelizzari e l'unico figlio Aldino dipendente del Servizio strade della Provincia e prima ancora facente parte dell'ufficio tecnico del comune di Storo. Gianni, deceduto alla casa per anziani di Spiazzo, era nato per fare musica e bel canto. Oltre a dirigere strumenti e ottoni era solito esibirsi all'organo della sua chiesa e le partiture le sapeva a memoria.

Sta di fatto che in occasione di matrimoni Gianni ha introdotto all'altare generazioni di sposi al suono dell'Ave Maria. L'allora amato e mai dimenticato parroco don Giovanni Fedrizzi, che era solito esprimersi in maniera dialettale meglio degli stessi ronconesi, diceva di lui: “Sel Gianni non ghe fòs bisognaria inventarlo parchè al ve a sunar ai bèsper“.
Aveva classe, stile e anche autorevolezza tanto che sapeva trasmettere a bandisti e cantori la voglia di esserci e partecipare. Sotto la sua direzione le bande crescevano non solo numericamente ma anche qualitativamente tanto sapeva fare squadra. Gianni si ispirava ai Dapreda di Condino, rappresentanti la migliore scuola in ambito bandistico e musicale. Era solito confrontarsi ma soprattutto apprendere e fare tesoro dei loro insegnamenti.
Il popolare Gianni di professione era sarto ma con i tempi moderni anche quell'arte (da Conte Ucia) era andata in crisi. Ma quel dinamico fisarmonicista allora era così approdato alla GyForm di Vigo Rendena dove si costruiscono divani e poltrone.
“Con la sua scomparsa - ricorda il sindaco di Sella Giudicarie Franco Bazzoli -se ne va un uomo non solo di musica e bel canto ma una figura che sapeva fare aggregazione e compagnia“.
