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Thu, May

 

STORO. Aveva lasciato l'ufficio anagrafe del comune di Storo circa due anni fa ma ieri mattina nella sua casa di Via Trento si è spenta Annamaria Malcotti. Un male che non dà tregua se l'è portata via a 61 anni. Un commiato rapido e silenzioso ma vissuto con grande dignità.

 

Lascia i figli Nicola e Silvia: lui gestisce dalle parti di Stenico un Bed and Breakfast, mentre lei è farmacista e lavora a Bagolino dal cugino Giacomolli. Annamaria era impegnata come volontaria nel servizio ambulanzieri di Storo, orgogliosa di indossare quella uniforme arancione e sentirsi utile a favore degli altri.

 

Prima di approdare alle dipendenze del comune (dove è stata dal 1981 al 2018), Annamaria si era formata professionalmente nello studio dell'allora ragioniere Domenico Ribaga: un ufficio in cui negli anni sono passate in parecchie dal fatto che il consulente di Tiarno di Sopra era tra i pochi a fare scuola sul come fare paghe. Mamma Mery ( deceduta qualche anno fa ) della sua Annamaria era orgogliosa sapendo che lavorava in Comune come lo era pure dei due nipoti Nicola e Silvia.

 

L'incombenza funebre – dice Francesca Bugna dell'agenzia B2 – si terrà alle 14,30 di martedì presso il cimitero di Storo.

 

 

STORO. “Durante la stagione agricola 2020 di Storo sono stati prodotti nella campagne oltre tredici mila quintali di grano turco, altri 1.600 di frumento e 200 quintali di saraceno. Nella cooperativa contadina di Via Sorino sono confluiti ultimamente circa 70 quintali di castagne mentre un quantitativo analogo è stato venduto in proprio dagli stessi castagnicoltori; numeri importanti considerarando che tra Darzo e Lodrone larga parte di marroni sono d'elite con una valutazione sul mercato che oscilla tra 4 e 6 euro al chiologrammo a seconda della misura”.

A snocciollare i diversi riscontri, seppur a microfoni spenti ma con tanta soddisfazione, lo stesso presidente di Agri 90' Vigilio Giovanelli. Oltre a lui, anche l'assessore comunale con delega all'agricoltura e foreste Massimiliano Luzzani.

Al di là dei tanti iniziali timori – hanno rimarcato ambedue - possiamo considerare che nel 2020 il raccolto in ogni comparto ha registrato livelli eccezionali e di alta qualità.”

 

Nel frattempo la chiesa è come sempre ben addobbata, in particolar modo in occasione del giorno del Ringraziamento. Le regole per distanziamento e igenizzazione sono state rispettate alla lettera. Erano diversi anni che nei tre paesi (Storo, Darzo e Lodrone) il mondo contadino non rievocava la propria festa.

 

Quest'anno lungo il sagrato non c'erano trattori o altri mezzi agricoli e nemmeno il solito rinfresco a base di biscotti della casa. A presenziare nei primi banchi, appena al di là delle balaustre, anche il nuovo sindaco Nicola Zontini la cui presenza importante specialmente in un momemto come questo.

 

Dalla cantoria deserta causa restrizioni dettate da coronavirus, il ventiduenne seminarista Filippo Zanetti all'organo: intonava per prima la suonata “La Creazione Giubili”, si proponeva poi al refertorio con “Frutto della Terra” e “Fratello e Sorella” durante la Comunione; infine concludeva con lo spartito “Avemundi Spes”.

 

Don Andrea, dall'altare con in mostra i prodotti della campagna e del sottobosco, ha messo in evidenza all'omelia il lavoro e i sacrifici di coloro che ancora praticano la vita contadina. A funzione conclusa, lo stesso assessore Luzzani si accomiatava dando lettura della preghiera di Ringraziamento.

 

STORO. A Storo il mercatino del sabato non riscontra mai lo stesso numero di adesioni che solitamente avvengono nei confronti di quello del martedì a Caffaro; per questo servirebbero innovazioni o un eventuale trasferimento in una zona più accessibile dalla statale. Tra gli stessi adetti ai lavori qualcuno auspica che le bancarelle possano traslocare quanto prima in Via del Mercato, come una volta, ossia a due passi dalla farmacia Fusi e a dieci metri dalla statale.

 

Nel tentativo di dare una svolta o imprimere un cambio di rotta alla fiera del sabato, a dire la loro sono i Riccadonna dei formai di Rango di Bleggio che, non avendo partecipato alla fiera dei Santi saltata causa coronavirus, hanno convenuto di recuperare facendo la loro apparizione già da domani: “ Siamo dispiaciuti che il mercato dei Santi non si sia potuto svolgere e difronte a questo. Noi vogliamo comunque rimediare e siamo tentati di venire di sabato”.

 

 

 

 

 

Storo paese conta più di tre mila abitanti, cinque a livello di intero comune; nessuno sa spiegare la poca affluenza al mercato. Capita che la stessa gente di Storo vada al mercato del martedì di Caffaro. Lucia e Adolfo Braghini, verdurai di Ledro, fanno sapere: “ Noi da anni settimanalmente siamo sia il martedì a Caffaro, il giovedì a Condino, venerdì a Pieve di Bono e sabato a Storo. Nemmeno noi troviamo risposte sui perchè in quest'ultimo centro – pur noi vendendo molto - non ci sia l'affluenza che ci si aspetterebbe in un paese simile.”

 

A Storo la sola bancarella che ogni martedì fa il pienone è quella gastronomica della famiglia Bozzo di Marazzone di Bleggio Superiore: è dislocata in maniera solitaria al Ponte di Ca Rossa, distanziata dall'abitato, fa addiritura coda.

 

Durante la nostra gestione amministrativa – dice invece Ersilia Ghezzi, assessora ai tempi di Turinelli – avevamo più volte valutato eventuali accorgimenti al riguardo. A maggior ragione considerato che le bancarelle del sabato non aumentavano a Storo mentre in altri paesi crescevano”.

 

 

Da questo prossimo sabato inoltre Giorgio Il Fornaio, con attività già aperte a Tione, Breguzzo e Caffaro, aprirà un punto vendita anche a Storo. L'esercizio, nel residence dell'ingegneria Mezzi a due passi dall'Istituto scuola media, offrirà servizi di pasticceria, focacceria, pizzeria e paninoteca con prodotti senza glutine e lattosio, aperto dalle ore 5.30 alle 21.00.

 

I bene informati fanno sapere che la neo amministrazione comunale che fa riferimento a Nicola Zontni sta ora valutando la situazione con l'intenzione di trovare eventuali nuovi sbocchi.

STORO. Dallo scorso 12 ottobre nelle zone di Storo il servizio Tim si fa assai desiderare. Prima guasti alla centralina, poi stessa cosa alla linea e per ultimo si attribuisce al Modem e alla Adsl l’ultima delle disfunzioni.

Sta di fatto che a distanza di quasi un mese dal 187 la litania degli operatori è sempre la stessa. “ Abbiamo segnalato il guasto al tecnico che entro due giorni provvederà a contattarvi e poi alla soluzione del problema.”

Illusione e delusione nel frattempo tanta. “ Di giorni ne sono passati parecchi, ma la disfuzione è rimasta. Il modem, ordinato presso la sede Tim di Corso Tre Novembre di Trento, non è mai arrivato. Del contatto preannunciato e atteso non c’è assolutamente traccia” riporta chi lamenta invece i guasti.

Fortunatamente nella zona c’è il Cedis (Consorzio elettrico) che non riserva questi trattamenti ai propri soci: al contrario, rispetto a Tim, di fronte ad un guasto l'intervento e la soluzione sono quasi sempre pressoché immediati.

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