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Thu, May

 

 

STORO. “Nel fondovalle del Chiese , in tempo di coronavirus, il mercato immobiliare risulta stagnante mentre gli affitti variano da 350 a 500 euro al mese a seconda degli edifici. La gente negli acquisti guarda per primo al prezzo, ad una chiave sola e almeno qualche metro di terra per far giocare i figli o ritagliare un piccolo spazio per l'orto”. A parlare è Paolo Mezzi che in Via San Floriano a Storo si occupa di compravendite.

 

Dalla ingegneristica di famiglia padre e figli spiegano che la zona più appetibile, in ambito comunale, è e resta Via Conti Lodron a Lodrone e in seconda battuta la zona collinare di Cà Rossa, considerato che lungo il conoide ai piedi della cosiddetta Storo Alta a prevalere sono le restrizioni edilizie.

 

L'aspetto fondamentale – nel nostro caso – riguarda sicuramente l'esposizione online dove l'acquirente ha la possibilità di avere una prima idea e dimensione sull'immobile”.

 

Cosa chiede la gente? “Sicuramente l'abitazione più richiesta è la bifamigliare perchè comporta un costo inferiore rispetto alla singola. In ambedue le situazioni, gli istituti di credito possono arrivare a concedere anche il 70 per cento del costo praticando a loro volta il mutuo ipotecario”. In queste circostanze la costruzione singola (con poggioli o terrazzi e un pezzetto di verde ) va da 400 a 450 mila euro, mentre la bifamigliare scende di 100 mila euro se non di più”.

 

Su aree fabbricabili la zona di Storo e circondario risulta al momento quella più quotata: si arriva da 120 a 150 euro al metro mentre si scende di almeno 50 euro al di là del confine di provincia (Ponte Caffaro). Anche le stesse costruzioni lungo il versante bresciano costano sicuramente meno. A Storo gli alloggi venduti ultimamente hanno visto soprattutto acquirenti di origine albanese e nord africana; con 60 – 70 mila euro hanno potuto acquistare con aste fallimentari appartamenti degli anni 70 – 80, la cui superficie varia da 80 a 100 metri quadrati.

 

Nel fondovalle, Borgo Chiese sino all'intera Busa di Pieve di Bono e Valdaone compreso, abbondano le vecchie costruzioni. Le porzioni risultano per lo più gravate da aree e giro scale in comunione che stentano a trovare compratori, per lo più stranieri.

Cinzia Fusi, ingegnere che ha rilevato l'ex studio Candioli, fa sapere che nell'ambito del fondovalle del Chiese le case in vendita con parecchi anni alle spalle e gravate da più proprietà, sono oltre cento. Rispetto le case da mont, anni 70 – 80, l'eventuale acquirente è attratto solo dalle occasioni.

 

A prevalere su capannoni e aree produttive al momento si evidenziano il gruppo Bottini su Condino, la FP (Foresti & Poletti) e la vicina Vetreria Grassi & Cavalli alle Piane mentre attraverso aste fallimentari, sempre sulla piazza di Storo, spicca il gruppo Innova & Bottaro.

 

 

 

 

STORO. Ettore Fornasari, proveniente da Calcinato nel bresciano, era approdato a Storo negli anni 70'. Come già anticipato qualche giorno fa dal Trentino, conclude il suo impegno e dedizione come numero uno all'interno dei volontari del Gruppo Croce Rossa del Chiese: dentro quella grande famiglia Ettore continuerà a rimanere come volontario.



Il ledrense Giorgio Mora è stato indicato suo successore. Ettore ha fatto sapere ai compagni: “Sarò sempre uno di voi, state tranquilli.”

 

Tanti sono stati gli eventi e i soccorsi che hanno visto impegnati in prima linea lui e i membri del suo gruppo. “Un’emergenza – rimarca Fornasari - che mi piace definire come formativa è stata certamente quella legata alla frana di Lodrone dove come gruppo avevamo gestito l’evacuazione dei civili bisognosi di assistenza sanitaria e allestito il campo che ha ospitato l'intera popolazione del paese in quelle difficili giornate”.



Personalità attiva anche durante interventi storici e tristemente noti come il terremoto dell’Aquila e la nevicata eccezionale dell’Abruzzo, l’ispettore del Gruppo della Valle del Chiese è stato una figura chiave anche nel coordinamento di diversi soccorsi in ambulanza e nella creazione di alleanze strategiche come quella con Caritas, partner importante per lo sviluppo e il consolidamento delle iniziative locali a favore dei più deboli e dei più bisognosi.



Dopo oltre 20 anni di intenso lavoro al vertice del suo gruppo, complice la pandemia da Covid-19 e la rapida evoluzione che ha avuto il mondo dell’associazionismo negli ultimi anni, Ettore lascia il suo incarico continuando tuttavia la sua esperienza come volontario semplice. Ancora Ettore. “Posso dire con orgoglio di aver collaborato per tanti anni con delle bravissime persone, che hanno saputo supportarmi e condividere con me quelle soddisfazioni che solo il volontariato sa dare”.



A pochi giorni dalla giornata mondiale del volontariato, il sindaco Giorgio Butterini , come anche coloro che lo hanno affiancato negli anni, hanno sentito il dovere di ringraziarlo ufficialmente e nel contempo accogliere il suo successore .

All'interno del comparto crocerossini , dislocati a Condino nella sede di Via Roma, si contano una quarantina di volontari: tutte persone che, negli anni, hanno avuto modo e soddisfazione di collaborare con lui e che ora non finiscono di ringraziarlo e di riconoscerne meriti e virtù” dicono le colleghe Romina Tarolli e Mariachiara Rizzonelli Pucci.



Erede diretto di un’intera generazione di pasticceri e ideatore dei famosi biscotti alla farina gialla di Storo, Ettore Fornasari è oggi un personaggio riconosciuto e stimato soprattutto per l’impegno con cui, anno dopo anno, si è dedicato al prossimo.

Da sempre attento ai bisogni delle altre persone, il fornaio di una volta muove i suoi primi passi da volontario all’interno dell’associazione dei soccorritori di Storo, spinto dalla volontà di apprendere le nozioni base del soccorso in ambulanza e rendersi utile in caso di necessità. Il desiderio di abbracciare altre forme di “bene”, tuttavia, lo porta presto verso una realtà votata anche all’ambito sociale, la Croce Rossa Italiana.

La dedizione come volontario dell’unità territoriale che, nei primi anni 90, inglobava le sedi di Ponte Arche e Pieve di Bono, guidano Ettore a ricoprire il ruolo di viceispettore a fianco di Rosi Serafini. Le difficoltà di gestione dei due poli distaccati richiedono tuttavia uno sforzo importante e la scelta dell’associazione diventa quella di creare due diverse unità territoriali assegnando a Fornasari l’incarico di Commissario prima e di Ispettore poi.

 

STORO. Il consiglio direttivo del Circolo ACLI di Storo, riunitosi con tutti i suoi componenti e presieduto dalla neo presidente insegnante Claudia Ferrari ,ha tra l'altro ripreso e approfondito la discussione sulla situazione industriale e occupazionale in Valle del Chiese, tema già affrontato nella precedente seduta (28 ottobre scorso), e, all’unanimità, ha elaborato e approvato il seguente ordine del giorno come presa di posizione per far sentire il proprio pensiero e la propria voce alle Autorità competenti ed esprimere la propria calorosa vicinanza e convinta solidarietà alle maestranze così duramente colpite e dall’emergenza sanitaria e dalla crescente crisi occupazionale.

Il documento di posizione qui assunto è frutto dell’attenta analisi delle recenti notizie del fallimento di due aziende industriali operanti a Storo: la ISAF (e la WARIS srl/Schlaefer srl dichiarata fallita dal Tribunale di Trento in data 4 giugno scorso, Tribunale che nella circostanza aveva dichiarato inammissibile la richiesta di concordato preventivo ad istanza dell’azienda.

Ebbene, consapevoli delle difficoltà del momento e dell’acuirsi delle stesse difficoltà nel panorama industriale valchiesano non appena scadrà il decreto governativo del blocco dei licenziamenti (31 dicembre prossimo, se non andiamo errati), i dieci aclisti, alcuni dei quali possono vantare significative esperienze in campo sindacale e sociale, fortemente preoccupati del declino occupazionale e delle fortissime ricadute che si possono facilmente prevedere sotto l’aspetto sociale e sotto il profilo dell’indotto per le piccole aziende artigianali locali gravitanti attorno alle industrie fallite.

 

S O L L E C I T A N O

con forza l’attenzione degli amministratori pubblici locali, sindaci di zona, enti del Bim Chiese e Sarca, Comunità di Valle, Provincia Autonoma di Trento, affinché affrontino con caparbia determinazione, sagacia operativa e lungimiranza politica le singole situazioni di crisi, cercando soluzioni a salvaguardia dell’occupazione locale;

I N V I T A N O

tutte le forze sociali, sindacali e le rappresentanze anche spontanee dei lavoratori a lottare con strenua convinzione e incrollabile tenacia per la difesa dei livelli occupazionali, assicurando la vicinanza e la autorevole competenza degli aclisti, ed in ispecial modo dei componenti il direttivo Acli di Storo;

R E C L A M A N O

un intervento deciso in senso prettamente ‘politico’ della Provincia Autonoma di Trento, sia per mano della Presidenza della Giunta, sia dell’assessorato provinciale competente, affinché individuino soluzioni ‘ad hoc’ per quest’emergenza nell’ambito lavorativo valchiesano, che rischia di impoverire vieppiù le nostre famiglie e le nostre comunità di villaggio;

T E N G O N O A S O T T O L I N E A R E

come negli ultimi decenni la Provincia Autonoma di Trento abbia trascurato la zona della Bassa Judicaria in relazione alla distribuzione delle (abbondanti) risorse di cui disponeva. Ci si riferisce segnatamente ai problemi della viabilità, dei presidi sanitari, delle scuole superiori. Migliori collegamenti stradali ad esempio avrebbero indubitabilmente favorito un migliore insediamento industriale.

Su questo tema e su altri, come la scuola, il direttivo Acli si riserva di intervenire in maniera specifica.

C A L D E G G I A N O

una più oculata e chiaroveggente gestione delle risorse e degli interventi operativi di Trentino Sviluppo Spa, lo ‘’sportello unico’’ che assiste le aziende in Trentino, come si autodefinisce questa Spa, costituita con capitale interamente pubblico e con socio unico, la Provincia Autonoma di Trento;

C H I E D O N O C O N F O R Z A

la tutela dei diritti dei lavoratori, la salvaguardia dei livelli occupazionali, l’intervento di tutte le forze politiche, sociali e sindacali per ‘’stringere d’assedio’’ le multinazionali inadempienti e approfittatrici delle agevolazioni a suo tempo concesse, anche con sacrificio personale dei lavoratori;

S U G G E R I S C O N O

umilmente, ma convintamente, l’istituzione di un tavolo permanente di confronto, a cui eventualmente possa esser chiamato anche un delegato in rappresentanza dello scrivente Circolo Acli storese,

A U S P I C A N O

una forte presa di coscienza e di acquisizione di senso di responsabilità degli amministratori, degli uomini politici, degli operatori sociali e sindacali, di tutte le persone di buona volontà, all’uopo di affiancare, sostenere, e tutelare con tutti i mezzi a disposizione i lavoratori, specialmente i precari, quelli con contratti a termine, insomma i più deboli e meno tutelati. (A.P.)



STORO. La SP241 di Riccomassimo, strada che collega il Comune di Storo a quello di Bagolino, presenta tratti stretti e angusti attraverso un versante montano posto a strapiombo sui crepacci. Al tempo stesso essa rappresenta l'unico collegamento alternativo alla statale del Caffaro per i collegamenti fra Trentino e Lombardia ed è un tratto viario obbligato per i cittadini del Comune di Storo che vogliano salire alle montagne della frazione di Lodrone.

Per tutti questi motivi ho presentato un Ordine del Giorno che sarà discusso nella prossima sessione di Consiglio e che, se approvato, porterà la Provincia di Trento a garantire la sicurezza dei cittadini che ogni giorno transitano numerosi su questa strada provinciale.



Come evidenziato anche da un pauroso incidente avvenuto l'anno scorso, in alcuni tratti, coincidenti con la parte finale della sua percorrenza, la SP241 è malsicura e le sue protezioni stradali risultano datate, ammalorate e ben difficilmente in grado di contenere la fuoriuscita di un automezzo dalla carreggiata stradale.

È quindi oltremodo necessario che la Provincia di Trento intervenga mettendo in sicurezza il tratto stradale, tanto più che lavori di sistemazione della continuazione della SP241 in terra lombarda sono stati previsti dal Comune di Bagolino, motivo per il quale chiediamo anche che le varie amministrazioni pubbliche si parlassero, concordando gli interventi al fine di produrre il miglior risultato possibile per gli utenti della strada.

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Alex Marini

Consigliere Provincia Autonoma Trento

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