C’è tutto e niente in questo decreto sostegni presentato dal governo nazionale. Sicuramente c’è molto coraggio, ma anche molta fantasia. Non manca nemmeno un pizzico di sobrio linguaggio truffaldino.
La fantasia è quella di chi ha imposto alle aziende di non lavorare e che ora “spaccia” come sostegno un’elemosina. Il coraggio è quello di presentarsi davanti agli italiani dopo più di un anno tempestato da lockdown e decreti, di promesse e di ristori, e spacciare questo decretino come qualcosa che possa salvare l’Italia dalla povertà. La povertà, se questa è la risposta che dopo un anno lo stato riesce a mettere in campo per aiutare lavoratori ed imprese, non è più un miraggio ma è il destino certo.

L’aggravante per il governo sta nell’atteggiamento truffaldino nel presentare una percentuale di ristoro che non ha niente a che vedere con la perdita effettiva.
«L’ammontare dell’indennizzo è del 60% per le imprese sotto i 100 mila Euro, del 50% per quelle tra 100 e 400 mila Euro, del 40% tra 400 mila e 1 milione di Euro, del 30% tra 1 e 5 milioni, del 20% tra 5 e 10 milioni». Ma a cosa si riferiscono queste percentuali? Ci si aspetterebbe alla perdita avuta nell’anno. E invece no. Si basa sulla perdita media, ma non di un anno, ma di un mese. Cioè sono riusciti nell’impresa di ristorare una percentuale che va dal 60% al 20% della perdita di una mensilità(perdita media mensile). E le altre 11?
Questo decreto prevede quindi per le imprese sostegni che vanno dall’1,67% al 5% delle perdite avute nel 2020 (nulla dice sulle perdite 2021 di gennaio e febbraio). Ma perché è stato preso come intervallo l’intero 2020 e non si è considerato il periodo interessato dalla pandemia, cioè da marzo 2020 a febbraio 2021?
Un’azienda che fatturava 200mila euro e ha avuto una perdita di 120 mila euro è inserita nella fascia rimborso del 50%. Quindi a logica uno è propenso a pensare che otterrà 60 mila euro. È no, pirla! Se hai perso 120 mila euro in un anno, ti rimborsano il 50% della perdita di un mese (perdita media mensile), non di tutto l’anno. Quindi i 60 mila euro vanno divisi per 12. Ecco che tu che hai perso 120 mila euro nel 2020 perché ti hanno costretto a chiudere e ti hanno detto di stare tranquillo perché tanto sarebbero arrivati i ristori, devi dividere la tua perdita per 12 (mesi) e ottieni 10 mila euro. Di questa bella cifra prendi il 50%. Eccoti i tuoi 5mila euro pari al 4,16% della tua perdita del 2020.
Puoi già essere contento perché ad altri, sembra impossibile, va anche peggio. Per fortuna, in Trentino, sembra che la Giunta si sia accorta della pochezza dei ristori e ha annunciato che darà sostegno reale alle imprese. Speriamo non rimanga solo una promessa.
