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Thu, May

 

CASTEL CONDINO. Domenica le istituzioni e la gente di Castel Condino hanno rievocato il cosiddetto “incendio dei Brusign” le cui fiamme, incautamente provocate da due bambini, hanno segnato in malo modo la vita del paese.

 

Nell'occasione ci sono state una solenne santa messa, sfilata e deposizione di una corona alla lapide che ricorda quel tragico avvenimento. Ascoltiamo il sindaco Stefano Bagozzi: “Era il 31 gennaio del 1884 quando un incendio, provocato incautamente da due ragazzini, aveva devastato gran parte del paese. Castel Condino, all'epoca, contava quasi 1000 abitanti, rispetto ai 234 di adesso. Quel triste evento distrusse ben 117 case abitate da 220 famiglie. Nella circostanza si era pure mobilitata la Società Alpinisti tridentini con una raccolta di danaro come pure l'Imperatore d'Austria Francesco Giuseppe che elargì 1000 fiorini austriaci. L'evento, che aveva procurato anche due vittime e un danno calcolato in circa 300.000 fiorini, viene annualmente rievocato in occasione di una celebrazione in suffragio alle vittime”.

 

 

La commemorazione, avvenuta nella mini cappella allestita ai piani alti dell'edificio municipale, ha riscontrato l'adesione di buona parte di gente, rappresentanti il comune e dall'intero corpo vigili del fuoco. Dopo il rogo si era deliberato di celebrare ogni anno al 31 gennaio l'anniversario dell'incendio con solenne ufficio (santa messa e vespro da morto) e così per parecchi anni è stata mantenuta la promessa con la ricorrenza de "La festa de Brusign".

 

Ancora il primo cittadino: “ Solo allora il Comune comperò una pompa per far fronte ad altri incendi che si verificarono poi nel 1900, 1910. Erano le 9 del 31 gennaio quando il paese fu invaso dal fuoco. Era toccato al sagrestano dell'epoca, Celeste Spada, avvertire la gente del pericolo. Il fuoco, alimentato da fieno e paglia, era partito dalla casa di Pietro Todeschini (detto Pinini). In breve il rogo si diffuse da una casa all'altra considerato che i tetti di quel tempo erano non di tegole ma di scandole in legno. Per tale ricostruzione il Comune dispose la demolizione di parecchie case considerate troppo addossate tra loro in modo da rendere dei vuoti in caso di altri simili eventi".

Nell'infausto evento, dove c'è una targa che tuttora lo ricorda, vi persero la vita Battista Berra detto "Cigalin" e donna Paola moglie di Antonio Todeschini detto "Laico ". "La povera donna mentre tentava di salvare un sacco di frumento fu colpita da una trave infuocata morendo sul colpo".

Incontri al Museo per parlare di fauna. La reintroduzione della lince nella Alpi sud-orientali con Miha Krofel, Università di Lubiana introduce e modera Paolo Pedrini. Mercoledì 2 febbraio 2022 | ore 20.45 Sala conferenze del MUSE – Museo delle Scienze e in diretta Facebook

 

Credit Muse

 

La lince euroasiatica, il felino più grande d’Europa, sarà al centro del secondo appuntamento del 2022 di “Incontri al Museo per parlare di fauna”, mercoledì 2 febbraio 2022 alle 20.45 al MUSE. Miha Krofel, ricercatore dell’Università di Lubiana, farà il punto sui progressi di LIFE Lynx, progetto europeo che lavora per prevenire l’estinzione e rinforzare la lince nei Monti Dinarici e nelle Alpi sud-orientali. A oggi, in Trentino, l’unica lince accertata è “B132”, proveniente dalla Svizzera, presente in provincia ormai dal 2008.

Da oltre 40 anni la lince è tornata a vivere nelle Alpi orientali grazie alle reintroduzioni effettuate in Slovenia a partire dagli anni 70 del secolo scorso. Tuttavia il nucleo attualmente presente è fragile e la sua sopravvivenza è in grande pericolo. Mercoledì 2 febbraio 2022, alle 20.45 al MUSE – Museo delle Scienze (qui per iscriversi) e in diretta streaming sulla pagina Facebook del museo, Miha Krofel, ricercatore dell’Università di Lubiana e tra le anime del progetto LIFE Lynx, parlerà dello stato di salute di questa specie sull’arco alpino.


A moderare la serata, Paolo Pedrini, responsabile della Sezione Zoologia dei Vertebrati del MUSE.
Nel corso del ventesimo secolo – anticipa Krofel – sono stati implementati diversi progetti di reintroduzione, ma la distribuzione della specie sulle Alpi è ancora limitata e la maggior parte degli esemplari è minacciata dalla consanguineità e dalla frammentazione degli habitat. Durante la serata presenteremo la biologia generale della lince eurasiatica e il lavoro di conservazione del progetto LIFE Lynx in Slovenia, Italia e Croazia”.

 

LIFE Lynx, partito nel 2017, ha tra i principali obiettivi il rafforzamento della popolazione nei Monti Dinarici e nelle Alpi sudorientali (Slovenia, Austria e Italia) con la traslocazione di linci dai Carpazi. Come sottolinea infatti il team di LIFE Lynx: “Oggi, per salvare la popolazione, sono necessarie misure urgenti per rinfrescare e arricchire la popolazione esistente e ricercare la sua connettività con altre popolazioni, soprattutto quella delle Alpi centro-occidentali (Svizzera)”.

 

Nel panorama trentino, la lince “B132”, merita una parentesi a parte: dopo aver attraversato parte dell‘arco alpino, partendo dal canton San Gallo in Svizzera e percorrendo una distanza record di oltre 200 chilometri in linea d‘aria, dal 2008 ha stabilito il suo territorio in Trentino. La sua ultima apparizione, come riporta il Servizio Faunistico della Provincia autonoma di Trento, risale a dicembre 2021, quando – dopo 8 mesi – ha dato nuovamente notizia di sé, avvistata e fotografata da un residente in località Nar di Storo, in Valle del Chiese.

 

 

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Biografia
Miha Krofel è ricercatore e professore presso l’Università di Lubiana, fa parte del team del progetto LIFE Lynx e di diversi gruppi specialistici della IUCN – Species Survival Commission (Unione internazionale per la conservazione della natura). Lavora principalmente su ecologia, gestione e conservazione di grandi carnivori in Europa e in Africa. Ha dedicato la maggior parte delle sue ricerche alla lince eurasiatica, orso bruno, lupo, gatto selvatico, leopardo, ghepardo, leopardo delle nevi e sciacallo. La sua tesi di dottorato si è concentrata sulle interazioni interspecifiche tra la lince e altri animali, con cui la lince coesiste nell’ecosistema delle foreste Dinariche.

Lince B132 osservata in loc. Nar di Storo, dicembre 2021 – Foto M. Zontini – Archivio Servizio Faunistico

 

 

STORO. E il Carnevale di Storo? Si fa o non si fa? La domanda che si sono posti in molti nell'ultimo periodo trova una risposta nell'annuncio degli organizzatori del Gran Carnevale di Storo, tradizionale ricorrenza giudicariese.

 

Finalmente possiamo dirlo – hanno scritto in un post Facebook lo scorso 25 gennaio - ritorna il Gran Carnevale di Storo!”

 

Purtroppo non sarà come il carnevale a cui eravamo abituati, visto la situazione pandemica è impensabile farlo a febbraio come dovrebbe essere, ma è un segno per ripartire e sperare che tutto torni alla normalità.”

 

Siamo speranzosi e fiduciosi, infatti dopo 2 anni abbiamo deciso di annunciare una data in cui tornare a fare il nostro Gran Carnevale”

 

Appuntamento quindi per “SABATO 4 GIUGNO per il GRAN CARNEVALE DI STORO, con sfilata di gruppi mascherati. Nel prossimo periodo usciranno sempre più info e sorprese”

 

 

STORO. Stanno entrando nel vivo i lavori del primo lotto riguardanti la demolizione della ex Scuola Elementare di Storo e lo scavo propedeutico alla realizzazione del nuovo edificio scolastico, svolti dall’impresa Green Scavi srl di Vezzano.

 

 

Nel frattempo sono stati aggiudicati i lavori del secondo lotto, quello relativo alla costruzione del nuovo edificio, all’Ati (Associazione temporanea di imprese) Ingegneria costruzioni e servizi appalti e Consorzio stabile Santa Rita che ha vinto la gara offrendo un importo al netto dell’iva pari a 4.184.705,03 euro.

 

Alla procedura di gara europea, il cui bando era stato pubblicato il 25 giugno scorso, avevano partecipato 11 concorrenti, di cui uno escluso nel corso della seconda seduta di gara. Il quadro economico complessivo dell’opera ammonta a 8.5 milioni di euro, 7.1 milioni dei quali finanziati dalla Provincia nel 2013 mentre i restanti 1.4 milioni rimangono in capo al Comune ed erano stati messi a bilancio lo scorso anno. Una volta completate positivamente le verifiche dell’impresa aggiudicataria si potrà procedere con la firma del contratto e quindi l’avvio dei lavori anche del secondo e ultimo lotto.

 

Al giorno d’oggi è importante garantire strutture migliori e più efficienti, soprattutto per un comparto strategico come la scuola e questo è il primo passo per dare ai nostri piccoli cittadini il posto che si meritano: un edificio scolastico accogliente e sicuro come previsto dalle nuove normative. Un'opera attesa da anni, che finalmente vede il via.

 

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Il Sindaco, Nicola Zontini

Assessore con delega ai lavori pubblici, Riccardo Giovanelli



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