07
Thu, May

 

STORO. Dalle parti di Storo la presenza di volpi si fa sempre più consistente. Ne sa qualcosa oltre a Ivo Maccani – in foto - anche Paolo Zontini che nelle ultime ore dentro il suo pollaio, a monte di Cà Rossa, si è visto sfoltire parecchie ovaiole.

 

Da tempo a subire simili conseguenze è pur sempre il popolare idraulico a riposo Ivo Macani nel cui podere, dislocato a due passi dal cimitero ai margini della Contrada Pràel, si riscontrano delle autentiche stragi. “L'assediamento qui da me – parole sue – è da anni che aumenta a vista d'occhio e non a caso la volpe riesce ad introdursi dentro le grate in ferro che fanno da riparo alle finestre di stalla e piano terra”.

 

Una cosa è certa – ribatte invece Zontini – la bestia nel mio caso si muove di prima mattina dal fatto che durante la notte il pollame rimane al riparo all'interno di un prefabbricato in legno. Alle 6 sono solito uscire per lavoro ed è allora che l'animale, che il più delle volte sale da dietro Agri 90, ha modo e occasione di introdursi e fare man bassa delle galline lasciando sul suolo resti spennati e qualche carcassa”.

 

 

STORO. "Il distretto del Basso Chiese ha una grande forza a livello artigianale e industriale. Qui ci sono aziende più o meno grandi, che hanno grandi potenzialità di sviluppo ma che stanno affrontando anche problemi significativi, dalla carenza di manodopera all’aumento dei costi di energia e materie prime passando per la necessità di una viabilità all’altezza. Su questo l’Amministrazione provinciale sta lavorando, con l’obiettivo di dare risposte efficaci alla comunità e ad un tessuto economico così importante per il Trentino”. Un messaggio di vicinanza e assieme di incoraggiamento quello lanciato dagli assessori Roberto Failoni e Achille Spinelli, in rappresentanza delle deleghe provinciali su artigianato e industria, nell’incontro con le aziende dei due settori dell’ambito di Storo e delle Basse Giudicarie. Presenti, oltre al sindaco di Storo Nicola Zontini, i rappresentanti di circa 70 attività economiche e delle associazioni di categoria.

 

 

Una lunga serata, ospitata dalla sala oratorio del centro giudicariese, nella quale sono stati affrontati tutti i temi sensibili per il tessuto imprenditoriale e occupazionale del Basso Chiese, a partire dai rincari per energia e materie prime fino alla questione viabilità che comprende le soluzioni per il Ponte sul Caffaro e i collegamenti con la Lombardia. Un momento anticipato, nel pomeriggio, dalla visita dei due assessori in quasi una decina di aziende sul territorio, per vedere da vicino le realtà produttive e ascoltare in prima persona gli elementi positivi e le criticità.

 



L’assessore provinciale all’artigianato, commercio, promozione, sport e turismo Roberto Failoni, il sindaco di Storo Nicola Zontini, l’assessore provinciale allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli all’incontro con le imprese del Basso Chiese [ Archivio Ufficio stampa PAT]

 

Dalle visite che abbiamo fatto negli stabilimenti produttivi - ha esordito Failoni dal palco della sala, affiancato da Spinelli e dal sindaco di Storo Zontini - è emerso che per fortuna il lavoro e le commesse per le imprese sta andando bene. Ci sono, è vero, elementi di criticità. Noi siamo qui per ascoltare e provare, nel limite del possibile, a risolverli, dando conto di quanto l’Amministrazione provinciale sta facendo e farà per fornire soluzioni concrete”.

La vicinanza dell’Amministrazione e la disponibilità ad ascoltare le esigenze di chi ogni giorno è al lavoro per creare ricchezza, in questo caso nel distretto del Basso Chiese, sono state ribadite dall’assessore Spinelli: “La Provincia - ha precisato l’assessore con delega a sviluppo economico, ricerca e lavoro - tiene molto ad un’area del Trentino che è ricca di insediamenti, innovazione e capacità di fare squadra. Ci sono molte aziende che lavorano soprattutto nella meccanica, anche di alta precisione, hanno voglia di innovare e rinnovare i propri processi: una tendenza che piace alla Giunta provinciale e che consente di portare valore aggiunto nelle proprie produzioni, in un territorio che costa di più dal punto di vista dei trasporti. Cerchiamo dunque di supportare questa forma di crescita attraverso la contribuzione pubblica anche su ricerca e innovazione”.



Le risposte in tema di viabilità

Scendendo nel dettaglio delle risposte fornite, i due assessori si sono in sostanza “divisi” i compiti. Mentre Failoni ha approfondito il tema infrastrutturale e della viabilità, Spinelli si è concentrato su tutti gli aspetti economici e sull’argomento molto sentito dei costi per energia e materie prime.

La prima questione è certamente il ponte sul Caffaro. L’infrastruttura storica di competenza della Provincia di Brescia, posta sul confine fra Trentino e Lombardia, necessita di lavori di ristrutturazione e al momento è aperta al traffico con la limitazione di transitabilità di 40 tonnellate. “La soluzione definitiva per questa infrastruttura - ha precisato Failoni - richiederà un po’ di tempo. Ci sarà la realizzazione del ponte provvisorio che sarà a carico della Provincia autonoma di Trento, con un impegno fino a un massimo di 904.000 euro, che corrispondono al costo totale dell’opera, e un iter promosso dalla Provincia di Brescia. Sarà a doppio senso di marcia e senza la limitazione delle 40 tonnellate, che sappiamo quanto rappresenti un problema per le imprese. Una volta collocato partirà la riqualificazione dell’infrastruttura storica. È ferma volontà della nostra Amministrazione stare sul pezzo e, se serve, fornire un aiuto alla Provincia di Brescia per fare le cose nel più breve tempo possibile, a partire dal ponte provvisorio”.

Toccate dagli esponenti della Giunta anche diverse altre opere. Fra queste, la realizzazione della nuova variante al di là del confine tra le province, nel tratto Vestone-Idro sud, con un costo iniziale di 55 milioni di euro coperto al 50% dalla Provincia autonoma di Trento, e i cui lavori sono stati aggiudicati ad un’impresa trentina. Sono in corso approfondimenti per la copertura del costo aggiuntivo di 4,5 milioni dovuto a prescrizioni ambientali e relative alla gestione delle rocce da scavo. A margine dell’incontro di ieri Failoni ha incontrato in videoconferenza il ministro Gelmini e i rappresentanti delle altre Regioni per “definire le possibilità di finanziamento aggiuntivo tramite i fondi ODI e far partire in tempo brevissimi l’opera”.

Citata inoltre per l’ambito di Storo la variante, nella fase dello studio di prefattibilità, per il lotto zona industriale-val di Ledro per il costo di 5 milioni di euro, a cui segue l’approfondimento sul lotto Ca’ rossa-zona industriale per un volume di costo superiore.

Menzionati gli interventi di miglioramento in programma sull’intera viabilità dalle Giudicarie a Trento (ad iniziare dallo “spigolo” di Breguzzo, la correzione delle curve del lago di Roncone, la sistemazione in galleria del tratto di Ponte Pià).



Le risposte: i costi energetici

Così invece Spinelli sul tema energia: “Si tratta di una criticità di valenza internazionale ed europea che avvertono in modo deciso anche gli imprenditori del nostro territorio. Sarà certamente affrontata dalla Giunta provinciale nelle prossime settimane, cercando di venire incontro con misure ad hoc. Su questo tematica abbiamo anche stimolato il nostro gestore energetico. Troveremo una forma di sostegno che non sarà totale ma che potrà compensare parzialmente aggravio di questo periodo”.



Il sindaco di Storo

La comunità di Storo e tutte le aziende presenti sul territorio - è la voce infine del sindaco Zontini, che ha sottolineato l’importanza della visita - chiedono risposte efficaci all’Amministrazione provinciale. Occorre stare vicino a queste attività, che danno lavoro ad un migliaio di occupati e che devono poter operare senza sovracosti eccessivi. Bisogna fare il possibile per scongiurare il rischio delocalizzazione, portando a compimento anche tutti quegli interventi, a partire dalla viabilità e dal collegamento con Brescia, di cui si parla da tempo”.



 

A Storo il mercato del sabato proprio non va. Ben diversa la situazione del martedì quando a Ca Rossa il solo banco da Fabrizio stravolge la situazione

 

 

STORO. A Storo il mercato del sabato proprio non va ed è ancor peggio da quando le bancarelle sono state traslocate da Piazza Municipio a Via Garibaldi a due passi dalla farmacia. Qui, quando i banchi abbondano, sono solo quattro. Quest'ultima collocazione crea anche problemi di accesso visto che la statale per Ledro, spesso trafficata, dista a circa due metri. Qualcuno sperava di procacciare turisti o persone di transito ma così proprio non è.

 

Diversa risulta essere la situazione al mercato del martedì quando nei pressi di Cà Rossa il solo banco della Rosticceria da Fabrizio fa lievitare di molto l'utenza. In quelle stesse ore il mercato di Ponte Caffaro non incide minimamente, anzi – in ambito di ristorazione - perde qualcosa.

 

Da parte dell'Amministrazione comunale non sembra di voler intervenire rispetto questa differenza. Lo stesso sindaco Nicola Zontini è lapidario: “Per il momento non c'è alcuna intenzione di tornare al passato”.

 

Nell'ora di punta, poco di prima di mezzogiorno, attorno alla cucina mobile gestita da Fabrizio e dalle sue collaboratrici, anche oggi martedì 15 febbraio benché piovesse, si contava un via vai difficile da spiegare. Sarà qualità e servizio, sta di fatto che rispetto al sabato non ci sono paragoni” dicono in molti che addirittura abitano da tutt'altra parte di Storo.

 

Al di la di Storo – dice lo stesso Fabrizio – di lunedì noi siamo a Tione, il mercoledì a Pinzolo, di giovedì a Mori, venerdì a Zambana e di sabato a Spiazzo: anche in quei paesi fortunatamente non si riscontrano differenze.”

STORO. Il Consigliere Alex Marini (M5S) comunica che sono allo studio interventi per assicurare la continuità del segnale telefonico nel tratto stradale tra Tiarno di Sopra e Storo

 

La strada provinciale 240 di Loppio e di Val di Ledro, nel tratto che da Storo sale fino al bivio per Tremalzo è caratterizzata da uno scenario paesaggistico estremamente suggestivo. Il percorso si snoda infatti all'interno di veri e propri canyon, strette gole scavate dal torrente Palvico e dai suoi affluenti, il rio Casina, rio Bragone, torrente Lorina, rio Fontana Bianca e rio Retorto. Purtroppo, per quanto affascinanti dal punto di vista paesaggistico, queste gole, rendono impervia e tortuosa la strada e impediscono anche la trasmissione del segnale telefonico in maniera omogenea.”

La mancanza di segnale telefonico per un tratto così esteso non determina solo disagi per chi percorre questo pezzo della SP240, ma rende anche il transito meno sicuro poiché, nel caso si verifichino  situazioni di pericolo, c'è l'impossibilità di poter effettuare chiamate d'emergenza. Si tratta di circostanze affatto rare, considerato l'alto numero di sinistri stradali che annualmente si verificano nei punti nei quali la percorrenza risulta più angusta.”

A partire da questa constatazione fattuale ho presentato una proposta di ordine del giorno chiedendo di assicurare il segnale telefonico anche in quel tratto stradale. L'assessore con competenza alle telecomunicazioni Spinelli ha compreso quanto sia necessario dare una risposta alle esigenze del territorio e ha espresso il proprio parere favorevole. Il Consiglio provinciale ha dunque approvato l'atto, impegnando la Giunta provinciale a a valutare interventi volti a favorire la collocazione di un impianto per le telecomunicazioni, la radiodiffusione e le infrastrutture di comunicazione elettronica al fine di assicurare la ricezione del segnale nel tratto di strada provinciale 240 di Loppio e di Val di Ledro compreso tra il passo d'Ampola e la località "Buco della Morte", la gola scavata dal torrente Palvico in prossimità dell'abitato di Storo.”

 



QUI il testo della proposta di ordine del giorno n. 150/114/XVI Assicurare la ricezione del segnale telefonico nel tratto di strada provinciale 240 di Loppio e di Val di Ledro compreso tra il passo d'Ampola e la località "Buco della Morte"

More Articles ...