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Thu, May

 

CAFFARO. Il 14 aprile scorso il M5S ha depositato un'interrogazione al Consiglio provinciale trentino chiedendo di fare chiarezza sul destino del nuovo ponte sul torrente Caffaro, terminato nel 2017 e da allora mai aperto.


 

Come spiega il Consigliere provinciale Alex Marini: “Sulla vicenda del nuovo ponte sul Caffaro continuano ad esserci troppe ombre. Lo scorso ottobre abbiamo chiesto chiarimenti al presidente Fugatti, ma la risposta che ci ha dato è risultata evasiva.”

Per questo motivo siamo tornati alla carica con una nuova interrogazione. Le nostre domande sono chiare: perché il nuovo ponte non è mai stato aperto? Cosa intende fare a riguardo la provincia di Trento? Con quali costi, tempistiche e modalità procederà la ristrutturazione del ponte storico, che regge da solo tutto il traffico da e per la Lombardia sin dal lontano 1906? Cosa propongono i Comuni di Storo e Bagolino per uscire dall'attuale impasse?”

La speranza è che per una volta trionfi la trasparenza. Si parla di un'opera che ha comportato lavori a base d'asta per oltre 2 milioni e 550 mila euro, finita nel 2017 e mai entrata in funzione. Il minimo che possa fare l'amministrazione pubblica è dire la verità a tutti i cittadini che hanno contribuito a finanziare questo ponte con i soldi delle loro tasse e che a oggi devono convivere col disagio di vederlo chiuso al traffico”.

 

 

Incendio a Bondone: il debriefing delle forze messe in campo. La riunione nella Sala operativa dei Vigili del fuoco permanenti di Trento.

 

Dodici giornate di intervento, 25 corpi di volontari, oltre alle squadre dell’Unione distrettuale delle Giudicarie, per un totale di 655 vigili del fuoco impegnati nelle attività, con una media di circa 5.900 ore-uomo totali e più di 50 vigili al giorno occupati nell’incendio che dal 19 marzo al primo aprile ha infuriato in località Val Setta, nel comune di Bondone di Storo: sono alcuni dati emersi dalla riunione che si è tenuta ieri sera nella sala operativa di Piazza Centa, coordinata dal dirigente provinciale del Dipartimento protezione civile, foreste e fauna, ingegner Raffaele De Col.

 

Presenti anche la dirigente del Servizio antincendi e protezione civile, ingegner Ilenia Lazzeri, assieme al funzionario ing. Rosario Farina, il capo squadra esperto Denis Dall’Alda e vigile del fuoco qualificato Arrigo Avi, l’ispettore dell’Unione distrettuale delle Giudicarie Andrea Bagattini, l’Accountable manager del Nucleo elicotteri ingegner Daniele Gosetti e il Flight operation manager Piergiorgio Rosati, i comandanti dei corpi di Bondone e Condino e, collegati da remoto, alcuni DOS (Direttore Operazioni di spegnimento) della Direzione Interregionale dei Vigili del Fuoco Veneto e Trentino Alto Adige e Giacomo Antolini, direttore dell’Ufficio distrettuale forestale di Tione.

 

Dalla riunione è emersa l’ottima sinergia e l’eccellente lavoro di squadra tra le varie componenti che hanno partecipato all’intervento. Un incendio esteso, in zona impervia, che non si verificava da tempo sul nostro territorio e un lavoro complesso, che ha richiesto per molti giorni l’impiego di risorse aeree – tra le quali gli elicotteri Erickson e i Canadair della flotta dello Stato – e un importantissima azione da terra, con l’allestimento di strade tagliafuoco e la pulizia dei tracciati per fronteggiare le fiamme e impedirne la propagazione.

 

Un’esperienza che nella nostra provincia accade fortunatamente di rado, che ha visto la necessità di coordinare le diverse squadre impegnate in una gestione multipla e complessa.

 

Il bilancio dell’attività svolta è da considerarsi assolutamente positivo per tutte le parti coinvolte nelle attività di spegnimento; il lavoro e la professionalità delle squadre a terra e degli equipaggi in volo sono stati agevolati e resi ancora più efficaci grazie alla profonda conoscenza del territorio posseduta dei Vigili del fuoco volontari e del personale della forestale. Sul campo è stato inoltre possibile valutare l’efficacia delle diverse risorse e strategie di intervento messe in atto. L’attività degli elicotteri della Provincia autonoma di Trento, così come della flotta aerea dello Stato, si è rivelata particolarmente efficace; queste risorse sono riuscite a coordinare le loro rotazioni grazie anche al contributo del personale DOS del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco intervenuto sul posto, grazie alla funzionalità delle comunicazioni radio e ai contatti mantenuti dalla Centrale Operativa del Corpo permanente con il Centro Operativo Aereo Unificato (COAU).

 

Ora è il momento della conta dei danni: il censimento delle aree bruciate è in corso da parte del Corpo forestale, che si è trovato a lavorare braccio a braccio con i Vigili del fuoco volontari e permanenti. Fondamentale anche il lavoro di prevenzione per evitare l’espansione del fronte dell’incendio, come la predisposizione di vasche e di tubazioni antincendio, la preparazione e la pulizia di strade tagliafuoco.

 

L’uso dei droni del gruppo SAPR del Corpo permanente ha consentito il monitoraggio e controllo dell’eventuale avanzamento del fronte delle fiamme anche di notte, permettendo così interventi puntuali mirati e fornendo informazioni utili per l’organizzazione delle attività per il giorno seguente.

 

Come ha spiegato De Col, il concorso della Protezione civile trentina, la scorsa estate, per l’emergenza incendi boschivi in Sicilia ci aveva già ricordato quanto sia importante l’integrazione di mezzi aerei con risorse a terra che conoscano bene il territorio; queste strategicamente possono limitare la propagazione delle aree bruciate e consentire l’avvicinamento dei velivoli al fronte dell’incendio in maggiore sicurezza. L’incendio nei boschi di Bondone di Storo è stata un’esperienza che ha visto operare simultaneamente diverse professionalità: in provincia possiamo contare sulla disponibilità di un consistente numero di volontari e tecnici preparati, che rispondono tempestivamente e conoscono l’efficacia e l’opportunità di impiegare differenti tipi di mezzi e attrezzature; questo valore aggiunto è stato riconosciuto anche dai colleghi della direzione interregionale.

 

In caso di incendi di vaste proporzioni, altrettanto importante per la nostra Provincia è la consapevolezza di poter contare sul concorso della flotta aerea dello Stato. L’ingegner De Col ha quindi ringraziato i DOS (Direttori Operazioni Spegnimento) e il COAU (Centro Operativo Aereo Unificato) per il supporto e per la collaborazione fornita.

 

 

STORO. “Non appena il Consiglio dell’Unità Pastorale Madonna dell’Aiuto ha confermato che si possono riprendere le processioni, pur con le mascherine anti Covid, subito a Storo si è sparpagliato il passaparola fra i gruppi spontanei della storica processione delle bore. Su coordinamento del Gruppo “I Batedùr de bore”, i Merecani, e gli animatori e adolescenti dell’oratorio si sono mobilitati per preparare al meglio la processione 2022: prima per maltempo e poi per normative covid manca da tre anni.” A parlare sono i coniugi Davide e Mariella Bonomini ai quali fa riferimento la Via Crucis storese.

 

 

Stessi copione e partiture anche se stavolta qualche restrizione è stata adottata. Si ritorna quindi a percorrere le vie del paese sostando alle 12 stazioni viventi, accompagnati dal Coro parrocchiale e dalla liturgia tipica della via Crucis preparata dall’Unità Pastorale. I tanti gruppi spontanei che ad ogni crocicchio, piazza o avvolto, illuminano e curano le dodici tappe della via dolorosa. Oltre ai gruppi parrocchiali, quindi, per questa speciale occasione, collabora un po’ tutta la borgata storese, dalla Società Americana con i gusci di lumaca e il servizio alla statua della madonna Addolorata e alla grande croce illuminata, ai giovani de “I batedùr de bore” che da un mese si preparano con le prove al “martello e martì” e poi ai tanti gruppi di volontariato e di amici di contrada che collaborano per allestire le varie stazioni, compresi i nonni vigile, i Vigili del Fuoco, la Polizia locale e i Carabinieri in congedo, tutti insieme per far sì che la processione si svolga ordinatamente e in sicurezza.

Appuntamento quindi a Venerdì 15 aprile 2022 con inizio in chiesa, dove ci sarà la prima e l'ultima stazione, ad ore 20,30. Si raccomanda a tutti il rispetto del momento Sacro e l’uso corretto della mascherina pur se all’aperto in quanto celebrazione aperta a tutti e quindi con obbligo di mascherina tutt’ora vigente.

 

 

ANFO (BS). Due donne lombarde avanti di età sono state ricoverate all’ospedale di Brescia e Gavardo a seguito di un incidente stradale avvenuto attorno all'ora di mezzogiorno di oggi, lunedì 11 aprile, dopo la rotatoria di Sant’Antonio non distante da Ponte Caffaro.

 

La vettura, dopo essere uscita di strada, è carambolata lungo la scarpata sottostante. Prestando i primi soccorsi grazie agli ambulanzieri, ai vigili del fuoco di Storo e all'elisoccorso, le loro condizioni sono sembrate da codice giallo. Le due donne erano tuttavia all'interno di un'auto in bilico nella scarpata. Dopo aver messo in sicurezza la vettura, si è proceduto con l'estrazione delle due sfortunate, poi trasportate all'elicottero.

 

 

Oramai non abbiamo limiti di confini nè tantomeno giurisdizioni – dicono i Vigili del Fuoco di Storo. - Con frequenza, incendi compresi, siamo soliti oltrepassare la linea di confine tra Trentino e Lombardia.” A parlare è Francesco Romele pure lui pompiere e ambulanziere nonché amministratore con delega alla protezione civile per il comune di Storo. Riguardo le dinamiche dell'incidente sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri di Bagolino e Anfo.

 

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