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Thu, May

 

STORO. Prima  cinghiali, poi orsi ma ora si sono messi pure i corvidi a creare problemi all'ambiente contadino di valle. Lo si deduce da una informativa che Agri 90', per conto dei suoi associati, ha trasmesso ieri alla assessora provinciale Giulia Zanotelli e al collega Mario Tonina, ai servizi Fauna e Forestale di Trento, Tione e Condino, all' Associazione provinciale  cacciatorial reggente delle Giudicarie nonché per conoscenza  al presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini

Dalla sede vetrata di Via Sorino, a nord di Cà Rossa, Vigilio Giovanelli e Arturo Donati, rispettivamente presidente e direttore della coop, fanno la voce grossa considerato che nel corso di quest'ultimi giorni lungo la Piana di Storo e anche nella zona compresa tra Baitoni e Lodrone, le aree coltivate a granoturco da polenta hanno riscontrato danni riconducibili alla avifauna.  Tradotto in altre parole trattasi di corvi e cornacchie la cui presenza sta “ingombrando“ i cieli sovrastanti i campi mediante una presenza ripetitiva di quei volatili che a qualsiasi ora vanno sciamando lungo  la campagna.

“Tali danni – avvertono Giovanelli e Donati – si sono in principal modo  riscontrati  a macchia d'olio lungo il versante di Baitoni ma non solo su granoturco ma pure a ridosso di culture minori e piccoli frutti dove in alcuni areali si è dovuti intervenire anche con massicce risemine della stessa coltura e naturalmente con aggravio di costi“.

Ma le preoccupazioni di Giovanelli e Donati vanno oltre anche per il fatto che lamentele e richiami a loro arrivano   quasi a scadenza come dei mattinali. “Nel corso delle passate annate - ribattono ambedue – la nostra zona ha potuto beneficiare del consueto controllo dei corvidi lungo le particelle di proprietà contadina ma poi a causa di aggravi burocratici tale lavoro, svolto egregiamente a più livelli, è stato interrotto. Tale incombenza svolta dall'ambiente venatorio locale aveva fatto riscontrare negli anni ottimi risultati”.

Ora su la questione presidente e direttore della cooperativa  contadina di valle vanno al concreto. “La  richiesta che andiamo a fare, che è poi quella invocata  anche dai nostri  soci e conferitori, tende a ripristinare  soluzioni adeguate al problema considerato che la ripetuta presenza di corvidi e cornacchie, tiene in ansia l'intero ambiente contadino. A tale proposito auspichiamo il ritorno a quella snella ed efficace azione del passato affinché  tra agosto e settembre, in vista della maturazione delle pannocchie, vengano scongiurati irreparabili danni in modo da non compromettere la produzione di stagione”.

STORO. Momenti di comprensibile paura questa mattina all'interno di una abitazione alla periferia est di Storo paese in direzione delle Piane. Un bambino di soli otto mesi sarebbe scivolato fuori dal fasciatoio finendo sul  pavimento  anche  se la mamma ha cercato di evitare che ciò potesse avvenire. Il piccolo, di soli otto mesi, è stato da subito soccorso dagli ambulanzieri volontari di Storo e trasportato in ambulanza allo stadio Grilli dove nel contempo gli uomini che fanno riferimento al comandante Alessandro Giacco avevano disposto l'azione di supporto all'elicottero. Considerata la tenera età del bambino i soccorritori hanno saputo assolvere l'incombenza senza  creare trambusti nel corso del trasbordo, operazione avvenuta con molta discrezione e in tempo pressoché reale considerato che il medico rianimatore e personale al seguito hanno saputo prestare le prime cure e mettere a suo agio sia la mamma che la sua piccola creatura.

Le  condizioni del piccolo sono subito apparse fortunatamente non gravi. Grande lo spavento sicuramente, ma nessuna precauzione è stata tralasciata prima dalla mamma poi dagli stessi ambulanzieri come dai pompieri accorsi in massa.  Tempestività e prestazioni sono state espletate alla lettera il che ha giovato molto. Contrariamente ad altre volte la consueta piazzola atterraggio, dislocata in zona caserme, non risultava praticabile a seguito incombenze legate  al suo utilizzo il che ha indotto i soccorsi a traslocare il tutto dalle parti della Cittadella dello sport.

Anche di fronte a tale incombenza ambulanzieri e vigili del fuoco non si sono fatti  trovare impreparati  tant'è che nel volgere di pochi minuti hanno fatto fronte alla situazione in modo da assicurare a mamma e allo stesso bambino sia tranquillità che tanta vicinanza umana che in simili situazioni giova molto. Il piccolo è stato elitrasportato all'ospedale Santa Chiara di Trento dove si stanno svolgendo tutti gli accertamenti del caso. 

 

STORO. Si erano  incontrati per la prima volta vent'anni fa dalle parti di Fortalezza in Brasile  ( 20.12. 1999) dopodiché  si sono fidanzati e venuti  a convivere in quel di Storo. Ieri pomeriggio, affrontando e superando i rischi  di Coronavirus,  Guido Poli e  Maria Leomar Da Silva, dotati di guanti e  mascherine, hanno  convenuto  davanti al sindaco  Luca Turinelli di unirsi in matrimonio. Non c’erano  parenti né amici ma solo i due  testimoni.  Superate le formalità di rito c'è stato lo scambio degli anelli. In Piazza Municipio, mano nella mano e  dopo aver attraversato  Via Roma, la  coppia  ha  messo piede dentro Sala degli Affreschi   sotto le cui volte un tempo c’era l'ambulatorio medico. Lei  era in giallo (Primavera e stagione di fiori),  lui  indossava giacca con sotto camicia bianca  e cravatta  neroazzurra dell'Inter sua squadra del cuore.

Guido Poli è un affermato operatore nel comparto scavi e inerti  mentre Maria Leomar si è ben presto adattata a fare la casalinga  ma all'italiana seppur, nel loro tempo libero, i due sono soliti  traslocare per qualche ora nella sua seconda dimora dislocata lungo le alture di Proàs a poca distanza  dall'oratorio.  La coppia in estate  è anche  solita  fare uso del Battello per ripetute gite lungo    le acque del lago d'Idro alle cui escursioni spesso e volentieri  si aggrega  una coetanea e marito che però  vivono a Pinzolo. Su tempi e modi di  festeggiare  l'unione  si sarebbe potuto scegliere date e modalità diverse ma lo sposo è sbrigativo.

“Ho convenuto  di compiere  questo passo per  non creare problemi a lei qualora le cose non andassero al meglio. Così facendo, i 40 anni di contributi e più versati all'Inps  non andranno    dispersi ma alla donna dei miei sogni e che di sicuro mi sarà vicina per sempre”.

Ora Guido e signora (58 anni lui e 47 lei) continueranno a praticare  le solite  abitudini  all'interno  dell’ attico dislocato all'imbocco di Via Cesare Battisti .

STORO.  Da tempo non stava  bene  e con frequenza sottostava a ripetute terapie al Santa Chiara che raggiungeva a giorni alterni in autobus. Gianni Grassi se n'è andato in silenzio ma lasciando un vuoto in molte realtà storesi da lui vissute e portate avanti in prima persona. Quell'omone, con casa e uffici a Spenigòl, lascia la moglie Luisa e quattro figli:  Paola, Fausta, Chiara e Claudio quest'ultimo un tempo anche allenatore del Calciochiese.

Negli anni 80 Gianni Grassi, deceduto ieri all'età di 79 anni,  dentro le varie istituzioni storesi c’era stato sempre da protagonista: prima consigliere di minoranza e poi vice sindaco e dentro il cda della Rurale; la sua figura era anche emersa sia nello sport che negli alpini dove era stato capo gruppo per oltre  quindici anni. All’epoca vicino alla Settaurense e successivamente dentro lo stesso casato  biancoverde (1968) aveva  portato la pallavolo. Allora si giocava  alle Piane su campi di cemento a cielo aperto e con magliette di lana a forma di canottiere. L'entusiasmo era grande (come lui) e i risultati furono subito incoraggianti tanto da portare la Pallavolo Settaurense tra le più interessanti realtà regionali.

Ma Gianni, come  anticipato, non  si era limitato a sport e alpini: nella vita amministrativa aveva espletato il ruolo di secondo  dell'allora sindaco di Storo Fiorindo Malfer.  

Quell'omone, assieme al fratello Giacomino aveva professionalmente creato la Grassi Costruzioni che, sulle orme di papà Enrico, negli anni sessanta a Madonna  di Campiglio e Passo Carlo Magno aveva realizzato  prima l'hotel Savoia e  poi palazzine e condomini. In  una di quelle stagioni il “gigante buono”  era riuscito a traghettare per un giorno alle Piane di  Storo anche il mitico Gianni Rivera. 

Mercoledì  alle 14,30 l'orazione funebre nell'area cimiteriale adiacente la cappella di Sant'Andrea.

 

Qui sotto le riprese fatte da Gianni grassi in occasione dell'arrivo di Gianni Rivera a Storo.

 

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