07
Thu, May

 

 

CONDINO & STORO. Da  qualche tempo Severino Gualdi aveva problemi ma nessuno si immaginava che se ne dovesse andare  così in fretta. Si è spento ieri l'altro al Santa Chiara di Trento dopo uno  dei frequenti ricoveri al quale stavolta il suo fisico di campione delle due ruote non  lo ha ripagato come tanti  andavano auspicando.

Aveva  73 anni e un passato nobile nello sport dilettantistico delle due ruote. Lascia due figli,  Domenico ora assicuratore, e un tempo professionista con società abruzzesi e poi  trentine, e la figlia Rosalba che lavora in coop nonché  il  solo fratello Arrigo. Proveniva da una  famiglia di sani principi  domiciliata a Condino e  imparentata al casato avvocati  Unterichter di Trento e  Maria  Russo Iervolino un tempo ministro all'interno e poi sindachessa di Napoli  ai quali  i Gualdi mai avevano chiesto aiuti e favori.

Giovanissimo approda in GRA (azienda metallurgica Giacinto Rivadossi) dove il compianto titolare  commendator Giacinto e Leonardo Vittorio David  con Beppino Pellizzari e Giuseppe Zini avevano fondato la  omonima ciclistica. Ad affiancare Severino i colleghi  Francesco Poletti, Walter Pellizzari, Gualtiero Valenti, Ugo Perini e il compianto Pietro Turchetti.  Sono anni  (1965) in cui il ciclismo  dilettantistico condinese colleziona riconoscimenti,  successi e riempie pagine  di giornali.

“Severino  - dice di lui l'amico e vicino di casa Poletti - era umile e spesso lasciava agli altri  la soddisfazione di tagliare  il traguardo per primi”. Poi si unisce con Maria che un male  incurabile la porta via piuttosto in fretta. Da quell'unione nascono Domenico e Rosalba nel cui dna del figlio c'è l'impronta e l'orgoglio ciclistico del padre. Più tardi  per un tempo assume anche la guida della ciclistica Storo ma il suo ruolo non  era  quello di apparire e comandare ma piuttosto  di essere al servizio degli altri.

“Severino, per hobby, allevava e istruiva cani per caccia ma la sua scomparsa lascia tanto dolore e altrettanti rimpianti“  aggiungono gli amici Gianni Schivalocchi e Marco Ballini. Le onoranze funebri si terranno alle ore  10  di  lunedi a Storo.

Incidente nella notte, intorno alle 3.30, nella zona industriale di Darzo, vicino a Storo. Come riporta il TGR Trentino, un giovane di 24 anni in compagnia di un ragazzo di 16, ha perso il controllo della sua auto, una Polo bianca, che è uscita di strada andando a colpire violentemente un'Audi parcheggiata in un piazzale. Per finire la corsa prima contro un vagoncino in esposizione dell'associazione delle miniere di Darzo e poi sulla recinzione dell'ex stabilimento minerario Maffei.

I due giovani sono ricoverati all'ospedale di Tione. Non sono gravi nonostante la portata dell'incidente.

Sul posto, oltre a forze dell'ordine e sanitari, i vigili del fuoco di Storo.

Fonte TGR Trentino

STORO.  Un giovane bresciano in sella ad una potente moto Suzuki, in possesso del solo foglio rosa,  stava scendendo a velocità sostenuta dalla Val d'Ampola verso Storo quando dopo aver sbandato è finito a ridosso di un camioncino che invece stava salendo. Fortunatamente non ha riportato né traumi né lesioni ma solo un grande spavento dopo aver visto e compreso quanto gli sarebbe potuto capitare.

Ebbene, la  due  ruote è praticamente finita a ridosso delle barre antincastro   tant'è che sono dovuti intervenire i vigili del fuoco e il corpo di polizia locale oltre alle ambulanze.  “ L'impatto – afferma il comandante della Polizia Locale della Valle del Chiese  Stefano Bertuzzi –valutando  sequenza e dinamica dell'accaduto sembrava inizialmente da brivido”.

Il giovane  M.A. residente a Travagliato (BS)  non ha riportato conseguenze  ma   ora dovrà vedersela con sanzioni e  probabile  ritiro del documento di guida provvisorio. Espletate le formalità di rito il motociclista è salito sul  camion di soccorso stradale per dirigersi alla volta di casa dove  gli amministrativi  che fanno riferimento  allo stesso Bertuzzi gli faranno presto recapitare  un involucro di carte contenute in busta verde. A.P.

 

 

di Aldo Pasquazzo

BORGO CHIESE & STORO . Da diversi giorni a questa parte, lungo la statale 237 del Caffaro, tra il bacino artificiale di Cimego e Storo, si riscontrano numerosi attraversamenti di animali. A preoccuparsene è certamente il sindaco di Borgo Chiese, Claudio Pucci; dopo l'informativa di oggi, intende rivolgersi alla Provincia lunedì. Medesime le preoccupazioni di Luca Butkiewic e Francesco Giacomolli, comune di Storo.

Gli animali che sono stati avvistati o che hanno arrecato danni alle autovetture sembrano essere numerosi, considerate le diverse segnalazioni in un lasso di tempo piuttosto breve (2, 3 e 5 luglio).

L'aumento della presenza degli animali nel fondovalle è dovuto, probabilmente, anche alle favorevoli condizioni create dal recente lockdown. Si tratta soprattuto di cinghiali e caprioli: appaiono improvvisamente sulla strada e, nonostante la velocità delle vetture rispetti i limiti previsti, causano un impatto inevitabile; si muovono nelle vicinanze del fiume Chiese dove solitamente si vanno ad abbeverare.

Gli investimenti avvengono di solito nelle ore serali o notturne, ma non mancano casi anche nel corso della mattinata.Va sottolineato che, anche quando l'impatto con l'animale è evitato, si corrono comunque altri pericoli, come lo sbandamento o il tamponamento per l' improvvisa frenata.

A seguito di questa situazione – afferma Pucci - intendo chiamare in causa la Provincia, onde valutare la possibilità di implementare i cartelli stradali di pericolo passaggio animali (a tal scopo si potrebbe utilizzare anche il grande pannello a messaggio variabile posto sulla retta che va da Darzo a Storo), informare gli autisti tramitie trasmissioni radiofoniche relative al traffico, individuare ulteriori azioni volte alla risoluzione o al contenimento del problema”.

 

More Articles ...