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Thu, May

STORO. Hanno agito in maniera disinvolta e in meno di 5 minuti hanno infranto la vetrina del punto vendita Sav di Cà Rossa di Storo ieri mattina. I ladri si sono appropriati di ben 25 biciclette in parte in carboninio e altre elettriche; una volta nel parcheggio le pedaline (alcune anche del costo di 4 mila euro) sono state accatastate dentro un furgone bianco che nel giro di una manciata di minuti ha fatto perdere le proprie tracce.

 

Si presume un danno, ad inventario non ancora ultimato, di ben oltre i 30 mila euro” fa sapere l'amministratore delegato Zampieri.

 

Una medesima incursione nello stesso punto vendita era avvenuta alle 3.30 del 25 aprile 2019: anche in quell'occasione erano sparite diverse due ruote. La vetrata era andata in frantumi anche allora, ma questa volta su un lato diverso. Il punto vendita preso di mira è situato vicino al secondo Ponte di Cà Rossa, a poca distanza dal ristorante “da Romedio” e lo spaccio cooperativo Discount. Per mandare in frantumi la parete di cristallo la banda deve aver fatto uso di una notevole massa: una decina di colpi che hanno accartocciato la vetrata.

 

Ancora prima che il dispositivo d'allarme scattasse, due dipendenti della Dana di Arco che transitavano in direzione di Storo, avevano visto il furgone e tre persone indaffarate a spostare i carichi: dicono di non aver dato peso a quella presenza fino al momento in cui hanno incrociato i carabinieri una decina di minuti dopo in zona Tola, in Val d'Ampola. All'arrivo dei carabinieri, comunque, solo dei mucchi di vetri infranti e qualche casco coperto dagli stessi cristalli. Molto probabilmente i malviventi erano appostati da almeno un'ora a poca distanza, pronti ad agire non appena le condizioni avessero consentito. Infine la testimonianza di una signora che transitava in zona alle ore 5.10, che non avrebbe notato nulla. Ne costatano le Forze dell'Ordine che il colpo sia avvenuto tra le 5.15 e le 5.25. Nell'arco della stessa mattinata carabinieri e corpo di polizia locale visionavano le registrazioni del traffico per maggiori indagini sull'avvenuto.

LODRONE. Quasi da sempre il 12 di settembre di ogni anno gli abitanti di Lodrone e dei paesi vicini erano soliti partecipare alla messa delle 10 al santuario della Madonna dell'Aiuto. Quest'anno, causa coronavirus, la solenne funzione in questione non si è fatta: nella serata di ieri, tuttavia, don Andrea Fava ha rimediato celebrando in parrocchiale un'analoga funzione.

Un Santuario piccolo e semplice nell'aspetto, ma importante per i lodronesi: nel corso degli anni ha elargito ai suoi devoti molte e straordinarie grazie. La chiesa, secondo alcune pergamene dell'epoca, risalirebbe al XVII secolo. Nel corso del tempo le tele raffiguranti la Madonna subirono alcune devastazioni. Nella Chiesa grande rilievo è dato all'altare, consacrato nel 1946 dall'allora vescovo ausiliare di Trento monsignor Oreste Rauzi: una sollenità indimenticabile durante la cerimonia che le persone di una certa età ancora ricordano.

 

Il sindaco Luca Turinelli fa sapere : “Sono personalmente dispiaciuto che la pandemia impedisca la celebrazione della molto partecipata Santa Messa della Madonna dell'Aiuto in Lodrone, mio paese di origine. Tuttavia, plaudo al grande senso di responsabilità del Parroco e del Consiglio Pastorale, per questa saggia decisione.Proprio la grande partecipazione, negli stretti spazi del Santuario, sarebbe stato un pericolo eccessivo per tutti, in un momento in cui si assiste ad un aumento di casi accertati di COVID, che ci ricordano di mantenere la guardia alta e di adottare comportamenti consoni al momento, seguendo le prescrizioni delle autorità sanitarie”.

 

Ricordano invece i più anziani: “Il conte Sebastiano Lodron aveva fondato il legato detto di Sabatino, consistente in 52 messe perpetue all'anno da celebrarsi rigorosamente di sabato. Un tempo, anche secondo gli annuari curiali, vi si celebravano altre funzioni, ora abolite, tra cui quelle nel giorno di San Giuseppe, l'Immacolata e San Giovanni Bosco.

 

STORO. Nel rispetto delle normative di prevenzione del coronavirus, da venerdi 11 settembre in serata sarà consentito accedere per una breve visita all'interno dell'Auditorium: un punto di incontro e di confronto che gli storesi aspettano da decenni e che per più legislature è stato rinviato a date da destinarsi.

Stiamo parlando dell'Auditorium Herman Zontini di Storo, nell'area delle ex scuole Enaip; si è parlato della struttura per anni e si sono avvicendati diversi prestatori d'opera.

Quella di domani non sarà una vera e propria inaugurazione, ma certamente una giornata di rilievo per la comunità, che dopo 30 anni può finalmente aprire le porte di questo autentico e tanto sospirato salotto.

L'opera venne approvata ancora nel Consiglio Comunale del 23 febbraio 1990: siamo orgogliosi di essere riusciti a completarla! - ricordano infatti il sindaco uscente Luca Turinelli - Abbiamo dovuto risolvere in primo luogo i problemi ereditati, che hanno visto addirittura la gestione di un contenzioso legale, e poi trovare in Provincia le risorse necessarie e dare corso ai lavori”.

Con Turinelli le assessore Ersilia Ghezzi e Loretta Cavalli che tengono ad aggiungere: “ L'ingresso principale è sul versante di Via San Floriano, i posti a sedere sono oltre 400. Di spalle ci sono diversi camerini e servizi, nonchè una scala mettallica che attraverso il retro fa da collegamento con l'esterno”.

Ora restano da ultimare i lavori di sistemazione delle parti esterne, già appaltati alle ditte vincitrici e di prossimo inizio: la struttura potrà essere poi pienamente utilizzata. Infatti, è in via di completamento anche l'iter autorizzativo per adibire l'edificio a sala per pubblici spettacoli.

Rimane da fare, se lo si riterrà opportuno, un miglioramento della parte scenica per consentire anche spettacoli teatrali di grandi dimensioni; già nelle condizioni attuali, tuttavia, consentirà di tenere eventi importanti e significativi.

 STORO. Il Circolo “dei Voi” di Storo, che conta ben 240 soci e vent'anni di servizio, prova a riaprire da sabato 6 settembre, dopo sei mesi di forzata chiusura.

Non è dato per scontato che i soci tornino a frequentarlo, soprattutto per timore di eventuali contagi. A tale proposito e per rassicurare i soci, il Circolo si è dotato di un robusto generatore di Ozono per la sanificazione: in questo modo è possibile sanificare in proprio dopo ogni chiusura, compreso tutto ciò che viene utilizzato, da carte da gioco, segnapunti della tombola, tavoli, sedie e quant'altro.

Uno sforzo economico non indifferente ritenuto indispensabile per garantire la sicurezza di tutti i frequentatori “ avverte il presidente Donato Candioli . In questi giorni il direttivo si è riunito unitamente a tutto lo staff del servizio bar per pianificare gli interventi necessari ed obbligatori a garantire la sicurezza interna come l’obbligo di mascherina chirurgica indossata correttamente, la sanificazione delle mani sia in entrata che in uscita, la firma sul registro presenze. Anche la logistica interna subirà modifiche: la riduzione dei posti a sedere da 70 a 34 dei quali 16 più 4 per il gioco delle carte, 8 per il gioco della tombola e 6 per l’angolo lettura e bar .

Per quanto riguarda l’attività solita, come le serate culturali, i mercoledì di 'incontriamoci', tornei di ramino e intrattenimenti di cucina nonché gite fuori porta, non ci saranno concessioni ma tutto slitta a data da destinarsi. Il danno di immagine ed anche economico non è indifferente” aggiunge con una certa comprensibile amarezza lo stesso geometra Candioli.

Anche l'assessora uscente e non ricandidata Ersilia Ghezzi tiene a far sapere “che per Storo la realtà Circolo ha di sicuro una sua rilevanza”.

Giorni ed orario di apertura non subiranno modifiche ed in particolare il Circolo rimarrà aperto il giovedì, sabato e domenica alla sera dalle 20 alle 23 e la domenica pomeriggio dalle 14 alle18.

 

In foto Ersilia Ghezzi e Donato Candioli

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