07
Thu, May

 

DARZO. Pur coi tempi che corrono, Samuel Beltrami si è prima dimesso dall'azienda dove lavorava, poi ha acquistato trattore, rimorchio, ragni e motoseghe con l'intenzione di intraprendere in proprio l'attività di tagliaboschi.

 

Una scelta coraggiosa quella del giovane, che di anni ne ha soli 21. La voglia di fare proprio non gli manca: anzi, l'investimento sostenuto si aggira a circa 100 mila euro.

 

Non più tardi di ieri l’altro, martedì, presso lo sportello degli artigiani di Storo, ho espletato le previste procedure che di fatto mi consentono da lunedì prossimo di intraprendere la nuova attività. Poi il giorno dopo, con l'ausilio del custode forestale Pietro Grassi, siamo andati a visionare alcuni boschi lungo la parte bassa della strada per Brione, dove poter recuperare alberi sradicati e più sotto ripulire il versante verso il Ruch”.

 

 

Ma l'area di competenza di Samuel non finisce logicamente qui. Scartabellando il suo mattinale emergono altri interventi che intende esercitare anche al di là del circondario boschivo strettamente locale.

 

Gli intendimenti del giovane darzese vanno oltre ancora e con l'ausilio del papà Gianni (per una vita alle officine Marini) ha acquistato un casale nella piana di Lodrone dove allestire un deposito per macchinari. “ Con il supporto di altri giovani colleghi è stato possibile mettere mano alla costruzione dove sarà aggiunta pure una tettoia all'interno della quale custodire macchinari e attrezzi”.

 

Circa il lavoro che sta per intraprendere, Samuel ha idee chiare e un suo progetto ben definito che lui stesso spiega. “ Continuare il lavoro in fabbrica probabilmente non era il caso anche perchè nel mio Dna (fatiche, sacrifici e impegni economici a parte), riscontro sofferenze sia nel sottostare al chiuso che lavorare dietro una macchina a controllo numerico. Quindi dopo ripetuti ripensamenti e, ottenuto il benestare famigliare, ho convenuto che era il caso di dover rischiare”.

 

L'organigramma lavorativo di Samuel non tiene conto del segnatempo. “Se serve - aggiunge – trattore e motoseghe saranno sempre alla mia portata anche di sabato, magari pure di domenica. Poi nelle circostanze più impegnative conto di avvalermi di collaboratori, ma pur sempre dotati di autorizzazioni e licenze (artigiani) utili ad operare”.

 

 

È successo a Storo questa sera: un incidente stradale ha coinvolto due auto in un pericoloso frontale.

Lo scontro è avvenuto in località Ca' Rossa, lungo la statale SS237 attorno alle ore 21.00. Ad essere interessate tre giovani ragazze sulla ventina. Nell'impatto una delle due vetture, con a bordo due delle ragazze, è finita capovolta di lato.

  

Tutte e tre sono uscite autonomamente dalle auto, non riportando ferite gravi. Sono comunque state portate all'ospedale per accertamenti.

 

Sul posto due ambulanze di Storo con a bordo infermiere e personale qualificato, il Corpo dei Vigili del Fuoco di Storo per la messa in sicurezza e il supporto all'équipe medica, le Forze dell'Ordine per la viabilità.

 

Le dinamiche esatte e le cause dell'incidente rimangono da verificare. “Cosa certa – riflettono infine i vigili del fuoco presenti sul posto – è che ancora una volta le cinture di sicurezza hanno svolto un compito essenziale, a maggior ragione considerando il grande impatto”.

 

 

L'annuncio della multinazionale americana Lincoln Electric di voler dismettere le sue attività a Storo nello stabilimento ex Isaf è l'ennesimo colpo al mondo del lavoro in Valle del Chiese. Stiamo parlando di una ditta che occupa circa 50 dipendenti che da un giorno all'altro si ritroveranno senza mezzi per sostenere se stessi e le loro famiglie in base ad una decisione presa da dirigenti lontanissimi dal territorio sul quale la fabbrica è insediata, e con tutta evidenza solo in base a logiche di massimizzazione del profitto. In questo momento è doveroso dare la massima solidarietà ai dipendenti dell'ex Isaf, ma lo è ancora di più mettere in campo soluzioni che consentano loro di poter continuare a lavorare, garantendo un futuro produttivo allo stabilimento sito nella zona industriale di Storo e ai lavoratori che lì sono impiegati.

Negli ultimi tre anni i lavoratori in uscita per aver raggiunto l'età pensionabile o per aver trovato una nuova occupazione non sono mai stati sostituiti. Non c'è stato alcun tentativo di ricambio generazionale. L'azienda non ha effettuato investimenti per modernizzare la linea produttiva ma, al contrario, ha proceduto con una serie di dismissioni industriali del gruppo in Italia e nel resto d'Europa. Non si tratta dunque di un fulmine a ciel sereno perché le avvisaglie non mancavano.

Poco dopo essere saliti al potere, alcuni assessori della attuale maggioranza provinciale scesero in Valle del Chiese e visitarono varie imprese, fra le quali proprio la ex Isaf, per poi magnificare la voglia dell'impresa di "svilupparsi e rimanere sul territorio". A distanza di un anno e mezzo circa viene da chiedersi cosa abbiano in mente questi signori per il mondo del lavoro, a parte sostenere più o meno di nascosto la libertà di licenziamento senza limiti e i tagli salariali. Per mantenere l'industria che un tempo era la spina dorsale dell'economia della Valle del Chiese servono politiche e strategie economiche serie. Dopo i casi Waris/Schläfer e Mariani e ora ex Isaf la Provincia Autonoma di Trento non può più far finta che il problema del lavoro in Valle del Chiese non esista o peggio, non la riguardi, spargendo solo chiacchiere a puro fine elettorale!

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Alex Marini

Consigliere Provincia Autonoma di Trento

 

STORO. “ La quantità è forse inferiore agli anni scorsi ma, a differenza di dodici mesi, fa riscontriamo una qualità che supera ogni previsione”. Lo sostengono ad Agri 90 di Storo dove fioroni e marroni confluiscono principalmodo da Darzo e Lodrone grazie al duro lavoro dei castagnicoltori.

Si rilevano costi per fioroni e marroni rispettivamente di 6 e 5 euro al chilogrammo; le classificate di terza vengono pagate 4 euro al chilogrammo .

 

Chissà che la messa di ringraziamento celebrata da don Andrea Fava tre settimane fa al Santuario di Lodrone abbia portato bene!” dice Elisa Lombardi, neo capo frazione di Riccomassimo dove si era soliti tenere la tradizionale funzione per il passato, quest'anno spostata nel fondovalle causa lavori.

 

Dentro quelle porzioni di bosco i tenutari creano le condizioni affinche gli alberi, ripuliti e concimati, abbiano ad essere sanati e in grado di produrre. Ne sa sicuramente qualcosa Massimiliano Luzzani che, oltre ad essere il presidente della Associazione Castagnicoltori del Chiese, è ora anche assessore comunale a Storo con delega ad agricoltura e foreste. Quest'ultimo è non solo appassionato, ma anche competente oltre ad essere responsabile di una stazione forestale.

 

Buona anche la produzione lungo il versante di Cà Rossa come pure verso Condino seppur la circonferenza del prodotto ha una dimensione leggermente inferiore rispetto alle due frazioni di confine. Il giovane Lorenzo Melzani risulta tra coloro che dalle parti di Lodrone possiede degli invidiabili castagni e che nel tempo libero segue con cura l'andamento delle piante. Non si lamenta delle sue castagne, con un buon calibro e un sapore eccezionale.

 

La pandemia di questi mesi certamente non giova ai castagnicoltori anche perchè le restrizioni imposte impediscono assembramenti e manifestazioni, riducendo il consumo di castagne.

Riguardo la produzione 2020, i dati alla mano che riguardano la nostra coop - taglia corto patron Giovanelli - parlano di un 30% in meno rispetto a dodici mesi fa. Non siamo inferiori né a Drena né a Brentonico. Le castagne provenienti dal fondovalle del Chiese interessano mercati di Bologna, Brescia, Treviso, a livello locale la Copag di Dasindo nel Lomaso, nonché le consorelle di Tione e Bondo. Dispiace che la catena Sait continui invece a disconoscerci e fornirsi da conferitori operanti fuori provincia, quando invece Conad è dalla nostra”.

 

Nel frattempo dentro l'area Agri 90 girano in continuazione cesti di ultima generazione il cui smistamento e cernita procedono in maniera scrupolosa e in tempo reale, non più a due ma a tre contenitori. I conferimenti avvengono dal lunedi al venerdi dalle 8 alle 11 e dalle 14 alle 16, mentre di sabato solo dalle 8 alle 11.

 

 

 

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