07
Thu, May

 

Tragedia imminente, gli autisti delle corriere sono preoccupati. Sono anni che viene sollecitata la chiusura del ponte sul fiume Caffaro, il ponte che collega la sponda Trentina con quella di Brescia, tra Lodrone e Ponte Caffaro del comune di Bagolino.

Gli autisti delle corriere che transitano su quel pezzo non dormono sogni tranquilli.

Tutt’altro, anche se le corriere non transitano a pieno carico il mezzo pesante potrebbe sfondare e spezzare in due il ponte di ferro datato 1906, si sta sciogliendo come neve al sole.

 

Noi di Uiltrasporti siamo pronti nel bloccare il transito delle corriere per salvaguardare gli autisti ed anche i loro passeggeri. Non ci interessa di chi è la responsabilità e la competenza di questo ponte degradato, sappiamo però che qualcuno può impedire il transito dei mezzi ed evitare tragedie assurde.

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Nicola Petrolli
Segretario Uiltrasporti

 

 

STORO – BONDONE. L'associazione Avis di Storo ha 55 anni e diversi fondatori di allora sono ancora in vita: per loro gli avisini sono e restano alla pari di una famiglia.

Dagli storici darzesi Marino Fostini a Costante Beltrami agli storesi Battista Maccani, Giuseppe Zontini e Angelo Cortella dei Pece che all'epoca avevano poco più di venticinque anni, era ed è una realtà unica.

 

 

Era un periodo in cui l'associazionismo in valle cresceva e dove lo spirito e gli intendimenti erano quelli di organizzarsi, crescere ed essere utili alla propria comunità” andavano solitamente a ripetere i fondatori.

L'insegnante Fostini (ora alla soglia dei 92 anni) aveva carisma da stravendere e anche con gli storesi sapeva starci, convivere e dialogare, ma sempre evitando confronti di ordine campanelistico dal sapore squisitamente frazionale.

 

Convivevo con il mondo della scuola (Condino e Storo) dove sono poi rimasto per 40 anni, ho presieduto per 23 anni l'Asuc, sono stato nella Pro loco e nella Settaurense e questo agli storesi finiva per fare piacere” avvertiva non più tardi di ieri l'altro il popolare Marino.

 

Poi è stata la volta delle presidenze Marcello Cosi e Mario Quai e ora di Daniele Scaglia, quest'ultimo succeduto al padre Francesco scomparso numero uno per quasi dieci anni.

Guarda caso a distanza di tempo circostanza vuole che i figli di Marcello e Mario (Alessandro e Denis) hanno convenuto di fare famiglia assieme.

Al momento – dice Daniele – i soci sono 161 di cui una quarantina donne la cui disponibilità è pressochè totale ”.

Ancora Scaglia: “ Per quanto concerne le donazioni, sicuramente da quasi un anno condizionate da pandemia, nel 2020 sono state 197 e tutte quante come è oramai solito effettuate la domenica mattina a Bagolino nel bresciano dove vige una convenzione che tra l'altro consente di espletare la procedura nei giorni non lavorativi come invece previsto da altre parti.”

 

Anche tra gli stessi associati la pandemia ha finito per condizionare attività e donazioni. “E' proprio così: la situazione sta in questi termini anche se come Avis di Storo e Bondone la collaborazione è una priorità che non solo aiuta ma che è destinata a continuare” dice ancora Scaglia.

 

 

STORO. Dallo scorso autunno Battista Maccani era alle prese con problemi di salute. Ieri all'ospedale San Pancrazio di Arco se n'è andato all'età di 79 anni lasciando la moglie Annamaria e le figlie Milena e Danila. Le onoranze funebri sono previste già per giovedì 21 alle 14.30 a Storo.

 

All'inizio degli anni 60' Battista ha insegnato per qualche tempo ragioneria alle commerciali di Storo per poi passare alla rurale come ragioniere allo sportello. Successivamente, con il secondo governo Malfer, Maccani assume il ruolo di assessore al bilancio e poco dopo rileva anche la carica di presidente della Settaurense: il direttivo non riesce a nominare uno dei due tra gli antagonisti Olivo Zontini e Domenico Ribaga perchè la rappresentanza pallonara finiva allora sempre in maniera paritaria, ossia sei a sei. Conquista poi e mantiene la fiducia del prete e così, appena arrivato don Simone Fachini, al posto del compianto don Vigilio Flabbi, viene nominato presidente della Casa alpina di Faserno.

 

Una volta a riposo di primo pomeriggio si inchioda nel suo tinello per fare parole crociate mentre al mattino e prima della cena passa a fare una mano di carte da Gemma e Luciano nella centralissima Piazza Unità d'Italia. Ad aspettarlo, quasi sempre l'amico Luigi Bonetti, purtroppo deceduto anche lui tre settimane fa: ora riposeranno uno accanto all'altro.

Con la scomparsa di ambedue, Storo e la sua gente vivono una grande perdita.

 

STORO. Sono operativi 24 ore su 24 e complessivamente la struttura conta su 120 ambulanzieri di cui quasi la metà sono donne. Tutti vestono allo stesso modo (arancione) e si avvalgono di cellulari e di altri mezzi di collegamento sia con la stessa sede che con i diversi ospedali.

 

Stiamo parlando della Associazione volontari del servizio ambulanza di Storo la cui fondazione si appresta a raggiungere i 40 anni di attività. Fondata nel 1981 dall'associazionismo di paese, ora quella realtà (invidiata da più parti per la sua efficienza e utilità) ha una nuova sede che, seppur già utilizzata, sarà - causa pandemia - ufficialmente inaugurata a fine estate. All'interno non solo gli indispensabili servizi ma anche una sala operativa a misura di ogni emergenza.

 

All'epoca a fare da referente era il perito industriale Gino Zocchi che tra l'altro risultava il direttore della rurale prima del forzato passaggio alla Valsabbina. “ Allora – aggiunge Berti - la fondazione era sorta e rimasta legata ai vigili del fuoco mentre dopo il 1996 ( a seguito delle disposizioni dettate dal 118) è divenuta autonoma”.

 

Con frequenza vengono allestiti corsi di reclutamento e formazione considerato che oramai il servizio ha assunto un tasso di qualità professionale spalmato su dodici mesi all'anno. La giurisdizione non ha confini perché dall'Alta Valsabbia quasi a Sella Giudicarie sono loro ad arrivare sempre per primi. Utilizzando dispositivi luminosi e acustici riescono a farsi strada tanto da arrivare quasi sempre in tempo utile.

 

Stando alle rivelazioni riscontrate negli ultimi anni – aggiunge Berti - i viaggi si aggirano su una media approssimativa di 1.400 - 1500 ogni dodici mesi per un ammontare di 87 – 90 mila chilometri comprese emergenze e viaggi programmati”.

 

Il coordinamento dei programmati è demandato a Paride Donati di Darzo mentre i restanti interventi passano attraverso i numeri di emergenza, vale a dire 112 e poi 118. Dal momento della richiesta d'intervento a raggiungere il luogo dove si è verificato l'incidente o lo stato di malore i turnisti non impiegano nemeno 7 – 8 minuti. Conoscono a perfezione la geografia di valle comprese strade e collegamenti secondari tanto da arrivare sul posto quasi in tempo reale.

 

E quando le circostanze lo richiedono – sentenzia Berti – all'ambulanza, quattro il numero di quelle in dotazione, c'è a supporto la cosiddetta auto medica il cui veicolo a volte fa da apripista nell'opera di soccorso.

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