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Thu, May

 

STORO. Nell'ambito del volontariato storese Pietro Ferretti era considerato un'istituzione ma ieri pomeriggio - lunedì 8 marzo - quell'omone, che aveva 86 anni, se n'è andato per sempre a due passi dalla porta di casa . Lascia i figli Nico e Carmen con il marito Remo.

 

Le onoranze funebri - dicono dalla agenzia B2 - sono in programma per le 14,30 di domani, mercoledì 10 marzo”.

 

Muratore di professione e un tempo titolare di una impresa edile a dimensione famigliare. Una volta a riposo era solito muoversi con la sua Panda: tra gli spostamenti frequenti, quelli con gli amici da Gigliola e Vito al bar di Cà Rossa, o alla montagna di Nader dove aveva casa.

 

Con i compianti amici Angelo Cortella, Mario Quai, Marcello Cosi e altri ancora aveva fondato e poi per decenni rappresentato sia l'ente Pro loco che il Gran Carnevale di Storo nonché la fondazione dei Polentèr.

 

Era impegnato e sempre disponibile, una figura capace di fare aggregazione” - dice di lui il geometra Donato Candioli presidente del Circolo pensionati dei Voi ma riferimento per il passato sia come Pro loco che tra gli stessi Polentèr.

 

Con la sua morte Storo dovrà forzatamente rinunciare ad un'altra figura che per decenni aveva contrassegnato la vita e le realtà di paese.

 

 

 

PONTE CAFFARO. Non c'è stato niente da fare per Samiee Shahrokh, l'uomo che questa mattina è stato coinvolto in un tragico incidente a Ponte Caffaro, che gli è costato la vita.


 

Samie Shahrokh era un medico di famiglia dedito al proprio lavoro, apprezzato e stimato. Originario dell'Iran, è arrivato in Italia dove si è sposato e aveva ormai vita stabile da anni.



Il tragico incidente è avvenuto nella mattinata di martedì 2 marzo, attorno alle ore 9.30, in via di Mezzo nell'abitato di Ponte Caffaro.

Da una prima ricostruzione sembrerebbe che il medico fosse uscito per una visita a domicilio; sulla via del ritorno, avrebbe accostato per controllare il motore della propria vettura. L'auto, per motivi non ancora chiari, si sarebbe mossa travolgendolo.



L'allarme è stato lanciato da una donna che avrebbe assistito alla tragica scena. Sul posto i sanitari, i vigili del fuoco di Storo, la Polizia Locale e la Stradale per i rilievi del caso.

Tuttavia le condizioni sembravano critiche già agli occhi dei primi soccorritori; a nulla è servito il trasferimento dell'uomo in elicottero all'ospedale, le gravissime ferite riportate ne causavano la morte.



L'intera comunità piange Samie Shahrokh che ha perso la vita in circostanze veramente sfortunate. Anche il sindaco di Bagolino Gianzeno Marca ha espresso il proprio cordoglio: “Eravamo tutti affezionati, era una persona cara che ha sempre fatto il suo lavoro con dedizione.”

 

 

Drammatico incidente a Ponte Caffaro – riporta Il Dolomiti - in gravissime condizioni un uomo che è stato travolto dalla sua stessa automobile. I sanitari arrivati sul posto hanno compreso subito la gravità della situazione per questo hanno richiesto l’intervento dell’elicottero, trasferito in codice rosso all’ospedale

 

BAGOLINO (BS). L’allarme è scattato intorno alle 9.30 di questa mattina, 2 marzo, quando un uomo è rimasto schiacciato dalla sua stessa automobile mentre si trovava in via di Mezzo nella frazione di Ponte Caffaro, in Provincia di Brescia. La macchina dei soccorsi si è messa subito in moto dopo la chiamata al Numero unico per le emergenze effettuata da una donna che ha assistito alla scena.

 

Da Storo è partita una squadra dei vigili del fuoco mentre dalla Provincia di Brescia è partito l’eliambulanza. Sul luogo dell’incidente è intervenuta anche la polizia locale di Bagolino. Purtroppo le condizioni della persona coinvolta sono apparse subito molto gravi.

 

Secondo una prima ricostruzione la persona in questione sarebbe stata investita dal suo stesso veicolo. L’uomo infatti, dopo aver sentito alcuni rumori provenire dal cofano della sua auto si sarebbe fermato per controllare il motore, sfortunatamente però il mezzo si è spostato travolgendolo. Comunque per appurare l’esatta dinamica dell’accaduto si dovranno aspettare i rilievi della polizia stradale.

 

I sanitari arrivati sul posto hanno compreso subito la gravità della situazione per questo hanno richiesto l’intervento dell’elicottero. L’uomo è stato stabilizzato e imbarellato per poi essere trasferito in codice rosso all’ospedale le sue condizioni però sono gravissime.

 

L’impresa della Val di Non si è aggiudicata l’immobile produttivo messo a bando da Trentino Sviluppo. In Val del Chiese un nuovo centro avanzato per i sistemi di fissaggio

 

Nuovo lavoro a Storo, grazie alla Famiglia Ghezzi. La storica impresa Trafileria Punteria Ghezzi, con sede a Ville D’Anaunia e Predaia, in Val di Non, aprirà in Val del Chiese il quarto stabilimento produttivo dedicato alla produzione dei sistemi di fissaggio. Nello specifico verranno prodotti punti metallici per pallet ed imballaggi speciali in legno, un prodotto che tutt’ora viene importato dall’estero ma che in prospettiva, anche a seguito delle restrizioni conseguenti alla pandemia, diventa strategico per l’azienda produrre in loco. L’accordo siglato con Provincia e Trentino Sviluppo prevede significative ricadute sul piano occupazionale. Sono almeno 22, entro un anno, i lavoratori che l’azienda Ghezzi si impegna ad assumere, con priorità agli ex dipendenti di Waris e Lincoln Electric che durante il proprio percorso professionale hanno acquisito importanti competenze in questo settore. In termini di filiera si stima che saranno almeno una decina le aziende elettroniche e meccaniche della Valle del Chiese che verranno coinvolte nell’indotto. L’operazione rappresenta infine un’importante chiave di volta nello sviluppo dell’azienda Ghezzi, che di fatto aumenta i propri addetti e punta quasi a triplicare, a regime, il proprio fatturato, passando dagli attuali 20 ai 50 milioni di euro l’anno.

 

 

A pochi giorni dalla firma del protocollo d’intesa con Fonderia Marchesi, Trentino Sviluppo e la Provincia chiudono un’altra importante operazione per la salvaguardia dell’occupazione e il potenziamento della filiera metalmeccanica in Valle del Chiese.

Protagonista è questa volta Ghezzi, storica azienda della Val di Non che si prepara ad aprire una quarta unità produttiva a Storo, nel compendio industriale messo a bando da Trentino Sviluppo a fine 2020.
«Contribuire alla rimessa in circolo di un immobile produttivo dismesso – commenta Achille Spinelli, assessore allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento – è sempre una soddisfazione, soprattutto quando si interviene su un territorio duramente colpito dalla crisi come quello della Valle del Chiese. Sicuramente, l’arrivo di nuove aziende rafforza l’indotto e aiuta ad evitare lo spopolamento, favorendo il mantenimento del know-how locale e costruendo nuove professionalità tra i giovani della zona».

Tra i dipendenti della Lincoln ci sono infatti importanti competenze e manualità nell’ambito della trafilatura, che sono funzionali a quelle richieste dall’azienda Ghezzi. Lo stesso si può dire dei tecnici, progettisti meccanici e chimici della Waris, altra fabbrica chiusa da poco. Già alcuni degli ex addetti Lincoln sono stati assunti da Ghezzi e proprio in questi primi mesi dell’anno stanno seguendo un training formativo nello stabilimento principale a Ville D’Anaunia.
«La soluzione dell’immobile che un tempo ospitava la Lowara – spiega il titolare Ezio Ghezzi – si è delineata dopo che la Lincoln ha chiuso alla possibilità di acquisire il loro immobile completo di macchinari che potevano essere da noi riutilizzati fin da subito. Abbiamo scelto di guardare con attenzione alla Valle del Chiese perché in quel territorio c’è un bacino di professionalità interessante e per noi necessario.

«Alle preziose competenze della manodopera – aggiunge Ghezzi – si aggiunge l’ottimo stato in cui abbiamo trovato il compendio ex Lowara, già praticamente pronto all’uso».
Con lo stabilimento di Storo a regime, Ghezzi si aspetta infatti di raddoppiare il numero dei propri dipendenti e di triplicare i fatturati, passando dagli attuali 20 ai 50 milioni di euro l’anno. A giocare un ruolo importante nella ratifica dell’accordo sono stati gli effetti della pandemia. Trafileria Punteria Ghezzi, infatti, importa ogni anno dall’estero un centinaio di container di punti metallici per diverse applicazioni. L’arrivo del Covid ha però causato disguidi e ritardi nelle importazioni, tanto da convincere il board dell’azienda ad internalizzare la produzione di questo prodotto, avviando appunto una nuova unità produttiva a Storo.
Il progetto consiste nel trasformare lo storico sito produttivo in un moderno centro di ricerca, innovazione e produzione sulla trafilatura e stampaggio di punti metallici, dove sviluppare nuovi processi e macchinari.



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