07
Thu, May

 

STORO. Il sindaco di Storo Nicola Zontini e il suo vice Claudio Cortella, così come il resto della maggioranza, non condividono l'iniziativa intrapresa dall'opposizione circa i possibili problemi idrici che si sarebbero verificati a Darzo frazione. Il primo cittadino non esita quindi a dire la sua e dissipare da subito i sospetti: “Prelievi e analisi sono rassicuranti, gli eventuali scompensi sono attribuibili a mali di stagione.”

 

 

In questi giorni l'ondata di disturbi intestinali verificatesi tra la gente non riguarda né acquedotti né nostre condutture. Quindi è doveroso e opportuno che la gente sappia che le varie risorse idriche sono ripetutamente sottoposte a controllo il che ci consente di monitorare in tempo reale l'effettiva situazione circa i vari acquedotti.”

 

Purtroppo, visto il tam-tam e le ripetute richieste avanzate dalla stessa gente, non abbiamo tardato ad espletare le opportune verifiche ancor prima che i colleghi di minoranza mettessero su carta quel certo sentore. Sta di fatto che l'immediato sondaggio e dovuti prelievi hanno comunque confermato la normale qualità dell'acqua in cui non c'era alcuna traccia di batteri che, secondo quel certo vociferare, avrebbero causato disturbi e malori ”.

 

Interrogazione (ai sensi dell’art.18 del regolamento interno del Consiglio comunale di Storo) del Gruppo Consiliare Progetto 2000 in merito allo stato di salute degli abitanti della frazione di Darzo a seguito di una probabile contaminazione delle acque potabili comunali.

 

 

STORO. Nei giorni scorsi molti cittadini della frazione di Darzo avevano accusato dolori addominali, diarrea, nausea ed altri sintomi. Ebbene, tutto faceva pensare ad una contaminazione delle acque potabili comunali. La sindrome gastroenterica, che hanno accusato i cittadini, da cosa è stata causata?

 

E' quanto si chiedono da giorni i consiglieri di minoranza Progetto 2000 Giuseppe Antonio Gallo, Luciana Ferretti, Pietro Uboldi , Francesco Giacomolli e Giovanni Cassanelli la cui interrogazione, con risposta scritta, intendono ora a sua volta ricevere.

 

Sono stati forse trovati batteri coliformi nelle acque? Se sì, perché i cittadini non sono stati prontamente informati e non sono state divulgate linee guida per contenere l’infezione? Com’è potuto accadere? Poiché è molto probabile che si tratti di inquinamento fecale, ci sono forse perdite del sistema fognario? L’ultima analisi microbiologica delle acque di Darzo a quando risale? Il problema è stato risolto? In che modo? Come stanno ora i cittadini?

 

Di fatto inconvenienti simili in ambito giurisdizionale comunale sarebbero avvenuti anche in passato quando l'allora medico interinale Mario Delaiti e quello provinciale Ivo Ricamboni si erano resi conto che diarrea e vomito riscontrati dalla gente non erano provocati dai gelati Stefan dell'epoca ma bensì da perdite fognarie finite in un acquedotto.

 

La proposta di mozione n. 422/XVI Coinvolgimento dei comuni nella gestione del fondo comuni confinanti”  è stata depositata il 31 agosto 2021 e bocciata il 7 ottobre 2021.



Ogni anno la Provincia di Trento e quella di Bolzano destinano svariate decine di milioni di euro al Fondo Comuni Confinanti, un ente che a sua volta indirizza i soldi su opere che dovrebbero aiutare a sostenere i territori di confine con Trentino-Alto Adige – così apre quindi lo scritto di protesta del Consigliere provinciale Alex Marini del M5S. - La cosa incredibile (e anche incresciosa) è che i Comuni trentini interessati da queste opere non sono coinvolti e nemmeno informati rispetto ad esse. Nell’ultima seduta di Consiglio provinciale ho presentato una mozione per cambiare le cose… ma la maggioranza leghista mi ha risposto picche. Motivo? Coinvolgere i Comuni trentini rispetto a opere che li riguardano direttamente, finanziate con denaro proveniente (anche) dalle loro tasse è ritenuto un fastidio che rallenterebbe le procedure di assegnazione della grana.”

 

Negli anni la gestione del Fondo Comuni Confinanti ha sollevato un’enorme quantità di dubbi (per non dire peggio) rispetto all’utilizzo delle risorse pubbliche provenienti dalla nostra Provincia. Si pensi al finanziamento del tunnel a senso unico alternato che dovrebbe collegare la Val Vestino al Comune trentino di Bondone. Costo stimato 32 milioni e rotti di euro per servire poco più di 300 persone (e c’è chi dice che i milioni da metterci saranno almeno 3 volte tanti) e zero confronto col Comune sul cui territorio l’opera andrà a sbucare. Volendoci addentrare nella tragicommedia c’è poi la vicenda della rotonda quadra asimmetrica e del secondo ponte costruito sul fiume Caffaro: finito nel 2017, costato più di 2 milioni e mezzo di euro e mai aperto mentre il vecchio ponte del 1906 scricchiola e si sono messe limitazioni al traffico dei mezzi pesanti con conseguenti danni a tante imprese di trasporti trentine e non. Anche in questo caso zero confronto col Comune trentino interessato (Storo), che però subisce il danno.”

 

 

Esempi eclatanti che spiegano bene come e perché coinvolgere i Comuni nella progettazione delle opere pagate con soldi trentini e realizzate ai loro confini sarebbe cosa buona e giusta. Dire di sì a una proposta del genere dovrebbe essere automatico da parte di gente che per anni l’ha menata sulla necessità di tutelare e andare incontro alle esigenze delle periferie, giusto? Sbagliato. Adesso che hanno il potere, ai leghisti nulla importa delle periferie. L’importante è far girare i soldi pubblici col minor numero di verifiche e di controlli possibili. Se poi escono disastri e sperperi… chissenefrega, tanto chi doveva avere ha avuto e se cittadini e imprese sono danneggiati, affaracci loro!”

 

Dal sito segue poi con il video della discussione consiliare e il testo integrale della mozione.

 

La chiesa arcipretale San Floriano di Storo ha 500 anni. Ieri domenica 10 ottobre in occasione delle varie celebrazioni anche il vescovo Lauro Tisi.

 

STORO. L'arcipretale San Floriano di Storo conta ben 500 anni considerato che la sua consacrazione era avvenuta nel lontano 6 ottobre 1521. Ebbene, in occasione di tale ricorrenza, diverse le proposte di contorno oltre alla presenza dell'arcivescovo di Trento monsignor Lauro Tisi.

Nel corso del pontificale domenicale il presule, affiancato dal parroco don Andrea Fava, dopo il saluto di autorità, coro e banda sociale, si è detto “compiaciuto della vicinanza degli storesi alla propria chiesa”.

 

 

A fare l'effettiva differenza è stato l'intervento del sindaco Nicola Zontini che appena al di là della balaustra era affiancato dal presidente del consiglio comunale Omar Lucchini e da altri rappresentanti istituzionali tra cui Mariella Bonomini, Nicoletta Giovanelli e il delegato Romele.

Il primo cittadino ha rimarcato che “l'augurio mio e degli storesi è e rimane la testimonianza che i valori evangelici restino perennemente al centro dell'impegno sia della parrocchia che di tutta la sua gente”. Zontini, che indossava la fascia tricolore, ha inoltre aggiunto: “Auspico di cuore che lo spirito missionario e la fede evangelica ci accompagni nel nostro cammino perchè i 500 anni dalla consacrazione di questa chiesa rappresentino un traguardo, ma anche l'inizio di un rinnovato impegno e slancio nella testimonianza quotidiana e nella carità che ha sempre finora trovato”.

 

A margine della funzione il presule si è intrattenuto con il concittadino Angelo Pasi che conosce Lauro da quando era bambino e lo tratteneva in braccio nella sua casa di Giustino.

 

La sera prima, sabato 9 ottobre, sotto le stesse navate si era parlato di “ La chiesa di San Floriano di Storo, tra arte storia e musica”. Il parlato era staccato da intermezzi musicali eseguiti dall'organista Saulo Maestranzi.

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