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Dopo quasi 10 anni, Egidio Bonapace, guida alpina, già Presidente dell’Accademia della Montagna e Presidente del Trento Film Festival, oltre che accademico del CAI, lascia la gestione del Rifugio d’Amola “G. Segantini”.

 

 

Egidio, guida Alpina fin dal 1983, ha girato tutto il mondo scalando diverse vette, dalle Alpi all’Himalaya, conoscendo da vicino le più importanti culture che popolano le valli e le montagne di tutti i continenti.

 

Nato in mezzo alle montagne e conoscitore delle stesse a 360 gradi, ex gestore del rifugio Giorgio Graffer per una ventina d’anni nel cuore del Brenta, con le sue molteplici esperienze, ci insegna che bisogna lasciare il passo alle nuove generazioni…

 

“Lascio con dispiacere – dichiara Egidio – ma non abbandonerò la mia amata montagna”.

 

Il rifugio, che si trova ai piedi della Presanella, è stato inaugurato nel 1901 e deve il nome al grande pittore Archese Giovanni Segantini, il quale si dedicò attivamente al racconto delle montagne attraverso la sua pittura. Successivamente al vecchio rifugio a forma di “cubo”, ne venne affiancato uno nuovo e moderno: era il 4 settembre 1977.

 

Collocato in un ambiente suggestivo, carico di memorie storiche e armonie naturali, il rifugio trae le sue origini in stretto legame con le prime ascensioni della cima Presanella, di cui ne costituisce una base di partenza.

 

Da Clemente Maffei Gueret a Egidio Bonapace, la SAT inaugura così la ricerca di un nuovo rifugista.

 

 

Intorno alle 8.45 la Centrale Unica Emergenza è stata allertata per tre alpinisti scivolati su un pendio ripido e innevato nei pressi della bocchetta di Monte Nero, a una quota di circa 3.200 m.s.l.m., mentre stavano percorrendo la via normale che dal rifugio Segantini porta alla cima Presanella (gruppo della Presanella).

 

 

I tre alpinisti – residenti in provincia di Brescia e nati nel 1979, nel 1966 e nel 1965 –  stavano procedendo in cordata, quando uno è scivolato trascinando anche gli altri due compagni per circa 20/30 metri. Nella caduta, uno si è procurato un possibile trauma all’arto superiore, uno un possibile trauma toracico, il terzo botte ed escoriazioni.

 

Il Tecnico di Centrale Operativa del Soccorso Alpino e Speleologico, con il Coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale, ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha imbarcato a bordo un operatore della Stazione di Pinzolo del Soccorso Alpino. Salito in quota, l’elicottero ha sbarcato in hovering il Tecnico di Elisoccorso e il soccorritore che hanno provveduto a mettere in sicurezza e a stabilizzare gli infortunati. I due meno gravi sono stati recuperati a bordo in hovering, mentre per il terzo è stato necessario utilizzare un breve verricello. Tutti e tre sono stati elitrasportati all’ospedale di Tione.

 

Poco dopo le 10 altro intervento in soccorso di un escursionista francese del 1994 scivolato sul nevaio Vedretta degli Sfulmini a una quota di circa 2.600 m.s.l.m., a monte del rifugio Alimonta sulle Dolomiti di Brenta. Lo ha raggiunto l’elicottero Pelikan di Bolzano che ha provveduto a recuperare l’infortunato e ad elitrasportarlo all’ospedale di Cles per accertamenti. Non è stato necessario l’intervento degli operatori della Stazione di Madonna di Campiglio, pronti in piazzola per dare supporto all’equipaggio in caso di bisogno.

 

Due alpinisti, una donna del 1992 di Thiene (VI) e un uomo del 1980 di Sandrigo (VI), sono stati soccorsi ieri dopo essere rimasti incrodati sul Campanil Basso (Dolomiti di Brenta).

 

 

I due alpinisti avevano concluso la via fino alla cima e l’uomo aveva cominciato la discesa lungo la prima corda doppia, quando è rimasto incrodato in parete senza più riuscire a proseguire autonomamente. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata intorno alle 14.

 

Il Tecnico di Centrale Operativa del Soccorso Alpino e Speleologico, con il Coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale, ha chiesto l’intervento dell’elicottero che è salito in quota fino al rifugio Pedrotti, dove in piazzola ha recuperato a bordo due operatori delle Stazioni Madonna di Campiglio e di Molveno. È poi volato fino in cima al Campanil Basso, dove ha sbarcato il Tecnico di Elisoccorso con gli altri due operatori. I soccorritori si sono calati fino a raggiungere l’alpinista, illeso, ed hanno provveduto a recuperarlo verso l’alto tramite un sistema di paranchi.

 

Raggiunta la cima, l’elicottero ha imbarcato a bordo i due alpinisti e li ha portati al rifugio Pedrotti.


Lunedì 16 agosto, alle ore 17,30, la  cornice di piazza Sissi a Madonna di Campiglio ospiterà la presentazione del libro "Quello che possiamo imparare in Africa. La salute come bene comune", di don Dante Carraro, direttore di Medici con l'Africa Cuamm, scritto con Paolo di Paolo, edito da Laterza. Un evento organizzato da Pro Loco Madonna di Campiglio e Comune di Pinzolo, in collaborazione con Medici con l'Africa Cuamm.

 

 

L'incontro sarà un dialogo tra don Dante Carraro, direttore di Medici con l'Africa Cuamm, e Fausta Slanzi, giornalista, con la giornalista Diamante D'Alessio nel ruolo di moderatrice.

Nell'anno della pandemia che ha sconvolto le nostre vite, un appuntamento per rimettere al centro il valore della persona; della salute come bene comune e globale; l'importanza dell'accesso alle cure per tutti. Il racconto di un'avventura personale e collettiva, la storia e il presente dei 70 anni del Cuamm attraverso gli occhi e l'esperienza del suo direttore, don Dante Carraro. La messa a fuoco di un modo di intendere la cooperazione sanitaria internazionale che ha al centro la "cura": delle persone, dell'impiego delle risorse, dei risultati. Perché in Africa c'è tanto da fare, ma anche tanto da imparare.

«L'Africa ci insegna, o almeno a me ha insegnato, che il lamento serve a poco; ciò che fa la differenza è passare dal lamento al rammendo. E trovare strade nuove per dare valore a quanto ci sembrava perduto. Mi ha insegnato a mettere alla prova tutti gli schemi fissi, compreso un certo delirio di onnipotenza occidentale. Mi ha insegnato che la frugalità non è un limite, ma può diventare un'opportunità per far leva più sull'intelligenza e lo studio che sul denaro. E a non avere paura dei figli: sono vita, coraggio, sfida, futuro, entusiasmo».

Nella narrazione in prima persona, un ragazzo della provincia veneta, neolaureato in medicina nel 1983, comincia a interrogarsi su sé stesso e nel 1991 sceglie di diventare sacerdote, impegnandosi nelle chiese di periferia, venendo a contatto con ambienti sociali difficili. Poi l'allora vescovo di Padova lo manda al Cuamm, lì incontra il fondatore Francesco Canova e il direttore don Luigi Mazzucato. Nel 1995, il suo primo viaggio in Africa nel Mozambico da poco uscito dalla guerra civile. È l'inizio di un'avventura personale e collettiva, tutta interna alla più grande organizzazione italiana in Africa, che coinvolge soprattutto le fasce più deboli della popolazione – con programmi di cura e prevenzione, interventi di sviluppo delle strutture sanitarie, attività dedicate ai malati (HIV, tubercolosi, malaria), formazione di medici, infermieri, ostetriche e altre figure professionali – e che ha costruito presidi medici in 43 paesi. Attualmente è presente in Angola, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Tanzania, Sierra Leone Sud Sudan e Uganda.

«Una presenza stabile e strutturata in cui – come scrive don Dante – c'è molto da fare per formare medici e strutture autosufficienti ma c'è anche molto da imparare. Non solo sugli africani, ad esempio sul loro rapporto con la natura, ma anche su di noi occidentali, capaci di tirar fuori risorse inaspettate quando ci confrontiamo con realtà così estreme e lontane». Aiutarli a casa loro? Sì certamente, dice Dante Carraro, se comprendiamo che l'Africa non è quel monolite stereotipato che pensiamo ma una realtà molto diversificata. E se siamo in grado di uscire da una logica di emergenza per entrare in una di solidarietà nel tempo, nella consapevolezza di un destino comune.

IL LIBRO
"Quello che possiamo imparare in Africa. La salute come bene comune".
Dante Carraro con Paolo Di Paolo
I Robinson - Letture
Pagine 160 - euro 18,00
In libreria dal 20 maggio 2021

 

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