Alice Mattana e Federica Iori, proprietarie dell'asilo Nido Fantabosco Comano Terme raccontano la loro esperienza e la situazione a lavoro degli ultimi mesi.
PONTE ARCHE. Alice Mattana e Federica Iori, le due neo-mamme che da ormai quasi dieci anni gestiscono autonomamente l'asilo nido privato “Fantabosco S.N.C.” a Ponte Arche.
La loro una decisione che risale a giugno 2012, quando al termine della Specialistica in Scienze Pedagogiche, scelgono di mettersi in proprio. Certamente non un settore convenzionale in cui creare quella che a tutti gli effetti è un'impresa: da un'idea comune maturata negli anni all'occasione della sua realizzazione concreta attraverso il corso della Provincia “Dall'idea all'impresa”.
Nasce il Fantabosco, un asilo nido privato (fascia 0-3 anni) ad orari flessibili; al genitore è concesso di accordarsi con le maestre sull'orario più conveniente per affidare il proprio bambino.
Dal 2014 l'attività viene ampliata con successo con la colonia estiva per la fascia 3-6 anni: si cerca di favorire le uscite sul territorio, dalle attività in biblioteca, alla piscina, al parco ecc...
Ogni anno, sia per il nido che per la colonia estiva, viene individuato un progetto educativo, una tematica come un filo conduttore che accomuni e leghi tra loro le attività proposte ai bambini.
Ad oggi, le due giovani donne sono recentemente diventate mamme di due bambini di tre mesi e nove mesi.

Essere mamma nel lavoro che fate. Tra valori aggiunti e difficoltà...
“Sono mamma da nove mesi – fa sapere Federica Iori – a quattro mesi e mezzo di distanza dal parto tornavo a lavorare part-time. Essendo imprenditrici la nostra categoria non è tutelata allo stesso modo di altre per quanto riguarda la maternità.
Essere mamma a lavoro? Sicuramente un valore aggiunto!!Non dico che ci siano stati grandi cambiamenti, la cura al bambino è la stessa di prima. Serve tanta tanta empatia. Sicuramente, però, riesco a capire maggiormente il genitore, quando per esempio si confida con noi e dice di essere stanco. Vivendolo sulla tua pelle, sai di cosa ti sta parlando”.
Il Covid e l'ultimo anno.
“Con l'arrivo del Covid e il lockdown della scorsa primavera siamo rimaste chiuse per quattro mesi, da marzo a gugno 2020. Contrariamente a come si sarebbe potuto pensare, i numeri delle presenze, una volta tornate attive, non hanno risentito della situazione, al contrario!
Anche al momento abbiamo il numero massimo possibile secondo i regolamenti: sono 12 bambini, 6 per ciascuna di noi. In questo momento – dice Alice – io sono in maternità e farò rientro a maggio; a sostituirmi contribuiscono le nostre due dipendenti.
Tra i cambiamenti più consistenti, invece, l'adeguarsi alle normative Covid: disinfettare frequentemente gli ambienti, l'utilizzo della mascherina, far arieggiare le stanze ogni ora. Naturalmente il bambino è ancora tenuto tra le nostre braccia, il contatto è indispensabile e inevitabile nel nostro mestiere; allo stesso modo i bambini hanno contatti tra loro all'interno dei gruppi in cui sono divisi.”
Come ha influito il Covid a vostro parere sui bambini?
“Riguardo i bambini abbiamo notato un fatto molto particolare: quest'anno è come se i bambini non si fossero ammalati; dopo qualche raffreddore a ottobre non c'è stato più nessun segno influenzale per tutto l'inverno fino ad ora, al raffreddore tipico del cambio stagione.
La situazione di stress generale legata alla pandemia non sembra influire direttamente sui bambini, non sui più piccoli perlomeno. Uno dei problemi diretti delle normative covid potrebbe essere l'utilizzo della mascherina che coprendo il nostro viso, ostacola la comunicazione facciale. Tuttavia, il problema non sembra avere grande peso: la comunicazione avviene attraverso gli occhi e sembra bastare, perfino con i bambini di soli sette mesi. Con i bambini più grandi, poi, entra in gioco anche la comprensione della nostra voce e di quanto stiamo dicendo.”
E con i genitori? Come è stato gestire il rapporto con loro?
“Il 'periodo peggiore' è stato a luglio-agosto, quando, davanti alla riapertura delle attività il genitore era come disorientato con tante preoccupazioni lecite dovute al momento; questo non solo nel nostro settore.
La collaborazione da parte loro non è mai mancata in ogni caso: il genitore è il primo a rispettare le regole, ad avere il buon senso di avvisare non appena nota qualche segno influenzale.
Anche se per ovvi motivi non gli è più concesso di entrare nella struttura ma gli è chiesto di affidarci il figlio all'entrata, c'è molta comprensione da parte di mamme e papà. Entrano invece durante la fase dell'inserimento, cioè quel primo periodo in cui il bambino appena arrivato deve ambientarsi gradualmente.
Ogni anno a Natale siamo solite organizzare una festa proprio con i genitori: quest'anno, non essendo stata possibile, è stata sostituita con un video girato all'interno del nido per condividere anche con loro i momenti e le attività quotidiane.







