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Thu, May

 

Ricerca contro il cancro: il premio Pezcoller-AACR 2021 ad Hans Clevers.

Annunciato dal presidente della Fondazione Pezcoller Enzo Galligioni il vincitore del Premio Pezcoller – AACR 2021.

È Hans Clevers, scienziato olandese pioniere nello studio delle cellule staminali intestinali e dello sviluppo del tumore al colon.

La cerimonia di consegna a Trento è condizionata dall’andamento dell’emergenza sanitaria. Si spera di poter organizzare l’evento in presenza al Teatro Sociale in autunno, oppure in modalità virtuale.

Novità di quest’anno: al Premio per un giovane ricercatore europeo si aggiungono i Premi alle donne nella ricerca e a giovani ricercatori promettenti.

L’impegno economico della Fondazione Pezcoller ammonta nel 2021 ad oltre 385.000 euro tra premi internazionali (100.000 euro), borse di studio e di dottorato (225.000 euro), Simposi e iniziative varie (60.000 euro).

È Hans Clevers il vincitore del Premio Pezcoller – AACR 2021 per la ricerca sul cancro. L’annuncio è stato dato stamani dal presidente della Fondazione Pezcoller Enzo Galligioni in una conferenza stampa ospitata dalla Cooperazione Trentina.
“Il prof. Clevers è stato pioniere nello studio delle cellule staminali intestinali e dello sviluppo del tumore al colon. Il suo inedito sistema per studiare la crescita delle cellule staminali normali e tumorali attraverso mini-organi chiamati “organoidi” – ha affermato Galligioni – è usato nei laboratori di tutto il mondo perché consente di creare in laboratorio condizioni simili alla situazione in vivo e permette di sviluppare terapie personalizzate per ogni paziente.
Per sintetizzare con una immagine, come nell’accensione del motore di un’auto è necessaria la chiave e la serratura corrispondente, così Clevers ha identificato la chiave (gene Wnt) e la serratura (il recettore Lgr5), necessarie per innescare la proliferazione delle cellule staminali intestinali, in condizioni normali, o lo sviluppo di un tumore, quando il gene è alterato”.

L’incidenza dei tumori al colon e retto è ancora molto elevata – ha ricordato Galligioni -. Su una media annua di 3202 casi di tumori registrati in Trentino nel periodo 2013-2016, 336 hanno riguardato il colon e il retto, con una mortalità di 160 pazienti su un totale di 1.386.

Hans Clevers sarà proclamato vincitore durante l’annuale meeting dell’Associazione americana di ricerca sul cancro (Aacr) che si terrà domenica 11 aprile (in streaming).
La data della cerimonia a Trento (solitamente al Teatro Sociale) non è ancora stata fissata causa emergenza pandemica. “Seguiremo il decorso della pandemia e prenderemo le decisioni conseguenti – ha affermato Galligioni – nel rispetto dei protocolli di sicurezza. È possibile una cerimonia “virtuale”, ma preferiamo sperare in un evento in presenza, eventualmente rinviato all’autunno”.

La dotazione del Premio Pezcoller è di 75mila euro, e viene assegnato dalla Fondazione insieme alla AACR, l’Associazione Americana di Ricerca sul Cancro che rappresenta molte decine di migliaia di ricercatori in tutto il mondo.

 

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Chi è Hans Clevers
Nato nel 1957 a Eindhoven, Paesi Bassi, si laurea in Biologia nel 1982, in Medicina nel 1984 e Dottorato di Ricerca nel 1985 all’Università di Utrecht. Dopo quattro anni di ricerca ad Harvard, nel 1989, a soli 32 anni, diventa professore associato all’Università di Utrecht.
Dal 2002 al 2012 è direttore dell’Hubrecht Institute, in cui stabilisce anche il proprio laboratorio di ricerca, che ad oggi conta più di 40 ricercatori. Dal 2002 è professore di Genetica Molecolare al Centro Universitario Medico di Utrecht.
Vincitore di 34 premi scientifici nazionali ed internazionali, è membro del comitato editoriale di 7 prestigiosi giornali scientifici e autore di più 690 articoli scientifici, con oltre 120.000 citazioni.

 

 

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La motivazione del Premio
Il prof. Clevers è stato pioniere nello studio delle cellule staminali intestinali e dello sviluppo del tumore al colon.
Egli ha sviluppato un nuovo sistema per studiare la crescita delle cellule staminali normali e tumorali in laboratorio, chiamato “organoidi”, applicabile anche ad altri tumori oltre al colon (stomaco, fegato, pancreas, prostata, mammella e cervello), che permette di sviluppare e testare terapie personalizzate per ogni paziente.

La potenza delle cellule staminali è così straordinaria, che da una singola cellula possono derivare in laboratorio tutte le altre, anche le più specializzate.
L’intuizione del dott Clevers è stata di utilizzarle per lo sviluppo di mini-organi, chiamati “organoidi”, che permettono lo studio delle cellule sia normali che tumorali, in condizioni simili alla situazione in vivo.

Si tratta di una rivoluzione per la ricerca di laboratorio, adottata ormai in tutto il mondo, dalle innumerevoli applicazioni (dalla medicina rigenerativa allo sviluppo di terapie personalizzate).

Dagli organoidi infatti è possibile prevedere la risposta di un tumore a trattamenti specifici per ogni singolo paziente ed anche la tossicità per le cellule sane (finestra terapeutica).
Le altre iniziative della Fondazione Pezcoller

Il Premio europeo alla ricerca da quest’anno si fa in tre
Quest’anno sono tre i Premi attribuiti dalla Fondazione Pezcoller in collaborazione con l’Associazione Europea di Ricerca sul Cancro (EACR).
Accanto al Premio – ormai consolidato – ad un giovane ricercatore europeo, assegnato nel corso degli anni ad autentici talenti nella ricerca oncologica (che ora diventa annuale), quest’anno si aggiunge uno specifico riconoscimento alle donne nella ricerca ed ad un giovane promettente ad inizio carriera.
I tre vincitori – la cui selezione è tutt’ora in corso – verranno presentati al Congresso Europeo dell’EACR (9-12 giugno 2021). Ciascuno di loro terrà la relativa Pezcoller Lecture, di fronte ad una platea virtuale di migliaia di ricercatori europei.

 

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Il 32° Simposio Pezcoller
I Simposi sono da sempre occasione di confronto tra i massimi esperti del settore, e anche occasione per i giovani ricercatori di relazionarsi con questi esperti su argomenti all’avanguardia della ricerca sul cancro.
Causa COVID-19, il 32° Simposio Pezcoller non è stato tenuto nel 2020, per la prima volta dopo 32 anni consecutivi, ma si terrà quest’anno in modalità virtuale, il 21-22 giugno 2021, sul tema: “Invecchiamento e cancro”.
Si sa che l’invecchiamento è uno dei maggiori fattori di rischio per lo sviluppo dei tumori. Poco noti invece sono i relativi meccanismi ed è su questi che si focalizzeranno i lavori, alla luce delle conoscenze scientifiche più recenti.

 

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Le Borse di studio e di Dottorato
Sei Borse di studio biennali

Proprio in considerazione delle particolari difficoltà economiche per la ricerca a causa della pandemia, la Fondazione ha rafforzato il suo impegno a sostegno della ricerca sul cancro in Italia, con le borse di studio.
Grazie alla generosità dei trentini, la Fondazione ha potuto bandire 6 borse di studio biennali, da €25.000/anno ciascuna, che sono state assegnate con la collaborazione organizzativa della Società Italiana di Cancerologia (SIC), per selezionare i migliori progetti di ricerca tra i 40 arrivati da tutta Italia. A queste si aggiunge quella già iniziata lo scorso anno. Le borse sono tutte già in corso.

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Due nuove Borse di dottorato triennali

Si tratta di due Borse triennali di nuova istituzione, di particolare valore per la Fondazione Pezcoller, in termini di ricaduta locale (collaborazione con l’Università di Trento) e di coinvolgimento della nostra comunità (finanziate dal Fondo Comune Casse Rurali del Trentino e dalla donazione Larcher Fogazzaro).

La selezione dei vincitori è avvenuta tra 34 candidati, provenienti da tutta Italia e si è conclusa a ottobre 2020. Con il 1° novembre i vincitori hanno iniziato la loro attività di ricerca sul cancro presso il Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata (CIBIO).

Nel 2021 oltre 385mila euro destinati alla ricerca sul cancro
L’impegno economico della Fondazione Pezcoller per le sue attività istituzionali è continuato senza sosta e si è anzi incrementato, ammontando nel 2021 ad oltre 385.000 euro tra premi internazionali (100.000 euro), borse di studio e di dottorato (225.000 euro) e altre attività scientifiche, quali il Simposio, poster, seminari e iniziative di aggiornamento (60.000 euro).

Ancora una volta – ha concluso il presidente Enzo Galligioni – vogliamo ringraziare le istituzioni trentine e tutti i cittadini, per l’appoggio alle nostre iniziative, a sostegno della lotta contro il cancro”.



 

Lanciato un progetto di divulgazione, formazione e discussione partecipata sul mondo dei bambini e delle bambine con sordità. Già attivo un sito, ora al via un ciclo di incontri online. Si comincia martedì 2 marzo con una conferenza su “Lingua dei segni e lingua vocale come risorse nello sviluppo del bambino con sordità”. La speranza del comitato organizzatore è di dare una cassetta degli attrezzi più ampia per affrontare un problema del quale in Italia si parla ancora troppo poco.

 

Un approccio condiviso e partecipato al mondo della sordità infantile per conoscerlo e per viverlo meglio. Potrebbe essere definito così il progetto appena avviato dall’Università di Trento. «Non c’è un solo modo di essere sordi, né un solo modo di affrontare la sordità infantile. Così come non c’è un solo modo di essere udenti e di affrontare la propria vita. Esistono invece molte esperienze e conoscenze diverse sulla sordità» si dichiara sul sito “Sordità infantile: una discussione partecipata”.

 

L’obiettivo è proprio valorizzare, su questioni specifiche, le diverse esperienze e conoscenza perché sono un bene prezioso per chi vuole o deve confrontarsi con questa tematica in Italia: genitori, persone sorde e udenti, pedagogisti/e, logopedisti/e, logogenisti/e, insegnanti, assistenti alla comunicazione, medici, audiometristi/e, audioprotesisti/e, psicologi e psicologhe, psicoterapeuti/e, ricercatori e ricercatrici. «La speranza – si legge – è dare a ciascuno una cassetta degli attrezzi più ampia, perché fintanto che possediamo solo un martello ogni problema ci sembrerà un chiodo».

 

Dal comitato organizzatore Francesco Pavani, docente del Dipartimento di Psicologia generale al Centro interdipartimentale Mente/Cervello – CIMeC dell’Università di Trento, racconta: «Il progetto nasce da un lungo lavoro di raccolta di domande dai gruppi di portatori di interesse legati al mondo della sordità e cerca di colmare il grande vuoto di informazioni che purtroppo c’è ancora in Italia sulla tematica della sordità infantile».
Il comitato ha già programmato un calendario di attività online fino a giugno.

 

Si comincia, sul canale Youtube del CIMeC, martedì 2 marzo alle 18 con la conferenza ”Lingua dei segni e lingua vocale come risorse nello sviluppo del bambino con sordità”. Maria Cristina Caselli (Istc-Cnr, Roma) e Carlo Geraci (Institut Jean Nicod, Parigi, Francia), con la moderazione di Anna Cardinaletti (Università Ca’ Foscari, Venezia) discuteranno di come funzionano le lingue che sfruttano una modalità visivo-gestuale, di quanto input linguistico serve per garantire a bambini/e con sordità un’acquisizione linguistica paragonabile a quella di coetanei/e udenti. Si parlerà anche di monitoraggio dello sviluppo linguistico almeno fino all’adolescenza e di come organizzare percorsi educativi per un accesso alle lingue vocali e alle lingue dei segni.

 

È previsto un servizio di traduzione Italiano-Lis e un servizio di sottotitolazione alla pagina dedicata. L’accesso online è libero e gratuito.
Informazioni sul sito “Sordità infantile, una discussione partecipata”

 

L’arcivescovo di Trento Lauro Tisi è risultato positivo al Covid-19.” - la notizia dall'Arcidiocesi di Trento.

 

Avvertendo lievi sintomi di malessere, monsignor Tisi si è sottoposto nel tardo pomeriggio di oggi, sabato 20 febbraio, a tampone che ne ha confermato la positività. Don Lauro si trova in isolamento nella sua abitazione.

Chiaramente sospesa ogni attività pubblica, a cominciare dalla s. Messa prevista in Cattedrale domani mattina, prima domenica di Quaresima. Annullata anche la consueta diretta streaming dal Duomo.

All’arcivescovo Lauro la vicinanza nella preghiera da parte di tutta la Diocesi, affinché possa presto tornare a svolgere pienamente il suo ministero episcopale.”

 

Inaugurato il primo Festival della Memoria. Negli spazi dell’Officina dell’Autonomia è stata allestita la mostra del Museo di di Auschwitz-Birkenau.

 

Si è aperto ufficialmente lunedì pomeriggio Living Memory, il primo Festival della Memoria creato dall’associazione “Terra del Fuoco Trentino”, in collaborazione con la Fondazione Museo storico e con il sostegno del Servizio attività culturali della Provincia autonoma di Trento. Contestualmente è stata inaugurata la mostra ufficiale del Museo di Auschwitz-Birkenau “German Nazi Death Camp Konzentrationslager Auschwitz” all’interno degli spazi dell’Officina dell’Autonomia in via Zanella 1/A a Trento, sede della Fondazione Museo storico.

 

Il Festival rappresenta un’esperienza unica per i nostri studenti e per la cittadinanza tutta” ha osservato l’assessore provinciale all’istruzione e alla cultura Mirko Bisesti, che ha parlato dell’opportunità di offerta di “ascoltare i testimoni della tragedia dell’Olocausto e visitare virtualmente il campo di concentramento e centro di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau. Il Trentino intende in questo modo vivere la memoria come una vera esperienza, ricordando che nel mondo ancora oggi ci sono realtà che ripetono quelle nefandezze”. Gli appuntamenti sono trasmessi in streaming attraverso il sito.

 

Introdotto dalla giornalista Denise Rocca, l’appuntamento ha visto l’intervento della direttrice della Casa editrice del Museo di Auschwitz-Birkenau, Jadwiga Pinderska-Lech, che ha parlato della nascita di questa importante realtà, che ha messo a disposizione la propria mostra ufficiale, aperta al pubblico a Trento nei giorni feriali a partire da mercoledì 20 dalle ore 10 alle 17. L’esposizione sarà itinerante sul territorio provinciale, a cura dell’associazione Terra del Fuoco Trentino.

 

Il direttore della Fondazione Museo Storico Giuseppe Ferrandi ha evidenziato come fare memoria oggi sia una vera e propria sfida: “L’esposizione degli oggetti dei deportati è importante anche per smentire i negazionisti. La forza degli oggetti è un antidoto fondamentale alla fabbricazione di bugie e al tentativo di ‘disinnescare’ questa storia”.

Il presidente della Consulta degli studenti Vittorio Benoni e la sovrintende scolastica provinciale Viviana Sbardella hanno ringraziato gli organizzatori degli eventi: “L’impossibilità di organizzare il “Treno della memoria’ a causa dell’emergenza Covid si è trasformata in un’opportunità. Aiutare i nostri ragazzi a comprendere ciò che è accaduto è fondamentale” sono state le parole di Sbardella.

 

 

Con 165 studenti e studentesse UniTrento ha partecipato alla competizione internazionale di programmazione e ha ottenuto il secondo posto nella classifica generale e il primo nella categoria delle squadre universitarie.

Università di Trento ancora una volta protagonista di Google Hash Code, la competizione internazionale di programmazione a squadre che mette a confronto talenti informatici del globo, abbattendo almeno per qualche ora distanze e barriere. La sfida, infatti, vede alla prova studenti, studentesse, esperti ed esperte in collegamento con il loro computer da ogni angolo della terra. La maratona è organizzata da Google che pone un problema ingegneristico reale da risolvere. Quest’anno consisteva nell’ottimizzare la sincronizzazione dei semafori su mappe stradali di città di grandi dimensioni quali Lisbona.

 

I/le partecipanti, da parte loro, scelgono la propria squadra e il linguaggio di programmazione. L’obiettivo di fondo è promuovere le competenze informatiche e individuare giovani talenti del settore.

La gara si è disputata ieri, dalle 18.30 alle 22.30 (ora italiana). UniTrento è scesa in campo con 46 squadre per un totale di 165 studenti e studentesse (23 in più dell’anno scorso) e ha ottenuto nuovamente il secondo posto al mondo nella classifica generale e il primo nella categoria delle squadre universitarie.
Il risultato è stato comunicato ieri sera da Google al termine delle quattro ore di prova.

Per il quinto anno consecutivo il Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università di Trento ha organizzato un Hub per il Round di qualificazione online di Hash Code 2021.
Alberto Montresor, il coordinatore dell’iniziativa per UniTrento, commenta: «Nonostante i problemi legati alla pandemia, il numero dei partecipanti ha addirittura superato quello dello scorso anno. Questo la dice lunga sulla voglia dei nostri studenti di tornare a vivere l’università al di là delle lezioni online. Oltre ad essere contento della partecipazione, sono entusiasta del risultato: i nostri studenti sono stati eccezionali».

A causa di Covid-19 il concorso ha preso il via con le qualifiche online, in cui ciascuna squadra ha potuto competere dai cosiddetti “hub”, organizzati da università, industrie e associazioni. Il numero di squadre nel mondo è molto calato (erano 25mila l’anno scorso, 9mila quest’anno), ma quelle presenti erano molto motivate: ben l’80% di loro ha concluso con successo. Di queste, 276 erano squadre italiane e ben 43 dell’Università di Trento. Alla competizione erano presenti anche altre università italiane (Padova, Bergamo, Bolzano, Venezia, Salerno) ma con meno di una decina di squadre ciascuna. Le migliori squadre sono ora invitate a partecipare alle finali mondiali virtuali delle Google’s Coding Competitions.

 

Provincia autonoma di Trento e Fondazione Comunità Solidale, in collaborazione con i soggetti appartenenti al Tavolo Inclusione e grazie alla disponibilità della Diocesi di Trento, hanno incrementato ulteriormente i posti letto per persone senza dimora prive di una sistemazione notturna, inserite nelle liste di attesa per l'assegnazione del posto letto nelle strutture di accoglienza attive.

 

Si tratta della sede della Chiesa di di San Massimiliano Kolbe, in località Centochiavi a Trento, dove si stanno allestendo una quarantina di posti letto che saranno assegnati tramite lo sportello dedicato. L'assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana, nel ringraziare la Diocesi per lo spazio di accoglienza, ha voluto sottolineare l'importanza della collaborazione di tutti nel garantire risposte di solidarietà alle persone presenti sul nostro territorio: "Nella fase di emergenza sanitaria che stiamo vivendo, gli interventi realizzati permettono di fornire risposte a persone che a causa della loro condizione di vulnerabilità vivono una condizione di emergenza nell'emergenza".

 

 

Le condizioni atmosferiche invernali, l'emergenza in corso e la consistenza delle liste di attesa, hanno portato a considerare l'opportunità di allestire un ulteriore contesto di accoglienza notturna, al fine di assicurare la più ampia copertura possibile alle richieste. 

 

Grazie alla collaborazione di tutti i soggetti, nonostante le limitazioni determinate dalle misure di distanziamento previste dall'emergenza sanitaria, il sistema di accoglienza invernale per persone senza dimora dell'attuale stagione può contare su un livello di offerta superiore agli anni precedenti, a cui si aggiunge in via straordinaria probabilmente già da stasera, 29 gennaio, anche la sede della Chiesa in località Centochiavi. 

 

La gestione dello spazio vede il coinvolgimento a titolo di volontariato degli enti e dei gruppi disponibili, coordinati dalla dalla Caritas diocesana attraverso Fondazione Comunità Solidale e dal Servizio politiche sociali della Provincia autonoma di Trento.

 

 

«Vogliamo lavorare». È questo, in estrema sintesi, il messaggio che ristoranti e baristi trentini hanno lanciato oggi al governo italiano, attraverso il Commissario del Governo Sandro Lombardi, al quale hanno consegnato simbolicamente i propri grembiuli. Un messaggio lanciato a gran voce e con fermezza, grazie alla massiccia adesione alla manifestazione indetta da Confcommercio Trentino e Confesercenti del Trentino: il corteo, composto da 300 automobili, è partito da piazzale Zuffo poco prima delle 9 ed ha raggiunto il palazzo del Commissariato del Governo attorno alle 10.30. Sulle vetture dei partecipanti sono stati sistemati i grembiuli e manifesti con lo slogan della manifestazione: #basta! Basta con le restrizioni, basta con le chiusure, basta con i divieti: è ora di tornare a pensare, oltre alla salute, anche all’economia.

 

Le prime automobili sono arrivate al piazzale Zuffo attorno alle 7:30. Sotto lo sguardo degli agenti della Polizia Municipale di Trento (che hanno scortato con discrezione e professionalità l’intero corteo), ristoratori e pubblici esercenti aderenti a Confcommercio Trentino e Confesercenti del Trentino hanno aderito in massa alla manifestazione “Grembiuli bianchi”, organizzata per esprimere lo stato di fortissimo disagio nel quale si trovano le categorie di bar e ristoranti.

Alla partenza erano presenti, oltre ai presidenti delle Associazioni promotrici, ovvero Marco Fontanari per l’Associazione ristoratori del Trentino (Confcommercio Trentino), Fabia Roman per l’Associazione pubblici esercizi del Trentino (Confcommercio Trentino) e Massimiliano Peterlana (Fiepet Trentino), c’erano anche il presidente di Confesercenti del Trentino Renato Villotti e di Confcommercio Trentino Giovanni Bort con i vicepresidenti Mauro Bonvicin e Massimo Piffer, ed i direttori Aldi Cekrezi e Giovanni Profumo.
Poco prima delle 9 le vetture hanno lasciato il parcheggio per dirigersi lentamente, in due distinti cortei, verso il palazzo del Commissariato del Governo in via Piave. L’impatto sulla viabilità cittadina è stato significativo, benché limitato nel tempo per espressa volontà degli stessi organizzatori che hanno voluto mantenere un equilibrio tra la necessità di farsi sentire e il desiderio di contenere i disagi per i cittadini.

Il corteo è giunto a destinazione intorno alle 10.30: davanti al palazzo del Commissariato ciascun partecipante ha deposto il proprio grembiule: tutti sono stati poi raccolti e consegnati idealmente al Commissario del Governo Sandro Lombardi, sceso ad incontrare gli organizzatori della manifestazione.

«Appena risalirò nel mio ufficio – ha detto il Commissario – invierò subito ai Ministeri competenti il documento con le vostre richieste, accompagnato da una mia relazione.

Comprendo le ragioni della vostra protesta visto che la vostra categoria è stata fortemente penalizzata. Vi chiedo di stringere i denti poiché questo è il momento della compattezza e dell’unità»

Al Commissario Lombardi è stato consegnato un documento con le istanze degli imprenditori, i cui punti salienti sono riportati in calce a questo comunicato. Su tutte le richieste, la più importante è quella di ottenere quanto prima di aprire anche alla sera. L’alternativa sono esclusivamente i ristori, ma questa volta adeguati alle perdite che hanno interessato le imprese.
Alle 12 una rappresentanza dei manifestanti è stata ricevuta dall’Assessore provinciale Roberto Failoni (nelle veci del presidente Maurizio Fugatti impegnato in videoconferenza col Governo) che ha assicurato la vicinanza dell’ente alle ragioni degli esercenti e il massimo impegno possibile per sostenere le imprese in questo momento estremamente delicato.

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«Abbiamo dimostrato – hanno dichiarato i presidenti delle Associazioni dei pubblici esercizi e dei Ristoratori aderenti a Confcommercio Trentino, Fabia Roman e Marco Fontanari – con rispetto e senso di responsabilità, che per la nostra categoria la misura è ormai colma. Le centinaia di colleghi presenti stamattina chiedono di poter tornare a lavorare subito, senza “se” e senza “ma”. In sicurezza, con una strategia attenta, ma in tempi brevi e certi. Altrimenti l’unica soluzione sono i ristori, ma non quelli insufficienti previsti finora e che nemmeno tutte le imprese hanno ancora ricevuto. Ad oggi dopo tante promesse non c’è ancora nulla: per noi diventa davvero difficile andare avanti e parliamo a nome di oltre 3.500 imprese per un indotto che riguarda almeno 15 mila lavoratori. Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare: oggi chiediamo che ci venga riconosciuto il sacrosanto diritto costituzionale di lavorare, e di essere maggiormente rispettati».

«È stata una manifestazione senza precedenti che per la prima volta ha visto compatta e unita una categoria di un settore difficile che raccoglie anche tante anime diverse – ha detto Massimiliano Peterlana, presidente di Fiepet Confesercenti del Trentino – Siamo soddisfatti che il Commissario del Governo e i rappresentanti della Provincia abbiano raccolto il nostro grido d’allarme ma abbiamo bisogno di fatti concreti. In questi mesi abbiamo visto ristoratori che hanno lavorato a regime ridotto; bar e pub notturni che hanno chiuso del tutto. Quello che chiediamo sono certezze. Certezze di lavoro, certezze nei ristori. Abbiamo bisogno di aiuto ma subito, ci sono mutui e conti da pagare. I nostri collaboratori in molti casi non hanno ancora ricevuto la cassa integrazione o l’hanno ricevuta con importi molto bassi. Siamo una categoria allo stremo. Anche oggi abbiamo ricevuto la solidarietà della gente che ci ha visto passare, delle Istituzioni, ma abbiamo bisogno di interventi concreti e immediati».

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Le richieste degli esercenti in cinque punti

Ristori: non si disconosce quanto fatto finora dal Governo e dalla Provincia ma l’entità dei ristori e dei provvedimenti è insufficiente rispetto alle perdite subite dalla categoria. Va previsto uno stanziamento che garantisca almeno un ristoro pari al 30/40% delle perdite del periodo marzo-gennaio 2021.

Riduzione dei costi operativi:

Canoni di locazione: oggi molti imprenditori del settore non sono in grado di sostenere i costi degli affitti, che sono balzati mediamente dal 10% al 30% come incidenza sul fatturato. Bisogna intervenire con misure ad hoc per poterli ridefinire in maniera strutturale. Si rende necessario per almeno tutto il 2021 un blocco agli sfratti in questo settore, al fine di contenere la fuoriuscita di operatori per l’impossibilità di onorare i contratti di locazione o di affitto di ramo di azienda. È opportuno anche prevedere agevolazioni per i proprietari degli immobili, come la cedolare secca.

Cancellazione, differimenti oneri fiscali: va prevista una dilazione ad almeno 10 anni delle scadenze fiscali indifferibili ed una cancellazione per le imposte come Imis – TARI – TOSAP direttamente collegate alla gestione delle attività.

Decontribuzione oneri sociali: prolungare la cassa Integrazione. Licenziare è un gesto estremo, doloroso, ma non si può chiedere alle imprese in questo momento di farsi carico di ulteriori costi sociali. Va incentivato un “patto occupazionale” per favorire il mantenimento delle competenze all’interno del settore limitando l’espulsione delle lavoratrici e dei lavoratori grazie a un taglio del costo degli oneri sociali per i lavoratori della ristorazione. Sì agli incentivi per le nuove assunzioni ma si premi soprattutto chi riesce a mantenere l’occupazione.

Generazione liquidità, patto con i sistemi bancari: serve un patto con il sistema bancario per la liquidità delle imprese, subito. Va spalmato il debito contratto nel 2020 in un arco temporale lungo, di almeno 10/15 anni con un preammortamento di almeno 24 o 36 mesi, che permetta alle imprese di ottenere quelle liquidità per rialzarsi e ripagare il debito in un periodo sostenibile. Vanno inoltre previste ulteriori moratorie anche nel corso del 2021.

Rimodulazione Iva: in diversi Paesi del continente europeo si è provveduto a ridurre l’Iva sulla ristorazione al fine di sostenere la domanda.

Riordino del settore: è indubbio che da questa crisi vada tratto qualche insegnamento per far sì che quanto sta accadendo non sia invano e si possano predisporre degli accorgimenti per evitare che un momento del genere possa ripetersi. Per questo è fondamentale rivedere i criteri di accesso al settore della ristorazione: il periodo di crisi che stiamo vivendo sta evidenziando la fragilità del sistema dovuta anche alle liberalizzazioni del 2006. Questo settore è stato troppo spesso serbatoio di improvvisazione imprenditoriale e una reale mancanza di requisiti professionali all’ingresso ha generato un eccesso di offerta che poggia su radici fragili, dove la qualità è stata sacrificata in nome dei prezzi. Va rivisto l’impianto normativo che regola il settore, al fine di identificare dei parametri di ingresso al mercato più stringenti e qualificanti ed eviti l’infiltrazione di sistemi malavitosi.

 

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