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Thu, May

 

Viadotto di Montevideo: da lunedì viene ripristinata la normale viabilità.

 

 

Dalle ore 6.00 di lunedì 13 settembre verrà ripristinata la normale viabilità della SS 45 bis della Gardesana Occidentale nel tratto Cadine – Trento.

 

Per consentire il ripristino della segnaletica verticale e orizzontale, l’intero viadotto Montevideo e la carreggiata in direzione Trento, a partire dallo svincolo di Cadine, verranno chiusi al traffico dalle ore 21.00 di domenica 12 settembre alle ore 6.00 di lunedì 13 settembre. Il traffico verrà deviato sulle strade comunali (Via Brescia) e provinciali (SP 85 del Monte Bondone), con divieto di transito ai veicoli di lunghezza superiore a 10 m in entrambe le direzioni, ad eccezione degli autobus di linea.

 

 

Date e orari di chiusura delle strade per gli Europei di Ciclismo a Trento. Gli orari di chiusura e le strade interessate variano in relazione allo svolgimento delle diverse gare e può essere riassunto come segue:

 

venerdì 10 settembre

dalle 8.30 alle 12 e dalle 13.30 alle 18.45: corso del Lavoro e della Scienza, via Sanseverino, via Verdi, via Rosmini, via Prepositura, via Roma, via Manci, via S. Marco, vai Clesio, via dei Ventuno, via Venezia, via Mesiano, via Dallafior, via Castel di Pietrapiana, via Tambosi, via Asiago, via Vicenza, via Bezzecca, via Milano, corso III Novembre, via Perini, via Giusti, via Monte Baldo.

 

sabato 11 settembre
dalle 8.30 alle 12 e dalle 13.30 alle 17.15: corso del Lavoro e della Scienza, via Sanseverino, via Verdi, via Rosmini, via Prepositura, via Roma, via Manci, via S. Marco, vai Clesio, via dei Ventuno, via Venezia, via Mesiano, via Dallafior, via Castel di Pietrapiana, via Tambosi, via Asiago, via Vicenza, via Bezzecca, via Milano, corso III Novembre, via Perini, via Giusti, via Monte Baldo.

 

domenica 12 settembre
dalle 11.30 alle 14.30:
(percorso esterno)
chiusura per il tempo necessario dal luogo di partenza, lungo tutto il percorso in Valle dei Laghi e fino al rientro nella città di Trento, le seguenti strade saranno oggetto di chiusura al traffico, nella fascia oraria indicata, solamente per il tempo necessario al passaggio della gara: corso del Lavoro e della Scienza, via R. da Sanseverino, Ponte S. Lorenzo, SP85 via Brescia, SS45bis Bus de Vela, SP18dir via Roma (Terlago), centro paese Terlago, SP18dir.Lon via per Vezzano, SP18dir.Lon Ciago, SP18dir.Lon Lon, SS45bis Vezzano, SS45bis Padergnone, SS45bis Lago di Toblino, SS45bis Sarche, SP214 via Longa, SP214 via Prati, SP214 Pergolese, SP214 via Guà, SP214 Lago di Cavedine, SP84 Drena, SP84 via Sant’Uldarico, SP84 Cavedine, SP84 Calavino, SS45bis Vezzano, SS45bis Vigolo Baselga, Baselga del Bondone, SP85 Sopramonte, SP85 Candriai, SP85 Sardagna, SP85 via Brescia, Ponte S. Lorenzo, Via da Sanseverino.
dalle 13.45 alle 17.15:
(circuito cittadino)
corso del Lavoro e della Scienza, via Sanseverino, via Verdi, via Rosmini, via Prepositura, via Roma, via Manci, via S. Marco, vai Clesio, via dei Ventuno, via Venezia, via Mesiano, via Dallafior, via Castel di Pietrapiana, via Tambosi, via Asiago, via Vicenza, via Bezzecca, via Milano, corso III Novembre, via Perini, via Giusti, via Monte Baldo

 

È tutto pronto a Trento a meno di una settimana dall’inizio dei Campionati Europei di Ciclismo su Strada – Trentino 2021. Con 1.100 atleti iscritti, record per la rassegna continentale, di cui oltre 800 attesi protagonisti in gara, e 39 Nazioni coinvolte (ma Bosnia e Turchia potrebbero aggiungersi nelle prossime ore), gli Europei andranno a coronare una stagione ciclistica senza precedenti in Trentino, che solo pochi giorni fa ha vissuto un’ulteriore ribalta internazionale con il grande successo dei Mondiali MTB in Val di Sole. Le ultime novità sulla rassegna continentale in programma dall’8 al 12 settembre sono state svelate stamani nella conferenza stampa di presentazione in Sala Depero.

 

Conferenza Stampa Campionati europei di ciclismo su strada [ Foto Matteo Rensi Archivio Ufficio Stampa]

L’assessore allo sport e turismo della Provincia autonoma di Trento ha fatto gli onori di casa insieme all’amministratore delegato di Trentino Marketing, Maurizio Rossini. Secondo l’esponente della Giunta provinciale, i Campionati europei di ciclismo su strada rappresentano una grande opportunità per la città capoluogo e per l’intero territorio provinciale. Un appuntamento che arriva a conclusione di una stagione estiva da incorniciare, che dimostra quanto il Trentino sia apprezzato dagli amanti della bicicletta. "Il grande percorso effettuato dal Trentino nel mondo dei grandi eventi e delle due ruote ci ha dato non solo risultati importanti sui flussi turistici, ma ci ha permesso di far arrivare il più importante evento ciclistico mai realizzato sul nostro territorio. Quello di Trento si annuncia un Europeo dei record, sul fronte della partecipazione come su quello della visibilità", ha dichiarato l’Ad di Trentino Marketing Maurizio Rossini.

Fra gli altri, hanno preso parte alla conferenza stampa Agata Lang, membro della Commissione Strada dell’Unione Ciclistica Internazionale, il sindaco di Trento con l’assessore al turismo e l’assessore allo sport, il presidente dell’Apt Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi Franco Aldo Bertagnolli, il presidente del Comitato Trentino della Federazione ciclistica italiana Giovannina Collanega, il presidente di Trentino eventi sport Renato Villotti, il direttore organizzativo degli Europei Trentino 2021 Maurizio Evangelista, il vice questore vicario Luigi di Ruscio e il responsabile del Dipartimento protezione civile e fauna della Provincia autonoma di Trento Raffaele De Col.

La conferenza ha offerto l’occasione per svelare il parterre d’eccezione atteso al via dei Campionati europei, che conterà su grandi nomi come Tadej Pogačar, Peter Sagan, Remco Evenepoel, Filippo Ganna e Annemiek Van Vleuten, e presentare la copertura Tv da record che porterà le splendide immagini del Trentino nelle case dei telespettatori di tutta Europa. Con 71 Paesi collegati, i Campionati europei 2021 hanno già superato il record delle scorse edizioni, e puntano a battere il risultato dei 13 milioni di spettatori del 2020. Eurovisione garantirà la copertura totale di immagini di quasi 20 ore, con oltre 17 ore di diretta per la prova Team Relay, le cronometro élite uomini e donne, la prova in linea Under 23 uomini e le prove élite uomini e donne. Oltre ad Eurosport, che offrirà le immagini di Trentino 2021 con copertura pan-Europea e in alcuni Paesi extra europei, sono molte le emittenti del vecchio continente che hanno acquisito i diritti di trasmissione dell’evento, con ore di diretta e approfondimenti.

Il comitato organizzatore ha presentato anche il ricchissimo programma di eventi collaterali che accompagnerà i Campionati europei a partire dal 3 Settembre: spettacoli, dibattiti, mostre e intrattenimento per vivere l’atmosfera del grande ciclismo a 360°.

Si è aperta questo pomeriggio con un evento pubblico al teatro Sociale di Trento l’edizione 2021 del Festival dell’Economia di Trento. Un Festival della “ripartenza”, in cui si affronteranno tutte le problematiche più importanti presenti nell’agenda della post-pandemia: dalle prospettive che si aprono per le future generazioni, ai nuovi orientamenti sul versante fiscale. Un tema però svetta su tutti, ed è quello che dà il titolo alla XVI° edizione della kermesse: il ritorno dello Stato, determinato dalla necessità di fronteggiare il Covid sul piano sanitario, ma anche di sostenere coloro che sono stati colpiti più duramente dalla pandemia, in termini economici.
Sul palco del Sociale, Franco Ianeselli, sindaco di Trento, Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, Flavio Deflorian, rettore dell'Università degli Studi di Trento, Innocenzo Cipolletta, presidente di Assonime e AIFI (private equity), già presidente dell’Università di Trento, Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo, l’editore Giuseppe Laterza, Tito Boeri, direttore scientifico del Festival, professore di Economia presso l’Università Bocconi di Milano, e in veste di moderatrice la giornalista Maria Concetta Mattei.

 

 

Trento ha ritrovato lo spazio del Festival – ha esordito Ianeselli – e non era per niente scontato. Vedere la città che riparte, che rinasce, vedere anche la gioia degli operatori economici, è molto emozionante. In quanto al ritorno dello Stato, pensiamo già solo al fatto che oggi, grazie al piano nazionale per la ripresa, ci ritroviamo con nuove, grandi opere pubbliche in agenda, come la circonvallazione di Trento, opere alla cui realizzazione i privati daranno un contributo determinante”. Fra Stato e mercato, ha aggiunto il sindaco di Trento, c’è però anche un terzo attore, che il Trentino, in passato, ha tenuto a battesimo, e che non dobbiamo dimenticare: la cooperazione.

Un altro pilastro del “sistema-Trentino” è quello dell’università. Ne ha parlato il rettore, Deflorian sottolineando la volontà dell’istituzione di continuare a dare il suo contributo al Festival, un evento che ha sempre unito la presenza di relatori di altissimo profilo alla capacità di parlare a chiunque e di arrivare al cuore dei cittadini. “La pandemia – ha aggiunto – ha colpito ovviamente anche l’università. Studenti e corpo docenti, però, hanno reagito con molta compostezza. Contiamo di tornare entro l’anno prossimo a una didattica al 100 per cento in presenza, compatibilmente con le necessità poste dalla tutela della salute”.

La Provincia autonoma di Trento – ha osservato Mattei – in questa fase ha dovuto confrontarsi con uno Stato piuttosto invadente. “A maggior ragione – ha commentato Fugatti – in questo momento serve innanzitutto molta concretezza, quella che ad esempio ha dimostrato qualche giorno fa l’Euregio nella sua ultima riunione, rafforzando la collaborazione fra i territori che la compongono, Trentino, Alto Adige e Tirolo. Ci vuole però anche del coraggio: organizzare un Festival in presenza, seppure con qualche limitazione, con contingentamenti e regole da osservare, è stata una scelta coraggiosa. Questo fa bene al territorio, e al tempo stesso facilita le collaborazioni con altre realtà. Come Provincia autonoma, dobbiamo continuare a vigilare contro tentazioni centraliste e chiedere che le regioni vengano coinvolte nelle decisioni, anche se dobbiamo onestamente riconoscere un dato di fatto: non tutti i territori in questo momento hanno la stessa capacità di spesa”.

Lo Stato è intervenuto per sostenere economicamente chi è stato colpito dagli effetti della pandemia – ha ricordato Cipolletta – e qualcuno ha temuto che ciò portasse ad una progressiva ‘invasione’ da parte dell’autorità statuale di tutti gli ambiti nei quali negli anni precedenti, il privato era avanzato con decisione. Stiamo invece tornando ad un nuovo universalismo: abbiamo scoperto che sanità è importante per tutti, che la cassa integrazione è importante per tutti, insomma, che lo Stato deve fare di più, anche se sempre in maniera complementare al mercato, per tutelare i cittadini”. Riguardo alla riduzione delle diseguaglianze, Cipolletta ha detto che in genere non è un prodotto diretto della tassazione (uno dei temi caldi in agenda), ma di buoni servizi pubblici, in materie come la casa, l’istruzione, la sanità.

De Felice ha ricordato che nel mondo sono stati messi in gioco 16.000 miliardi di dollari per fronteggiare l’emergenza creata dal Coronavirus. Il ruolo dello Stato dell’utilizzare queste risorse è stato e resta determinante. In Europa “la pandemia ha rappresentato una svolta, con il programma Next Generation UE. L’Europa dice: dobbiamo procedere verso una transizione ecologica e una transizione digitale. Il mercato da solo sarebbe andato in quella direzione? Probabilmente no. L’Italia ora ha una grande responsabilità davanti a sé: deve dar prova di sapere affrontare le riforme e di utilizzare al meglio le risorse messe a disposizione dall’Europa”.

Dando la parola a Laterza, Mattei ha ricordato gli apprezzamenti espressi recentemente dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per i 120 anni dell’editore. “L’Italia in questa fase ha espresso un bisogno di approfondimento, di lettura. – ha sottolineato laterza a sua volta - E’ questo un bisogno che abbiamo constatato anche qui a Trento, fin dai primi momenti del Festival. Ora dobbiamo guardare al futuro. Le decisioni che prendiamo condizioneranno il futuro dei nostri figli. Di questo parleremo nei prossimi giorni. Nella convinzione, per citare Amartya Sen, che una buona democrazia si basa in primo luogo sulla qualità del dibattito pubblico”.

Ovviamente, il merito della qualità del dibattito che si articola all’interno del Festival va in primo luogo al suo responsabile scientifico. “Il Festival – ha chiosato Boeri – è un evento collettivo, il contributo arriva da tutti, dai premi Nobel ma in pari misura anche dal pubblico. Il Festival vuole essere anche un luogo per trasmettere al pubblico che cosa significa essere economisti. Dopo la crisi finanziaria 2008, come si ricorderà, noi economisti facemmo un’autocritica pubblica. Oggi però, vogliamo dare un contributo fattivo alla ripresa. Rimanendo a contatto con le persone”.

In chiusura Tito Boeri ha ricordato l’ambasciatore Attanasio, ucciso recentemente nella Repubblica democratica del Congo, un diplomatico che di formazione era un economista (un altro segnale di come l’economia sia tutt’altro che una disciplina “arida”) e ha sottolineato come in questo Festival non si assisterà ad una contrapposizione fra la sfera del pubblico e quella del privato. Pubblico e privato devono collaborare e allearsi; lo hanno fatto, del resto, anche per produrre i vaccini con cui stiamo uscendo dalle secche della pandemia.



L’Autonomia è buona amministrazione, responsabilità e va rafforzata assieme” : il messaggio del 5 settembre. In Sala Depero ieri il presidente della Provincia assieme ai rappresentanti delle istituzioni trentine e altoatesine

 

L’Autonomia è “responsabilità” e va rafforzata attraverso “un’alleanza” assieme agli altri territori, prima di tutto l’Alto Adige-Südtirol, nonché ai cittadini, alle forze sociali ed economiche. Perché lo speciale autogoverno del Trentino, nato dall’intuizione degasperiana e condiviso con la vicina Provincia di Bolzano, è “un’eredità da conservare e attualizzare” e vive di “relazioni, collaborazioni e intese” tra i vari livelli istituzionali.

Lo Stato centrale - con il quale i rapporti nei mesi più duri della pandemia sono stati difficili, ma nei cui confronti l’Autonomia ha “resistito” dimostrando la validità delle scelte e delle azioni svolte - e l’Europa, che ha mutato i paradigmi dimostrando una rinnovata e diversa sensibilità territori, come dimostra anche il progetto del Pnrr.

È questo il messaggio rivolto dalla massima carica dell’Amministrazione provinciale in occasione della Giornata dell’Autonomia. Presenti alla cerimonia ufficiale nel 75/esimo della firma degli accordi di Parigi tra de Gasperi e Gruber, assieme al presidente della Provincia autonoma di Trento, il suo omologo e governatore altoatesino, il presidente del consiglio provinciale, il presidente del consiglio delle autonomie, numerosi sindaci, autorità, rappresentanti della società civile, dell’università e del mondo dell’economia.

 

 

In una Sala Depero gremita per l’occasione, l’Amministrazione provinciale ha voluto sottolineare come la valorizzazione dell’Autonomia speciale del Trentino, d’intesa con l’Alto Adige-Südtirol e nella “casa comune” della Regione, sia un percorso in movimento.

Deve certamente proseguire l’azione per promuovere adeguatamente la cultura dell’autonomia e far crescere la consapevolezza dei cittadini, attraverso azioni nel mondo della scuola e dell’educazione alla cittadinanza.

Ricordando “il grande movimento di popolo” che fu l’Asar, l’Associazione studi autonomistici regionali, che nel dopoguerra portò una mobilitazione decisiva nei momenti in cui si definiva lo Statuto autonomistico e si ponevano le basi costituzionali della nostra Autonomia, la comunità trentina ha il dovere di “essere all’altezza” proprio di quella “vitale tensione per la partecipazione rivolta al bene comune”. Mantenendo vivi i principi connessi all’intuizione degasperiana: autogoverno come responsabilità, buona amministrazione, intese e relazioni con gli altri territori.

Con l’Alto Adige-Südtirol il confronto che abbraccia gli sviluppi all’impostazione dello Statuto negli ultimi 50 anni può certamente proseguire. Gli spazi condivisi e gli strumenti non mancano. La Regione, “spazio di azione comune e strategica”, Eusalp, il Gect Euregio che giunto ai 10 anni vede la riforma del suo assetto istituzionale. Ci saranno poi tre fondamentali tappe di elaborazione assieme agli altri territori e al ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini, a Vienna, Roma e infine Bruxelles, per evidenziare la dimensione reciproca e internazionale che riveste l’Autonomia speciale.

La Giornata dell’Autonomia, è stato infine sottolineato, è l’occasione per festeggiare la firma dell’accordo internazionale che ha posto solide basi per il futuro del Trentino.

Durante la cerimonia tra i vari interventi la lectio del docente universitario Fulvio Cortese dal titolo “Autonomia e buona amministrazione: l’attualità di un nesso imprescindibile”.

Da parte dell’Amministrazione provinciale il ringraziamento al prefetto Sandro Lombardi, già commissario del governo per il Trentino, a cui è stato conferito il riconoscimento dell’Aquila di San Venceslao. Per “la sensibilità e particolare professionale” dimostrata nel suo incarico e per aver valorizzato “il principio della leale collaborazione che è il cuore del rapporto tra istituzioni a vari livelli”.

A seguito delle lettere aperte al Rettore e ai docenti dell'Università di Trento da parte del Gruppo degli studenti contro il Green pass, arriva la risposta del Rettore Flavio Deflorian.

 

 

Cari studenti, care studentesse,

ho ricevuto e letto con attenzione la vostra lettera contro il greenpass. Vi anticipo che avrei piacere, in futuro, ricevere delle lettere firmate, anche semplicemente in rappresentanza del vostro gruppo. La lettera che avete inviato è tecnicamente una lettera anonima.

Detto questo vorrei esporvi il mio punto di vista. Sulla legittimità delle misure prese, rispetto al diritto europeo e nazionale, non posso esprimermi, non avendo competenze specifiche. So che sono state sollevate obiezioni, anche davanti agli organi che possono vagliare la legittimità delle norme di legge, e rimango in attesa di eventuali pronunce avverse. Per ora (vedi recenti sentenze del TAR del Lazio e della Corte di Strasburgo) le pronunce hanno rigettato i rilievi.

 

Anche riguardo all’efficacia dei vaccini, ai loro rischi e controindicazioni, resto alle prese di posizione della comunità scientifica che sono largamente favorevoli, pur essendoci, come è normale e giusto che sia, opinioni dissenzienti.

 

La larga maggioranza della comunità universitaria, sia studentesca che dei lavoratori, si è espressa favorevolmente alla misura dell’obbligatorietà del greenpass come misura che aumenta la sicurezza e favorisce le attività in presenza, anche se questo, naturalmente, non toglie il diritto al dissenso e alla legittimità di opinioni diverse. Per quel poco che conta, non nascondo la mia opinione personale favorevole alla vaccinazione di tutti coloro non abbiano controindicazioni di tipo medico. E’ quanto più volte auspicato anche dal nostro presidente Mattarella.

 

Come rettore non posso non tenere conto di quanto la legge stabilisce, ma tengo anche a precisare che non intendo nel modo più assoluto discriminare nessuno, né considerare studenti di serie A e di serie B. Considero da respingere nel modo più netto atteggiamenti discriminatori o derisori delle opinioni minoritarie. Tutti gli studenti e le studentesse sono egualmente importanti per me, e ne rispetto le opinioni. Ci faremo carico, con le differenziazioni che la legge prescrive, di accompagnare negli studi tutti gli studenti, indipendentemente se presenti in aula o meno.

 

Confermando la disponibilità a tenere aperto il dialogo, vi saluto cordialmente.

 

*
Flavio Deflorian

 

Nell’ambito dell’intensificazione del piano coordinato di controllo del territorio disposto dal Questore di Trento, per la prevenzione e repressione di fenomeni delittuosi nelle immediate vicinanze di istituti scolastici, “gli Orsi” della Squadra Mobile, la sezione contrasto al crimine diffuso impegnata quotidianamente contro furti, rapine, spaccio di droga e violenze commessi in flagranza, in collaborazione le Volanti, hanno arrestato un cinquantacinquenne italiano, residente a Trento, perché trovato in possesso di circa 350 file, tra immagini e video, di carattere pedopornografico.

 

Gli investigatori della Squadra Mobile sono risaliti all’uomo grazie ad alcune segnalazioni pervenute da genitori, per lo più madri, residenti nella zona di Ravina. In particolare, gli agenti della Questura di Trento hanno raccolto alcuni racconti che hanno messo in evidenza come l’uomo fosse stato visto nei giorni precedenti l’arresto, aggirarsi nei pressi di un comprensorio in cui insiste una scuola materna e primaria, mostrando molto interesse per alcuni piccoli in compagnia dei rispettivi genitori.

 

A questo punto, gli agenti della sezione contrasto al crimine diffuso della Squadra Mobile hanno avviato immediatamente le indagini finalizzate a risalire all’identità dell’uomo, descritto minuziosamente e pertanto identificato grazie  al fatto di essere stato già arrestato, in passato per episodi di violenza sessuale nei confronti di minori in altre città, e denunciato a Trento per possesso di materiale pedopornografico.

 

Per alcuni giorni, gli investigatori della Squadra Mobile hanno monitorato il comprensorio scolastico, confondendosi tra i genitori in attesa dei figli all’uscita da scuola, attendendo se l’uomo si facesse vivo.

 

Nella giornata di ieri, una volta intravisto  il cinquantacinquenne giungere nei pressi delle scuole, “gli Orsi”  hanno  aspettato il momento in cui l’uomo non si trovasse nelle vicinanze di bambini, per non spaventarli, e hanno fermato e controllato il soggetto in questione, scoprendo che deteneva innumerevoli foto e video a contenuto pedopornografico nello smartphone.

 

L’uomo è stato subito arrestato dagli agenti della Squadra Mobile che in questo modo hanno evitato che il pregiudicato potesse avvicinarsi ulteriormente ai frequentatori di asili e scuole elementari. Fondamentale per il tempestivo intervento sono state, ancora una volta, le segnalazioni provenienti dai cittadini, che hanno permesso di concentrare le indagini su un fatto che aveva giustamente destato così ampia preoccupazione.

 

 

*

Dichirazione ufficiale del Questore sull’arresto del pedofilo: “L’arresto di ieri del cinquantacinquenne per detenzione di un ingente quantitativo di materiale pedopornografico, dimostra come il modello di sicurezza partecipata, ovvero la condivisione, in tempo reale, d’ informazioni, immediate quanto informali, tra cittadini e Polizia di Stato, sia vincente nei confronti di qualunque forma di criminalità.

Abbiamo voluto dare un impulso fortemente operativo a questa impostazione, per fare in modo d’ innalzare il livello di sicurezza urbana. Prediligendo interventi repressivi rapidi ed orientati a fatti reato segnalati dagli stessi cittadini di Trento.

In questo senso deve intendersi l’attività quotidiana della sezione criminalità diffusa della Squadra Mobile, cosiddetti “Orsi”.

 

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