TIONE. La mostra fotografica “Quotidiani Paralleli” è promossa all'interno del Progetto di sensibilizzazione sul tema delle demenze e finanziato dalla Provincia Autunoma di Trento, con la collaborazione della Comunità delle Giudicarie e delle APSP del territorio giudicariese.
Una panoramica di immagini di grande formato – tutte in bianco-nero – che permettono ai visitatori di scoprire nei volti fotografati momenti di tensione, sconforto, apprensione negli individui che soffrono di questa importante patologia.

È possibile anche vedere alcuni esempi di “caregiver” (sono coloro che si prendono cura di familiari e congiunti anziani, malati o disabili. Li aiutano nelle incombenze quotidiane e nelle sfide - piccole e grandi - che ogni giorno la vita propone. Sono stati definiti anche “una rete invisibile e silenziosa di assistenza”.)
Nello specifico si cerca di esprimere come nei gesti, nello scambio degli sguardi, nelle azioni di contatto fisico, si crea uno scambio comunicativo denso di significati, che vanno oltre parole, tra la persona e chi la assiste.
La rassegna fotografica è visitabile, nelle ore d’ufficio, al piano terra dell’ingresso della Comunità delle Giudicarie in via p. Gnesotti a Tione di Trento.
Il titolo di questa mostra “Quotidiani Paralleli” è abbastanza eloquente e quasi enigmatico, ma ci viene in aiuto l’esperta di arte fotografica Giovanna Calvenzi che, nella nota critica esposta evidenzia con maestria e peculiarità questo “Percorso visivo nell’esistenza quotidiana delle persone affette da Alzheimer” che è sviluppato con competenza e capacità non solo tecnica dal bravissimo Luca Chistè.
Ecco cosa scrive nell’introduzione Giovanna Calvenzi, un assaggio di quanto si potrà osservare ‘guardando’ le fotografie: “I volti sono sereni, gli sguardi limpidi. I segni del tempo non sono enfatizzati ma accettati soltanto. I luoghi sono tanti e diversi: appartamenti borghesi, camere da letto, soggiorni, ambienti collettivi. Le situazioni sono quotidiane, non accade nulla di speciale. La vita scorre, senza enfasi, senza dolore apparente. Il viaggio per immagini che Luca Chistè ha realizzato nel mondo dell'Alzheimer si sposta di situazione in situazione, di volto in volto, di gesto in gesto, non interpreta, non giudica, registra.”
E ancora: “Luca Chistè usa un linguaggio non intrusivo, gentile e partecipe, evita la narrazione del la "malattia" e preferisce invece indagare la diversa normalità che la malattia impone. suoi mondi "quotidiani paralleli sono abitati dall'impegno, dalle emozioni e dai senti menti di chi giorno dopo giorno si batte per garantire continuità di una qualità di vita accettabile ai propri cari o alle persone che vengono loro affidate.
Le fotografie di Chistè raccontano il tentativo di tenere viva la memoria, l'importanza dei ricordi, gesti quotidiani di affetto, il dialogo e l'interazione costanti tra chi si sta allontanando e chi invece opera per garantire loro un legame con la realtà. Utilizza un bianco e nero classico, che evita virtuosismi e che insiste invece nella narrazione diretta, secondo la grammatica del fotogiornalismo che vuole prima di tutto informare. Il suo racconto assolve quindi quello che è uno dei compiti primari della fotografia, ma non solo.”
La mostra - aperta a giugno - rimarrà visitabile fino alla fine di agosto, dopodiché verrà riproposta anche in altre location: a settembre (mese dedicato all’Alzheimer) sarà allestita nella Biblioteca di Tione, quindi a novembre nella Biblioteca di Ponte Arche.
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Chi è Luca Chistè?
Le ‘opere fotografiche’ – di grande formato - sono del fotografo professionista Luca Chistè nato nel 1960 a Trento, dove risiede e lavora. Sociologo, fotografo e libero professionista, ha pubblicato una tesi sulla storia delle tradizioni popolari, con la quale ha analizzato l’impiego della fotografia come prospettiva di ricerca autonoma nell’ambito delle scienze sociali e dell’antropologia culturale. Si occupa di fotografia dal 1980 ed ha esposto in numerose rassegne personali e collettive, sia in Italia sia all’estero, presso importanti istituzioni museali (tra le altre, l’Istituto culturale Ladino “Micurà De Rü” di San Vigilio in Marebbe (BZ), il Centro Internazionale di fotografia di Verona Scavi Scaligeri, il Museo Diocesano di Trento, il Museo Storico di Trento, il MAG – Museo Alto Garda).
Ha conseguito un master in formazione presso l’Università Cattolica di Piacenza con il massimo dei voti e la lode.
Da anni svolge attività di formazione con le associazioni e le realtà culturali del territorio, sul linguaggio fotografico, le tecniche di ripresa, la post-produzione e la stampa di immagini analogiche e digitali secondo le prospettive metodologiche della fine-art photography.