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Mon, May



STORO. Lo scorso 9 giugno si è svolta l’assemblea annuale della Famiglia Cooperativa Valle del Chiese convocata finalmente in presenza a StoroE20 alle ore 20.

I soci presenti erano 170, un buon segnale di ripartenza tenuto conto di questo periodo dove ancora si convive con la pandemia anche se fortunatamente la situazione sembra adesso sotto controllo.

Nel suo intervento di apertura la presidente Raffaela Marini ha richiamato i valori e lo spirito cooperativo partendo dall’articolo 3 dello statuto per poi relazionare sugli investimenti fatti nei punti vendita, sui collaboratori, sui vantaggi per i soci nonché circa le prospettive per il 2022, anno ancora impegnativo per la situazione di guerra in Europa e tensione sulle materie prime.

Il direttore ha quindi illustrato il bilancio ed i soci lo hanno approvato così come la proposta di riparto dell’utile di 170.225 euro.







I soci hanno potuto poi ascoltare un interessante intervento del dr. Luca Picciarelli direttore del Consorzio Sait che ha spiegato i vantaggi di convenienza e qualità dei prodotti a marchio Coop.

E’ stata anche presentata con un breve video la nuova carta in cooperazione già disponibile come App sul cellulare mentre nella forma cartacea sarà distribuita gradualmente ai soci nel prossimo anno.

Nel momento dedicato agli interventi dei soci sono state presentate osservazioni e proposte relative ai piccoli negozi che rappresentano un grande valore sociale per le comunità servite.

Espletate la varie formalità si è proceduto al rinnovo delle cariche che a sua volta hanno poi riconfermato i consiglieri in scadenza: Alfredo Jacomella di Storo, Katia Rossi di Valdaone e Gabriella Zanetti di Ponte Caffaro e l’intero Collegio Sindacale, Giorgio Cimarolli Presidente, Monia Bonenti e Fabio Zorzi Sindaci effettivi, Mauro Cominotti e Cristian Sartori sindaci supplenti.

 

 

STORO. Nel fondovalle del Chiese capita che l’elicottero di Trentino Emergenza sia in zona di frequente, il più delle volte al fine di soccorrere e trasportare feriti, in alcune circostanze anche allo scopo di far fronte a malori. Altrettante volte, sempre per gli stessi motivi, il velivolo è richiesto in zone da mont dove l’atterraggio si presenta piuttosto problematico.

 

 

Ebbene, di fronte a queste evenienze, il consigliere delegato alla Protezione civile del comune di Storo Francesco Romele ha fatto sì che vengano individuate e catalogate delle apposite piazzole dove il velivolo abbia modo e possibilità di atterrare.

Zone che saranno non solo ripulite e disboscate, ma anche contrassegnate da apposita segnaletica e a sua volta catalogate e rese individuabili presso la stessa sala operativa del Nucleo Elicotteri. La ricognizione – sempre parole di Romele - è avvenuta giovedì 9 giugno con al seguito il delegato dei vigili del fuoco Marco Tempali e per l’ufficio tecnico comunale la geometra Silvia Jacomelli. Ha interessato le località da mont Faserno, Tanoce e Vacil, Tonolo, Lorina, Nader, Piola e l’abitato di Riccomassimo”.

 

Sono stati i “Singagn da Dars” a vincere il Gran Carnevale estivo di Storo. Una versione alternativa, quella dello scorso sabato 4 giugno, per tornare a festeggiare il tradizionale evento in Valle del Chiese.

 

STORO. Niente carri a Storo, ma gruppi mascherati: erano otto a ballare e recitare ma a vincere è stato quello di Darzo, per la primissima volta al carnevale come comunità unita. A rendere possibile il tutto, sicuramente la Pro Loco di paese e lo spirito dei partecipanti.

Quasi un centinaio di zingari darzesi – e di tutte le età!! - sono andati a piedi dai co' quadri storesi trainando un vecchio carretto lungo il tragitto. La chiave vincente? Un'antica leggenda e storiche rivalità, ma soprattutto tanta tanta ironia!

 

 

 

 

La storia è ironica – racconta ridendo uno spettatore del posto – e si rifà a una leggenda del Medioevo sulla rivalità tra i due paesi. Narra di quelle teste quadrate di Storo che sarebbero andate con un cannone in legno sopra San Lorenzo. L'obiettivo era quello di sparare al campanile di Darzo, dove, come zingari, abitavano i darzesi, gente proveniente da tutto il circondario.”

 

Tradizione vuole che prima di lanciare il colpo, il cannone sia esploso a discapito degli stessi storesi. “Che sa a Dars!” - è il ritornello che si usa dire oggi tra le due frazioni: si riferisce ironicamente a quei pochi di Storo sopravvissuti all'esplosione che, vedendo il disastro capitato loro, si sarebbero chiesti cosa potesse esser successo a Darzo.

 

Nella scenetta di sabato è stato quindi aggiunto il racconto di un secondo tentativo da parte di Storo, convinti e persistenti, che è fallito rovinosamente.

I due capivillaggio, Darsus e Settaurus, si sono infine incontrati per trovare una conciliazione. Ma perché il cannone non ha funzionato? Dai resti a terra la risposta: quei co' quadri di Storo hanno ben pensato di usare una palla quadrata anziché tonda!”

 

 

 

 

STORO. Si preannunciano sette gruppi mascherati e grande festa con artisti e promoter locali: stiamo parlando del Carnevale di Storo che, dopo due anni sabatici dovuti alla pandemia, torna questo sabato 4 giugno con un’impronta estiva del tutto insolita rispetto alle altre edizioni. La kermesse, che non comprende la presenza di carri, sarà concentrata alle Piane a Storo.

 

 

Un evento, quello della 53° edizione, forzatamente riveduto e concentrato su sole maschere e scenette, inizierà di pomeriggio per protrarsi fino a notte fonda. Sino alle 21 porte girevoli aperte a tutti. Dopo quell'ora si dovranno scucire 10 euro e aver superato la soglia dei 16 anni per rimanere” dice il presidente della fondazione Pro Loco e Mati Quadrati Luca Comai. Sul podio il Palacatta, poi dalle 22.30 a fare attrazione sarà il Carnival Party.

Claudia Ferretti, che in comune ha delega su sport e turismo, avverte: “ A nome dell’Amministrazione comunale auspichiamo tanta partecipazione, nel contempo ringraziamo Pro loco e associazione Mati Quadrati per essere riusciti in questo periodo di pandemia ad organizzare l’inedito Carnevale estivo. A questa rimpatriata mascherata si sono aggregate anche le due Pro loco di Darzo e Lodrone che ringraziamo. Si tratta di un segnale forte verso la comunità e che di fatto ci aiuta a ripartire dopo che negli ultimi due anni abbiamo dovuto forzatamente rinunciare a molti eventi”.

Siamo grati a tutti coloro, e sono tanti, che con ruoli e compiti diversi si sono impegnati e hanno escogitato questa soluzione alternativa: era il solo modo per tenere ancorati quanti sono legati da anni al Gran Carnevale, patrimonio storico e ineguagliabile, che a seguito pandemia rischiava di finire nel solo album dei ricordi”.

 

 

 

 

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