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Mon, May

 

CASTEL CONDINO. Le condizioni meteo non erano delle migliori e non hanno consentito il normale svolgersi della celebrazione della quarta d'agosto. Domenica pomeriggio la tradizionale ricorrenza religiosa, messa e successiva benedizione alla chiesetta dei Morti, si è svolta in parrocchiale. A celebrare c'era il vescovo Lauro Tisi, affiancato dal reverendo arciprete don Vincenzo Lupoli; quest'ultimo era stato in mattinata a Creto per la festa di San Felicissimo.

A fare gli onori di casa a Castel Condino il sindaco Stefano Bagozzi, che ha voluto ricordare: “Essere qui oggi è una tradizione, nata nel 1836 a ricordo della terribile peste del 1630. La chiesetta dei Morti ne è un luogo di ricordo e devozione.”

Il vescovo Lauro ha ringraziato la comunità per la numerosa presenza, in particolare le associazioni: banda, vigili del fuoco, associazione dei fanti e organista Giorgio Bagozzi. Il presule ha inoltre promesso di tornare l'anno prossimo alla chiesetta dei morti in occasione della quarta di agosto.

Anche l'arciprete don Vincenzo ha ringraziato la comunità ed in particolare il suo sagrestano, elemosiniere Rino Beniamino Bagozzi. Grande inoltre l'apprezzamento per l'entusiasmo della corale e del suo referente Fiorino Bagozzi, tra l'altro anche ministro della comunione.

 

 

 

 

 

 

CONDINO. Solo attraverso l'impiego di “ pompe sommerse “ è stato possibile far fronte e arginare l'ondata d'acqua che, dalla zona a monte del Parco alle Toppe, scendeva verso Pagne e Piazza San Rocco. Nella zona del convento, scendendo da Via dottor Giuseppe Goglio, acqua e detriti avevano preso il sopravvento sino alla piazza.

Nell'intervento i vigili del fuoco di Condino che, dalle 21 alle 24 dell'altra notte, hanno dovuto far fronte a quella scarica di acqua e fango che si era abbattuta sul centro del paese.

Poco più di mezzora (poco dopo le 21.00) per ottenere uno spettacolo orrendo: acqua e fango trasudavano a dismisura lungo la piazza e il vicinato. Una vera e propria bomba d'acqua ha messo a soqquadro quello storico 'salotto di paese' dove, oltre a bar e negozi, ci sono anche il palazzo delle istituzioni (comune) e l'antica chiesa di San Rocco.

Inzuppato d'acqua il noto Bar da Chiara, dove le griglie antistanti intasate di foglie e terriccio hanno creato delle voluminose sacche d'acqua. Di fronte al locale, a risentirne pesantemente, anche la pedana che fa da mini soppalco. Non era da meno la situazione alla vicina rivendita Michele Gualdi, dove acqua e fango arrivavano sino agli ingressi.

 

Abbiamo lavorato con l'intero personale in forza per far fronte alla situazione: meno di mezzora, sembrava un vero finimondo” avverte il comandante degli stessi pompieri Roberto Pizzini. I vigili del fuoco sono dovuti intervenire anche in altre zone circostanti la piazza, dove il flusso d'acqua emergeva a vista d'occhio. “Ci siamo suddivisi in più squadre per far fronte alla situazione che stava martellando quella parte di paese” avverte il pompiere Massimiliano Rosa.

Anche al Bar Pesa, che fa da crocevia tra la coop e l'albergo Corona di una volta, l'ondata d'acqua ha invaso gli scantinati trasudando a sua volta dentro l'adiacente vuoto che fa da sopporto alla pesa; qui camion e autocarri sono soliti misurare la portata di rimorchio e carico. “ Direi - fa sapere la signora Franca Stablum - che l'azione dei pompieri è stata non solo tempestiva ma soprattutto derminante al fine di evitare danni ulteriori ”.

Sempre lungo Via Roma, più esattamente all'altezza della Videotecnica Cappelli e la vicina Buildings, acqua e fango rischiavano di forzare gli ingressi.

Al campo Bettega, dove era in corso una seduta di allenamento da parte della Condinese, si è dovuti correre da subito ai ripari perchè acqua e grandine non davano tregua; il terreno di gioco risultava impraticabile.

CASTELLO CONDINO.  Domani, domenica 30 agosto 2020, la comunità di Castel Condino si riunirà alla Cappella dei Morti. A fine agosto, infatti, si era soliti tenere il tradizionale Pellegrinaggio alla Madonna del Lares: causa le restrizioni dovute al coronavirus, non sarà possibile e la riccorrenza sarà svolta a Condino.

 

Per l'occasione, dopo le ore 15.00, a ringraziare la Madonna delle Grazie accanto al reverendo arciprete Don Vincenzo Lupoli, sarà presente l'arcivescovo Lauro Tisi.

 

Per noi castellani raggiungere il colle ed assistere alla concelebrazione non è solo un momento di preghiera e di riflessione, ma anche un rispettare la volontà e l'insegnamento dei nostri avi” avverte il sindaco Stefano Bagozzi. Il primo cittadino aggiunge: “Il Santuario
Morti risale al 1836 a ricordo della terribile peste del 1630 (detta anche manzoniana) e dei 40 castellani sue vittime: erano rientrati da Venezia, si erano rifugiati in quei luoghi in isolamento per poi morirvi uno dopo l'altro”.

 

In mattinata, invece, il presule di Rendena sarà a Pieve di Bono nella Chiesa di Santa Giustina (patrona delle Pieve), dove alle ore 10.30 concelebrerà la solenne messa di San Felicissimo, patrono di Creto.

 

 

 

 

CIMEGO. La Hyundai , condotta da un giovane di Condino e diretta alla volta di Pieve di Bono, per cause imprecisate, si è fermata, ruote all'aria. Il conducente, coinvolto nell'incidente, è stato estratto dall'abitacolo con l'ausilio della pinza idraulica dai Vigili del Fuoco di Cimego e Condino.

Le sue condizioni non sono sembrate gravi e gli ambulanzieri volontari di Storo lo hanno trasferito all'ospedale di Tione, dove è stato trattenuto per accertamenti.

L'incidente è avvenuto verso le 13.00 di oggi lungo la statale 237 del Caffaro, all'altezza della Cascina dei Pom in territorio catastale di Cimego, a poca distanza dal raccordo con zona produttiva e commerciale.

La vettura, finendo nel prato, si è capovolta: gli stessi pompieri, coordinati da Erik Gnosini numero uno di Cimego affiancato dal sottordine di Condino Massimiliano Rosa , hanno dovuto aprire un varco tra le lamiere per estrarre il conducente, dolorante ma cosciente.

Non è da escludere che il conducente abbia all'ultimo convenuto di uscire di strada onde evitare un impatto con un'altro mezzo che proveniva in direzione opposta. In tal senso sono indirizzati gli accertamenti, supportati da eventuali testimonianze che la polizia locale sta verificando.

 

 

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