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Sun, Jun

Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha incontrato oggi nella sede di Piazza Dante il sindaco di Pinzolo, Michele Cereghini.

 Al centro del confronto la viabilità, in particolare il progetto della circonvallazione di Pinzolo per la quale la Giunta provinciale ha recentemente nominato il commissario straordinario.

 

Massimo Bonenti è infatti il tecnico incaricato dall’amministrazione provinciale per l’intervento previsto in val Rendena, una delle cinque opere strategiche individuate in tutto il Trentino e assegnate ognuna ad un diverso responsabile, dotato del potere di snellire le procedure e far partire i lavori.

 

 

 

La circonvallazione di Pinzolo - ha detto il presidente Fugatti nel dialogo con Cereghini - è una delle cinque opere strategiche per la nostra provincia, un importante intervento che va a beneficio di un territorio, la val Rendena, che rappresenta un centro dell’economia e del turismo dell'intero Trentino”.

L’avvio di questo come degli altri cantieri è una scommessa per il rilancio dell'economia trentina oltre l’emergenza Covid-19. “Con l’introduzione dei commissari - ha continuato il presidente -, la Giunta vuole dare un impulso decisivo ai lavori pubblici come volano per il nostro comparto economico e produttivo. Inoltre, la scelta dei tecnici che lavoreranno a stretto contatto con le comunità di riferimento costituisce un chiaro segnale di attenzione ai territori”.

 

 

PINZOLO. E' conclusa la raccolta rifiuti organizzata per la mattinata di oggi - domenica 18 aprile - per la Giornata Ecologica 2021 del Comune di Pinzolo.



Sono stati ben 92 i volontari, 47 a Pinzolo e 45 a Mavignola, che hanno aderito all'iniziativa e che alle 7.45 si sono ritrovati rispettivamente al magazzino comunale a Pinzolo e alla foresteria del Parco Adamello Brenta per Mavignola.

 

Dopo aver ritirato il materiale di lavoro – sacco, guanti e mascherina – e pranzo al sacco per chi lo aveva richiesto al momento dell'iscrizione, è partita ufficialmente la raccolta rifiuti sul territorio, durata circa quattro ore: al termine attorno alle ore 11.45 sono stati raccolti più di cento sacchi di rifiuti lungo il fiume Sarca, strade, piste ciclabili e zone boschive adiacenti ai paesi.

 

Dall'Amministrazione comunale è arrivato il “grazie alle Associazioni presenti e al senso civico dimostrato dai cittadini, che - hanno fatto sapere soddisfatti – ha permesso di raggiungere il loro record storico di partecipanti.”

 

 

 

Opere strategiche, il presidente Fugatti incontra i commissari. “Abbiamo davanti una sfida importantissima, velocizzare i lavori per rilanciare l’economia trentina oltre l’emergenza Covid-19”. Scelte le figure chiave per gli interventi, ecco i nomi.

 

Davanti a noi c’è una sfida importantissima. Rilanciare l’economia trentina oltre l’emergenza Covid-19, attraverso un impulso decisivo ai lavori pubblici. Con una scommessa inedita, forte, che vede il Trentino apripista a livello nazionale: i commissari straordinari per le opere strategiche, che oggi ho incontrato, sono figure chiave che hanno un significativo potere di snellire le procedure”. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha salutato ieri nel Palazzo della Provincia i cinque commissari individuati dalla Giunta per snellire le procedure di altrettante opere strategiche d’interesse provinciale.

 

Stefano Torresani seguirà la riorganizzazione della SS 47 della Valsugana tra Castelnuovo e Grigno, Massimo Bonenti la variante di Pinzolo, Francesco Misdaris la ciclovia del Garda, Gianfranco Cesarini Sforza il sottopasso di collegamento tra la statale del Brennero e la zona produttiva di Spini di Gardolo, Mauro Bonvicin la messa in sicurezza della strada statale 12 a Ravina di Trento. Interventi del valore complessivo di circa 200 milioni di euro (queste le stime aggiornate sui costi) e per i quali la Giunta con delibera ha scelto i nomi dei responsabili. Dando attuazione alla norma provinciale – una novità di rilievo nazionale – varata lo scorso 30 novembre.

 

La delibera è stata proposta dal presidente Fugatti e approvata dall’esecutivo. Viene così applicato quanto disposto dalla legge provinciale del 13 maggio 2020, come modificata dalla legge provinciale 13 del 30 novembre 2020.

 

I commissari straordinari per le opere di interesse provinciale, che avranno il ruolo di “funzionari onorari” della pubblica amministrazione, sono stati individuati tra i soggetti dotati di “alta e consolidata qualificazione e competenza”. Avvalendosi di un avviso di manifestazione di interesse (un atto in realtà non dovuto, adottato come iter dall’amministrazione) scaduto il 12 marzo, stilato secondo le linee guida elaborate a febbraio. Il compito dei commissari è provvedere alla realizzazione delle opere assegnate adottando tutti gli atti e provvedimenti necessari, assumendo il ruolo di stazione appaltante e potendo contare su prerogative speciali che permettono di ridurre i tempi e di semplificare le modalità procedurali.

 

 

Ecco i nomi dei commissari opera per opera:

1) Stefano Torresani, ingegnere, è il commissario straordinario per l’opera S-369 – Riorganizzazione e raddoppio della S.S. 47 della Valsugana nel tratto tra Castelnuovo e Grigno – Prima Unità funzionale – da Castelnuovo a Barricata. La stima aggiornata del costo dell’intervento è 61.215.000 euro;

2) Massimo Bonenti, ingegnere, segue l’opera S-310 – SS. 239 di Campiglio – Variante di Pinzolo – Prima Unità funzionale – Bypass di Pinzolo e Carisolo (80.213.593,64 euro);

3) Francesco Misdaris, ingegnere, riceve l’incarico per l’opera C-66-Ciclovia del Garda (28.000.000 euro);

4) Gianfranco Cesarini Sforza, ingegnere, segue l’opera S-953 – Collegamento con sottopasso stradale tra la SS 12 e la località Spini di Gardolo e sottopasso pedonale per via Palazzine (11.000.000 di euro);

5) Mauro Bonvicin, ingegnere, è il commissario straordinario per l’opera S-602 – Messa in sicurezza della S.S.12 – Viabilità nuovo ospedale a Ravina (19.000.000 di euro).

Una petizione online per la riapertura delle RSA: basta una firma (clicca qui per aderire)! Arriva il grido dei parenti di alcuni ospiti della RSA di Pinzolo, sono Martina Turri e Alessandra Carli. Di seguito la loro lettera che invita la popolazione ad aderire all'iniziativa. Le firme sono già più di 750.

 

 

 

Egregi Signori,

portiamo alla Vostra cortese attenzione con questa lettera il grido soffocato di molte famiglie che da più di un anno vivono la separazione dai propri famigliari ospiti di RSA.

 

Alla luce dello studio recentemente presentato dal dott. Dal Bosco in data 8 aprile 2021, rispetto all’analisi degli effetti dopo la riapertura a inizio marzo 2021 delle visite in presenza nelle quattro RSA pilota di Nomi, Povo, Avio e Cavedine, risulta inaccettabile il rapporto tra l’attuale rischio biologico di contagio verso gli effetti deleteri del perdurare della separazione tra gli ospiti delle strutture e i loro affetti.

 

Dallo studio emerge in primis che la riapertura in sicurezza si può fare e funziona. Sono evidenti i dati di un nuovo e diffuso sentimento di sollievo a seguito dell’apertura alle visite e di una drastica diminuzione delle problematiche che hanno riguardato in particolar modo la prima fase della pandemia (fase sicuramente molto difficile e con degli effettivi rischi biologici elevati), ma che si sono ripresentate anche con la frustrazione delle visite con barriere.

 

Si legge che la chiusura (o l’apertura con il medium artificiale) va a braccetto con disturbi comportamentali, dell’alimentazione, dell’umore, dell’alternanza sonno-veglia, stress, depressione, senso di abbandono, lasciarsi andare. Si capisce che se da una parte le strutture hanno fatto di tutto per garantire innanzitutto la sicurezza degli ospiti e i loro bisogni primari, e per questo va rivolto grande encomio, dall’altra l’isolamento con l’esterno ha portato ad una sterilizzazione della dimensione affettiva, relazionale e dunque umana.

 

Scrive a tal proposito lo psichiatra Carlo Andrea Robotti del “distacco da un mondo che era vita, solo perché popolato di affetti vivi e con le persone con cui hanno vissuto e con le quali devono poter continuare a vivere di emozioni e affetti condivisi”.

 

Dunque, se la stragrande maggioranza degli ospiti ha ricevuto entrambe le dosi vaccinali, se crediamo che il vaccino funzioni, se mettiamo in atto tutte le procedure quali termoscanner, igienizzazione, distanziamento e utilizzo dei dpi, se prendiamo atto del risultato del modello presentato dal dott. Dal Bosco che ci dice che le attuali possibilità di contagio rispettando le procedure di sicurezza sono pari a 2 su 1 milione, perché e cosa stiamo aspettando per aprire verso una normalità di relazione? Siamo consapevoli che tra i diritti universali dell’uomo c’è il diritto alla famiglia? Siamo consapevoli che oltre alla salute fisica è doveroso salvaguardare anche quella psichica, di soggetti peraltro già deboli?

 

Il protocollo per la riapertura alle visite in sicurezza esiste, è già stato validato sotto il profilo tecnico dall’Azienda Sanitaria Provinciale ed è stato testato dalle RSA di Nomi, Povo, Avio e Cavedine. È ora nostro dovere proporzionare la qualità della Vita alla situazione epidemiologica.

 

Ringraziandovi per l’attenzione, vi informiamo che è stata aperta sul sito change.org una raccolta firme che si unisce a questa richiesta di ripristino dell’incontro degli ospiti con i loro famigliari e di possibilità di uscita per i residenti autonomi o non autonomi se accompagnati

 

In fede

Martina Turri e Alessandra Carli

Figlie di Manuela e Venanzia, ospiti della RSA di Pinzolo

 

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