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Tue, Aug

Non è più solo leggenda. «Gli abeti vanno abbattuti perché sofferenti e perché non adatti alla quota e al tipo di terreno» dicono i luminari. Nulla importa se da 70 anni e più hanno dato refrigerio ai nostri ospiti e ai residenti e ospitato migliaia di famiglie e di anziani; e se il Parco Pineta era ritenuto il punto di forza dell'ospitalità a Pinzolo. 

Se l'intervento di "riqualificazione" (o demolizione) della Pineta messo in atto da amministrazione comunale di Pinzolo e Servizio foreste della Pat continua con questi ritmi si potrà tornare ad avere come leggenda narra un pin solo. 

Alla faccia dei maligni che dicono che l'amministrazione non tiene conto di storia e tradizione.

A meno di una settimana dall’inizio dei lavori di riqualificazione dell’area verde urbana denominata Parco Pineta a Pinzolo, volevo dare alcune informazioni utili a far capire motivazioni e prospettive del progetto.

L’amministrazione comunale di Pinzolo, negli ultimi anni, si è molto interrogata sullo stato di salute della vegetazione arborea del Parco Pineta, in quanto guardando le piante con attenzione, si è notata la loro sofferenza. Inoltre conseguentemente a forti venti, alcune piante si sono sradicate (negli ultimi 3 anni circa 10 piante all’anno).

Non si sarebbe potuto far finta di niente per ulteriori 10-12 anni in quanto, non essendo più un bosco non presenta rinnovazione spontanea pronta a sostituire i soggetti che per forze naturali venivano a mancare.

Conseguenza? Estinzione del parco

Da qui la decisione di affidare un incarico ad un tecnico specializzato in questa materia. Il servizio foreste della PAT si è reso disponibile a fare uno studio dettagliato della situazione di quest’area. 

Dopo due anni di confronti con tale servizio si è giunti alla conclusione che bisognava intervenire subito.

 

 

Alcuni cenni storici

Creata in seguito alla regimazione del fiume Sarca, la pineta nasce verso la metà del secolo scorso. E’ pianeggiante ed ha una superficie di circa due ettari. Specie predominante abete rosso intervallato da larice e pino.

Il forte calpestio dei numerosi visitatori, opere di scavo e riporto e l’impianto molto fitto hanno portato nel tempo deperimenti e schianti, anche importanti. 

All’epoca dei primi impianti l’abitato di Pinzolo era ridotto rispetto ad oggi, tanto che la Pineta fungeva da continuità del bosco.

Vista l’espansione dell’abitato e dei servizi, assodato il cambiamento delle esigenze e delle abitudini, anche l’area della pineta può essere pensata e vista come una zona di “Verde urbano”: attrezzata, arredata e arricchita dal punto di vista vegetale e non solo.

 

 

Il progetto

Alla luce delle considerazioni emerse, si prevede la riqualificazione del parco tenendo presente le infrastrutture dedicate allo sport e al tempo libero presenti in zona.

Dal punto di vista progettuale, si prevede l’abbattimento progressivo dopo la segnatura in loco, di tutte le piante e gruppi di piante che evidenziano problemi di tipo strutturale, funzionale o di valenza estetica.

Specificatamente si andranno a salvaguardare le specie ornamentali presenti e gli esemplari di larice, a discapito dell’abete rosso.

L’obiettivo dell’intervento è la creazione di spazi aperti, fruibili, esteticamente valorizzati e attrezzati, intervallati a gruppi misti di piante ad alto fusto ed aiuole di arbusti.

In fase di realizzazione verranno variati i percorsi al fine di creare delle macro aree distinte per interesse e funzione.

AREA 1  All’ingresso nord area gioco (già esistente)

AREA 2  Vasta superficie prativa modellata dedicata al gioco libero

AREA 3  Zona pensata per pic-nic, protetta da una cornice verde e caratterizzata per avere alberature a valenza ornamentale e a scopo didattico

AREA 4 Pressoché immutata, salvo interventi di natura strutturale (abbattimento specie problematiche) e funzionale (abbattimento per sesto d’impianto eccessivamente fitto).

La sequenza non sarà necessariamente cosi rigorosa, in quanto in fase esecutiva spesso cambiano le prospettive e le visuali d’insieme.

A completamento delle 4 zone e al fine di fornire una caratterizzazione d’insieme, si creeranno delle aiuole con arbusti e piante a fioritura a scalare. Si tratta comunque di un verde di tipo estensivo, non solo in relazione alla superficie, ma anche per l’apparato impiantistico cercando una realizzazione tecnologicamente sostenibile anche per ciò che riguarda il futuro carico manutentivo che richiederà il parco.

Costo dell’opera circa 120 mila euro

Conclusioni

L’amministrazione è consapevole che l’intervento sia delicato, soprattutto considerando l’affezione da parte della comunità a quest’area. Ci siamo dati il tempo necessario per ragionare sulla base dell’analisi fatta da parte di un tecnico specializzato: non si poteva più procrastinare, l’intervento andava fatto!!! Per la sicurezza, per questioni fitosanitarie…e per dare un futuro al PARCO PINETA.

 

«Un massacro in pieno giorno, alla luce del sole, quello che si è consumato in questi giorni a Pinzolo». Ad essere stato colpito il cuore verde della località turistica, l’attrazione principale estiva, la Pineta, ristoro di migliaia di persone e meta ambita delle famiglie di tutt’Italia.

 

«Una scelta coraggiosa, che risolve un problema di sicurezza e che dà inizio ad un progetto di riqualificazione dell’area». Due punti di vista contrapposti, quello di un censita e quello degli amministratori di Pinzolo che hanno deciso di metter mano pesantemente ad un’area tanto sensibile quanto preziosa.

 I lavori sono iniziati da pochi giorni ma le polemiche sono destinate a crescere. «Come è possibile fare un intervento tanto impattante in un’area considerata per Pinzolo la maggiore attrazione per le famiglie nonché un patrimonio unico e identitario per la località».

 

«Il 90% delle piante tagliate erano marce e rappresentavano un problema di sicurezza» precisano gli addetti ai lavori.

 

«Un intervento necessario e lungimirante che si inserisce in un progetto di riqualificazione e di piantumazione dell’area che siamo sicuri sarà molto apprezzato»  aggiungono gli amministratori.

Oggetto dell’intervento il taglio di oltre 100 piante, prevalentemente abete rosso e qualche pino, nel cuore della Pineta tra il Parco giochi e i campi sportivi,

 

Indipendentemente da come la si pensi l’unico dato certo è che la nostra amata Pineta che si era salvata dalla Tempesta Vaia non è più la stessa, è stata profondamente cambiata. Il tutto sotto il rigoroso controllo del Servizio Foreste della Provincia autonoma di Trento che ha dato incarico ad una propria squadra del taglio delle piante.

 

 

Nella notte fra sabato e domenica, i Carabinieri della Stazione di Tione di Trento hanno arrestato per ricettazione M.Q., italiano Cl. 1985, residente nel lucchese.

I militari, nel corso di un servizio perlustrativo, finalizzato proprio alla prevenzione dei furti e al controllo del territorio, sono stati allertati dalla centrale operativa della Compagnia Carabinieri di Riva del Garda, che aveva ricevuto la segnalazione di un furto d’auto, eseguito all’interno del parcheggio di un locale notturno di Pinzolo, poco tempo dopo la mezzanotte, ai danni di una giovane studentessa, in vacanza nel comune trentino e che stava trascorrendo la serata con alcune amiche.

L’immediata telefonata, fatta dalla giovane al 112, ha permesso di allertare tutte le pattuglie nel contesto Provinciale di Trento, impegnate nei servizi di controllo del territorio e, dopo solo circa tre ore dall’allarme, i Carabinieri di Tione sono riusciti a rintracciare e a fermare la vettura, arrestando il conducente.

Per la giovane proprietaria del veicolo la brutta esperienza si è conclusa con la subitanea riconsegna dell’auto, consentendogli di proseguire la propria vacanza con le amiche, mentre l’arrestato sarà processato oggi con rito direttissimo presso il Tribunale di Trento.

I controlli delle Compagnie Carabinieri, compresi quelli di Riva del Garda volti a contrastare i fenomeni predatori e i furti, proseguono con l’usuale impegno. Al successo di questi, è evidente il ruolo fondamentale giocato dalle segnalazioni al 112 N.U.E. dei cittadini, siano essi vittime oppure soltanto testimoni di fatti illegali, se non inusuali o “strani”, che se riferiti prontamente, possono -come nella vicenda riportata- risolvere la situazione, consentendo di restituire il maltolto alla vittima e assicurare alla giustizia i responsabili.

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