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Sun, Jun

Il Premio Internazionale di Solidarietà Alpina, in programma sabato 19 settembre, si farà anche quest'anno, malgrado la pandemia e sia pur con le necessarie e dovute limitazioni. Lo ha deciso Il Comitato organizzatore dopo un esame attento e ponderato della situazione e aver valutato le possibilità di realizzare la manifestazione nel rispetto delle norme di sicurezza. Anziché nella sala consiliare del municipio, come da tradizione, la cerimonia della consegna della Targa d'Argento e della Medaglia d'Oro alla memoria, avrà luogo al PalaDolomiti, in grado di ospitare tutti gli invitati.

Purtroppo mancheranno, almeno fisicamente, ma non nello spirito e nelle partecipazioni scritte alcune delegazioni straniere, date le difficoltà di spostarsi tra nazione e nazione. Il che non impedirà alla 49ma edizione di essere speciale, così come speciale è la persona cui è stata assegnata la Targa d'Argento: una donna, la signora Teresina Monegatti Casanova "esemplare figura di gestore di rifugio alpino, una vita generosa di fatiche e di sacrifici sul rifugio Mantova al Viòz, il più alto delle Alpi orientali (3.535 m.), al servizio con la famiglia degli amanti della montagna e di quanti avessero avuto bisogno di aiuto". Con questa scelta il Comitato ha inteso riconoscere a tutta la categoria dei gestori di rifugio l'importanza del loro ruolo e della loro opera nei confronti di quanti frequentano la montagna: custodi dell'ambiente, consiglieri preziosi, vigili sentinelle, di giorno e di notte, sempre a disposizione, sempre pronti a soccorrere chi si trovi in difficoltà. Hanno già assicurato la loro presenza autorità civili, militari e religiose.

Come da tradizione nella circostanza viene coniata una Medaglia d'Oro alla memoria di chi ha perso la vita in operazioni di soccorso. Quest'anno verrà consegnata ai famigliari di Lukas Forer, 43 anni, capo della stazione di soccorso alpino di Campo Tures, perito in un tragico incidente durante un'esercitazione.

Rimane ancora qualche giorno – a valligiani e turisti - per visitare la Mostra d’Arte “Artisti in Rendena” allestita nella grande sala del piano terra del Paladolomiti, che quest’anno è giunta alla 7 a edizione. Ironia della sorte: qualcuno ha osservato come in un momento così drammatico per tutti noi con la pandemia appunto per il Covid 19 sembra quasi che anche gli artisti – con le loro presenze – sono infatti 19, abbiamo voluto sancire questo momento che ha stravolto le nostre comunità.

 

Ma veniamo alla Mostra che – lo ripetiamo - rimane aperta tutti i giorni dalle ore 17.00 alle ore 22.00 fino a lunedì 31 agosto. Molti sono stati i visitatori che hanno fatto apprezzamenti per le opere esposte, tra questi anche esperti del mondo dell’arte nonché artisti provenienti dalle diverse località italiane, che si trovano a trascorrere ferie o vacanze in Val Rendena. Si è calcolato una media di 50 visitatori al giorno con una stima complessiva di oltre 600 persone.

 

 

Il giudizio è stato unanimemente positivo, molti si sono intrattenuti con gli artisti presenti in sala per i turni di sorveglianza per conoscere segreti e curiosità sulle tecniche presentate che spaziano dalla pittura (ad olio e acquerello, acrilico), alla scultura in legno e poliuretano/gesso, mosaico, arte tessile, pirografia, disegno a pastelli e a matite colorate, nonché fotografia di grande formato.

Gli organizzatori fanno presente che l’impegno profuso dall’amministrazione comunale per organizzare questo appuntamento annuale, è notevole. Senza il suo appoggio la manifestazione non sarebbe possibile e, visto il momento anche molto delicato senz’altro va riconosciuto un grande plauso proprio per aver speso tempo e non solo sia per le autorizzazioni che la ricerca degli artisti.

Ma sicuramente il merito del coordinamento complessivo della kermesse va a Terri Maffei Gueret, che con competenza e maestria ha saputo anche quest’anno dare vita alla Mostra: “Artisti in Rendena”.

 

 Ph Udalrico Gottardi

 

 

 

 

 

 

 

I Carabinieri della Stazione di Madonna di Campiglio hanno denunciato un italiano cl. 85, un albanese cl. 86  ed una rumena cl. 89 per il furto di una bicicletta elettrica del valore di 5 mila euro.

Il furto era avvenuto la sera del 24 agosto in piazza a Pinzolo.

La sfortunata vittima, un lavoratore stagionale, aveva incautamente lasciato la sua bicicletta incustodita per non ritrovarla quando è ritornato a prenderla.

La denuncia fatta alla Stazione Carabinieri di Madonna di Campiglio ha fatto subito scattare le indagini, aiutate dal sistema  di videosorveglianza urbana attivo nel Comune di Pinzolo.
Importante è stato il contributo degli agenti della Polizia Locale di Pinzolo, che sono subito riusciti ad individuare i fotogrammi nei quali era possibile vedere i tre denunciati allontanarsi dal luogo in cui era avvenuto il furto con la bicicletta.

I Carabinieri sono quindi riusciti ad identificare i tre soggetti, informando la Procura della Repubblica di Trento che emetteva immediatamente un decreto di perquisizione.
Le perquisizioni dei domicili delle persone individuate nei video, hanno permesso di individuare la refurtiva nell’alloggio di uno dei tre.

La bicicletta, sottoposta a sequestro, sarà restituita al legittimo proprietario.
Preziosa è risultata la collaborazione tra Carabinieri e Polizia Locale, che ha permesso di condurre in maniera celere l’attività investigativa e di consentire alla vittima di ritornare in brevissimo tempo nel possesso del suo bene.

 

 

 

 

In queste due settimane a cavallo di ferragosto Pinzolo e in generale l’alta Val Rendena hanno subito e stanno subendo un importante afflusso di turisti coma mai si era registrato nelle scorse stagioni estive. Questa affermazione proviene dal Comando di Polizia locale di Pinzolo che con il suo personale tutti i giorni vive la strada: questo aumento era stato percepito in maniera netta già dal mese di luglio. Un contributo obiettivo arriva inoltre dal SCTT (sistema comunale targhe e transiti), sempre gestito dalla Polizia locale, che sta rilevando un importante aumento di passaggi in ingresso rispetto al 2019, si parla mediamente di 1500/1800 fino a punte di 2000 auto in più al giorno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, parliamo di 8000/8500 veicoli al giorno che attraversano il paese. Da un analisi sui flussi che attraversa Pinzolo mediamente circa il 50-60 % raggiunge Madonna di Campiglio (dato rilevato dal secondo varco di proprietà comunale).

 

Non c’è più tempo, Pinzolo sta soffocando nella morsa del traffico, la situazione sta diventando pericolosa anche in termini di Ordine e sicurezza pubblica, basti pensare che nella giornata di mercoledì 19 la colonna di auto a passo d’uomo ha lambito il comune di Spiazzo facendo registrare un ingresso record di auto nell'abitato di Pinzolo pari ad oltre 10.000 veicoli. Questo potrebbe ripercuotersi negativamente in caso di soccorsi che verrebbero rallentati dal traffico. Fortunatamente, grazie anche alla nuova deviazione interna all'abitato di Pinzolo voluta dall’Amministrazione comunale e messa in opera dalla Polizia locale, il deflusso di auto verso il fondovalle non ha mai presentato particolari problemi, il traffico seppur imponente, scorre in maniera fluida grazie soprattutto alla circolazione a senso unico e alla bassa presenza di pedoni rispetto all’originale tracciato della SS 239.

 

Una soluzione in senso tecnico potrà arrivare unicamente dalla realizzazione di un tracciato alternativo verso Madonna di Campiglio che escluda l'attraversamento dell'abitato di Pinzolo e considerati i dati di cui sopra porterebbe ad una diminuzione di oltre la metà delle auto che mediamente attraversano Pinzolo con l'unico scopo di raggiungere Campiglio.

 

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Filippo Paoli, Comandante del Corpo Polizia Locale di Pinzolo

 

 

 

 

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