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Tue, May

PINZOLO - Nell'edizione del 49° Premio internazionale della Solidarietà alpina, tenuta ieri al Paladolomiti di Pinzolo, è stata premiata Teresina Monegatti Casanova di Pejo, la "Signora" del rifugio Sat Mantova al Vioz (3.535 m slm). Durante la consueta cerimonia, Monegatti Casanova ha ricevuto la Targa d'argento ed è stata eletta a simbolo dei rifugisti delle Alpi e di tutte le terre alte del mondo.

Indispensabili figure nel contesto montano: non solo rifugisti, ma oltre. Come è emerso dai numerosi interventi che si sono susseguiti, sono veri e propri custodi della montagna, in prima linea nel fornire agli ospiti le indicazioni su come vivere correttamente l'alta quota e, soprattutto, come vuole lo spirito del Premio fondato dal cavaliere Angiolino Binelli, per dare un supporto fondamentale alle operazioni di soccorso. In passato, ma anche oggi, è spesso il rifugista a chiamare per primo i soccorsi e ad aprire le porte della propria struttura per mettersi a disposizione, aiutare, accogliere.



La premiata. Teresina Monegatti Casanova, che da 58 anni gestisce il rifugio Mantova al Vioz con la sua famiglia, ha definito la Targa d'argento "del tutto inaspettata" e racchiuso, in poche ma chiare parole, la sua vita sulle vette: "Sono state stagioni difficili, ma nello stesso tempo ricche di soddisfazioni, incontri, amicizie, solidarietà".

Nel consegnare la Targa, Angiolino Binelli ha invece sottolineato lo spirito del Premio, ovvero "dare voce a chi, in silenzio e senza clamore, mette a rischio la propria vita per salvare quella degli altri". "Noi soccorritori – ha detto Binelli – conosciamo bene il valore umano e morale della vita, come lo conoscono i familiari che dopo aver perso un loro caro devono affrontare un vuoto incolmabile".



La motivazione.  “Teresina Monegatti - risulta scritto nella motivazione del Premio - è esemplare figura di gestore di rifugio alpino, una vita generosa di fatiche e di sacrifici sul rifugio Mantova al Viòz, al servizio con la famiglia degli amanti della montagna e di quanti avessero avuto bisogno di aiuto".

Con questa scelta il Comitato ha inteso riconoscere a tutta la categoria dei gestori di rifugio l'importanza del loro ruolo e della loro opera nei confronti di quanti frequentano la montagna: custodi dell'ambiente, consiglieri preziosi, vigili sentinelle, di giorno e di notte, sempre a disposizione, sempre pronti a soccorrere chi si trovi in difficoltà.



La medaglia d'oro. La Medaglia d'Oro, coniata ogni anno alla memoria di chi ha perso la vita in operazioni di soccorso, è stata consegnata alla moglie e ai figli di Lukas Forer, 43 anni, capo della stazione di Soccorso alpino di Campo Tures, scomparso il 6 giugno scorso in un tragico incidente durante un'esercitazione.

La vicenda, che ha colpito molto il mondo della montagna e non solo, è ritornata con il suo carico di tragicità e dolore nella parole pronunciate oggi da Ernst Winkler, presidente del Bergrettung Südtirol (Soccorso alpino Alto Adige). "Lukas Forer – ha dichiarato Winkles – ha lasciato un grande vuoto nella sua famiglia e nel Soccorso alpino. Aveva un grande senso di responsabilità ed era molto prudente. La sua prima preoccupazione era che i componenti della sua squadra tornassero a casa sani e salvi. Il nostro impegno è grande, talvolta pericoloso e di fronte anche a questa tragedia mi sento come un nuovo membro nella famiglia della solidarietà".

 

Un soccorso particolare. Su segnalazione della guida alpina campigliana Pio Ferrari, è stato consegnato un riconoscimento alle stazioni del Soccorso alpino di Pinzolo e Madonna di Campiglio per il difficile intervento che il 6 agosto 2019 hanno effettuato permettendo di salvare due alpinisti intrappolati tra la roccia e il ghiaccio nella parte finale della discesa dal Crozzon di Brenta. In quell'occasione, il rifugio Brentei gestito dalla famiglia Leonardi, con Michele e Gabriele in particolare, si è messo a disposizione dei soccorritori. In quella notte d'agosto, tempestata da lampi e fulmini, ad intervenire sulle Dolomiti di Brenta sono stati, per Pinzolo: Nicola Binelli, Diego Maffei, Flavio Maffei, Matteo Viviani, Roberto Armanini, Simone Maestri e Alex Salvadori. Per Campiglio è invece intervenuto Mattia Fedrizzi. A ricevere la targa da Carmelo Genetin sono stati oggi il capostazione Simone Maestri (Pinzolo) e Marco Collini in rappresentanza della stazione del Soccorso alpino di Madonna di Campiglio. Emanuele Cunaccia, comandante dei Vigili del Fuoco Volontari di Campiglio, ha ricevuto la targa per la sua squadra che, mentre i soccorritori alpini salivano a piedi verso la base del Crozzon di Brenta, ha posizionato una fotocellula a malga Fevri per illuminare la parete dell'intervento. Per Ferrari è stato uno degli interventi più complessi avvenuti in Brenta negli ultimi sessant'anni, mentre Simone Maestri ha dedicato il riconoscimento "a tutti gli operatori e soccorritori alpini che tutti i giorni si assumono rischi anche molto importanti. Molte altre situazioni meriterebbero la stessa riconoscenza".

 

Verso la cinquantesima edizione. Conclusa la 49esima edizione, Angiolino Binelli con tutto il suo staff costituito da Giuseppe Ciaghi (vice presidente), Fabrizia Caola (segretaria) e dai consigliere Carmelo Genetin, Luciano Imperadori, Dino Leonesi e Valter Vidi è al lavoro per preparare l'edizione dei cinquant'anni del Premio internazionale della Solidarietà alpina. Un'iniziativa, come ha affermato il sindaco di Pinzolo Michele Cereghini, che "la nostra comunità ha a cuore e vuole che continui nel tempo". Numerose le autorità civili e militari, provinciali e nazionali presenti alla cerimonia di oggi.

Foto: Rogato: foto 1 Angiolino Binelli con Fabrizia Caola e Teresina Monegatti, foto 2 Soccorso Alpino Pinzolo Campiglio VVF Campiglio

Service video a cura di GP produzioni

Per il secondo anno consecutivo, la giovenca che ha conquistato il titolo di Reginetta appartiene all'Azienda agricola di Maurizio e Roberto Polla (Caderzone Terme). L'evento è stato organizzato con numerose limitazioni nel rispetto delle normative per il contenimento del Covid-19. In sfilata solo gli allevatori e le giovenche che hanno ricevuto gli applausi del pubblico distribuito lungo le vie di Pinzolo. Nessun tendone allestito, tutto si è svolto all'aperto tra i prati a fianco della chiesa di San Vigilio e, per la prima volta, nella centrale piazza San Giacomo dove è stata incoronata la Reginetta 2020.

 

PINZOLO – "L'importante è crederci", si afferma spesso prima di affrontare una sfida, di vita, lavoro o altro, che sia impossibile o quantomeno difficile nelle premesse. Così devono essersi detti gli allevatori e le allevatrici della Val Rendena quando è arrivato il momento di decidere se organizzare oppure annullare, a causa dell'emergenza sanitaria, la tredicesima edizione di "Giovenche di razza Rendena – sfilata e dintorni". Andrea Collini, presidente del Comitato organizzatore dell'atteso evento settembrino, e Manuel Cosi, presidente degli allevatori rendenesi e dell'Anare (Associazione nazionale Allevatori bovini di razza Rendena) hanno portato avanti la linea di "esserci". In modo diverso, ma esserci.

Così, ieri, in versione più tecnica e meno folkloristica delle precedenti edizioni, "Giovenche di razza Rendena" ha animato le vie di Pinzolo, "conquistando", per la festa degli allevatori, il concorso dei giovani conduttori e la fase finale dell'elezione della "Reginetta" tenutisi in serata, il palcoscenico della centralissima piazza San Giacomo.

Al mattino, invece, come di consueto, le giovenche e gli allevatori (tra loro tanti giovani e anche ragazze) si sono radunati nei prati accanto alla chiesa di San Vigilio per sfilare, davanti all'esperto Dario Tonietto, nell'apposito ring (ingresso consentito solo agli addetti ai lavori), e dare vita alla prima fase di selezione divisa in categorie. Nel pomeriggio, la sfilata, meno colorata e animata del solito, ma comunque in grado di suscitare l'apprezzamento e l'interesse di ospiti e residenti.

Tra le 150 "Rendene" selezionate, sabato sera, dopo le attente valutazioni tecniche dell'esperto, è stata incoronata "Reginetta 2020" la giovenca Tato Emanuela dell'Azienda agricola Maurizio e Roberto Polla di Caderzone Terme, fattoria che si è aggiudicata il titolo anche lo scorso anno, nel 2017, 2009 e 2006.

L'annuale appuntamento di incontro e confronto tra allevatori, che riprende quella che per sessant'anni è stata la fiera di San Michele (29 settembre), si è puntualmente svolto, anche nel 2020, pur con le dovute limitazioni e cautele.

Foto: Maria Pia Bonapace.

 

 

Dopo la positiva esperienza dell'estate 2018, i rossoblù sono tornati ieri a Pinzolo dove rimarranno fino al 5 settembre per il ritiro precampionato. Ieri conferenza stampa al "Pineta" e primi allenamenti in campo a porte chiuse. Il giorno precedente collegamento a distanza con Mister Mihajlovic che ha motivato i giocatori, dando il via ufficiale alla preparazione.

 

Il Bologna Football Club 1909 è tornato a Pinzolo per il ritiro precampionato, senza il suo allenatore Sinisa Mihajlovic ma con tanta voglia, come tutti, di tornare alla normalità e guardare in positivo al prossimo futuro. Per i rossoblù, la località ha preparato al meglio delle possibilità strutture, come il campo da calcio "Pineta" che si presenta in perfette condizioni, e i servizi a supporto.

Si riallaccia così il proficuo legame con la squadra che, già due anni fa, aveva dato modo a Madonna di Campiglio-Pinzolo-Val Rendena di rinsaldare l'amicizia con Bologna e l'Emilia Romagna, tra le città e regioni che rappresentano, in termini di arrivi e presenze turistiche, un mercato interno molto importante, sia in estate che in inverno.

La presenza del Bologna Football Club dà inoltre modo a Pinzolo, anche nell'estate post Covid-19, di aggiungere un'altra importante squadra all'"albo d'oro" delle società che dal 1976, ogni estate, scelgono la Val Rendena per svolgervi la preparazione tecnica e atletica in vista dell'avvio del campionato.

A causa dell'emergenza sanitaria e delle misure di contenimento gli allenamenti sono a porte chiuse, ma già da questa mattina numerosi tifosi hanno raggiunto il campo da calcio per vedere "da lontano" gli allenamenti della squadra. Inoltre, il 4 settembre (salvo successive diverse indicazioni), alle 21 in piazza Carera a Pinzolo, ci sarà un evento pubblico con il saluto del team e un momento dedicato ai piccoli appassionati di calcio.

Il ritiro è organizzato dal Comune di Pinzolo e dall'Azienda per il Turismo in sinergia con Dolomiti Sport Event, la società leader nell'organizzazione dei ritiri calcistici precampionato di Serie A.

Concluso il ritiro, tutto il campionato 2020/2021 del Bologna Football Club 1909 sarà accompagnato da un programma di comunicazione e marketing molto articolato finalizzato a promuovere Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena sia per quanto riguardo il prodotto sci-inverno che l'estate 2021.

Tra le azioni programmate, sarà data ampia visibilità al territorio attraverso i canali di comunicazione digital e social del Bologna e spazi allestiti presso lo stadio Renato Dall'Ara durante tutta la stagione calcistica. Inoltre, un "match day" per promuovere la località sarà organizzato in occasione di una partita casalinga a ridosso della prossima stagione invernale.

Questa mattina, la conferenza stampa di apertura ritiro ha dato modo di fare il punto con i giornalisti, affrontando diversi argomenti.

Per il Sindaco di Pinzolo Michele Cereghini "il ritiro iniziato ieri è una sfida vinta da parte della Municipalità che, con le proprie maestranze, è riuscita a preparare i campi da calcio in tempi record. È un ritiro particolare, perché a porte chiuse – ha poi aggiunto – ma dal punto di vista tecnico completo. Già due anni fa si è stretta con il Bologna una bella amicizia e il lavoro portato avanti insieme è sempre stato costruttivo. L'auspicio è che si possa proseguire nel tempo". Alla domanda se, nei prossimi giorni, ci sarà la possibilità di "aprire le porte" a qualche sessione di allenamento o partita amichevole, il primo cittadino ha risposto negativamente in quanto il protocollo, garanzia di sicurezza, che sta alla base del ritiro non può prescindere dalle "porte chiuse". L'Amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci ha espresso gratitudine al Comune di Pinzolo e all'Azienda per il Turismo "per lo sforzo fatto nel riuscire a preparare tutto". "Pinzolo – ha detto – è uno dei luoghi meglio attrezzati in Italia per i ritiri. Le strutture e la cordialità sono ottime e anche per noi l'augurio è che si possa impostare una collaborazione stabile nel tempo".

Il Presidente dell'Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena Tullio Serafini ha invece ricordato come Pinzolo sia sede di importanti ritiri calcistici per tradizione, da oltre quarant'anni, sottolineando come al ritiro di questi giorni corrisponderà, durante il campionato di Serie A, un importante programma di promozione del territorio a Bologna e in Emilia Romagna.

Nadia Mazzardis, Event Manager di Dolomiti Sport Event, la società che fa da anello di congiunzione tra squadra, territorio e sponsor, ha evidenziato come questi ultimi abbiamo aderito al progetto del ritiro. "Hanno deciso di esserci – ha affermato Mazzardis – e questo è confortante. È un segnale importante di ripartenza".

Intanto, come annunciato in conferenza stampa dall'Ad Claudio Fenucci, mister Mihajlovic ha parlato con i suoi giocatori inaugurando il ritiro, il Bologna Football Club 1909 è forte del valore sportivo della squadra, guarda con fiducia all'inizio del campionato e strizza l'occhio anche all'Europa. E i tifosi apprezzano: molti hanno raggiunto questa mattina il "Pineta" di Pinzolo per seguire l'ingresso in campo dei rossoblù. (AV)

Service foto di Alessandro Polla.



Il Premio Internazionale di Solidarietà Alpina, in programma sabato 19 settembre, si farà anche quest'anno, malgrado la pandemia e sia pur con le necessarie e dovute limitazioni. Lo ha deciso Il Comitato organizzatore dopo un esame attento e ponderato della situazione e aver valutato le possibilità di realizzare la manifestazione nel rispetto delle norme di sicurezza. Anziché nella sala consiliare del municipio, come da tradizione, la cerimonia della consegna della Targa d'Argento e della Medaglia d'Oro alla memoria, avrà luogo al PalaDolomiti, in grado di ospitare tutti gli invitati.

Purtroppo mancheranno, almeno fisicamente, ma non nello spirito e nelle partecipazioni scritte alcune delegazioni straniere, date le difficoltà di spostarsi tra nazione e nazione. Il che non impedirà alla 49ma edizione di essere speciale, così come speciale è la persona cui è stata assegnata la Targa d'Argento: una donna, la signora Teresina Monegatti Casanova "esemplare figura di gestore di rifugio alpino, una vita generosa di fatiche e di sacrifici sul rifugio Mantova al Viòz, il più alto delle Alpi orientali (3.535 m.), al servizio con la famiglia degli amanti della montagna e di quanti avessero avuto bisogno di aiuto". Con questa scelta il Comitato ha inteso riconoscere a tutta la categoria dei gestori di rifugio l'importanza del loro ruolo e della loro opera nei confronti di quanti frequentano la montagna: custodi dell'ambiente, consiglieri preziosi, vigili sentinelle, di giorno e di notte, sempre a disposizione, sempre pronti a soccorrere chi si trovi in difficoltà. Hanno già assicurato la loro presenza autorità civili, militari e religiose.

Come da tradizione nella circostanza viene coniata una Medaglia d'Oro alla memoria di chi ha perso la vita in operazioni di soccorso. Quest'anno verrà consegnata ai famigliari di Lukas Forer, 43 anni, capo della stazione di soccorso alpino di Campo Tures, perito in un tragico incidente durante un'esercitazione.

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