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Fuochi d’artificio colorati a Trento contro il coprifuoco, l’originale protesta delle Mascherine Tricolori.

Ieri sera allo scoccare del coprifuoco, alle ore 22, un pioggia di fuochi d’artificio hanno illuminato il cielo di Trento. L’irriverente protesta porta la firma delle Mascherine Tricolori che hanno voluto “salutare” così l’inizio del coprifuoco.

Una misura assurda e liberticida di un Governo che in questi mesi si è dimostrato, ancora una volta, incompetente – spiega in nota il movimento – un Governo che con la scusa dell’emergenza sanitaria sta decidendo le sorti di milioni di famiglie a colpi di DCPM e conferenza stampa”.

Prima si è puntato il dito sui cittadini e sulle loro abitudini, spingendo a denunciare il proprio vicino o il runner, – prosegue l’associazione in nota – ora Conte limita la libertà di spostamento obbligandoci a un rientro a casa che si è visto solo, per altri motivi, in tempi di guerra”.

Tutto questo mentre molte imprese e famiglie sono alla fame, commercianti costretti a chiudere le proprie attività dopo aver investito profumatamente per sottostare ai criminali protocolli del CTS. Serrande che rimarranno chiuse per sempre, svuotando le nostre città e spegnendole”.

Per questo motivo – conclude la nota – abbiamo voluto colorare il cielo sopra Trento, per ricordare e ricordarci che non permetteremo a questo Governo di ingrigire le nostre città. Siamo italiani, non ci arrenderemo”



Una giovane lupa di circa due anni di età è stata investita ed uccisa la notte scorsa lungo la tangenziale di Trento all’altezza della località Campotrentino.

I primi esami condotti dal medico veterinario evidenziano che si tratta di una femmina che era in buono stato di salute, di 26,4 chilogrammi. Numerose fratture, compreso un trauma cranico, fanno ritenere che la morte con ogni probabilità sia dovuta ad un investimento. Non si sa chi abbia investito l’animale.

La comunicazione relativa ad una carcassa di canide a bordo strada è pervenuta questa mattina al 112; l’animale è stato recuperato dai Vigili del fuoco permanenti di Trento.

Il confronto con il personale forestale allertato dai Vigili dl fuoco ha confermato che si trattava di un esemplare di lupo, che è stato consegnato al veterinario incaricato delle verifiche del caso.

Come è noto sono 13 i branchi di lupo che risultavano presenti in provincia di Trento a fine 2019, con una popolazione in aumento come nel resto delle Alpi.

Vengono inoltre segnalati regolarmente giovani esemplari in dispersione, quale era, con ogni probabilità, anche quello investito la notte scorsa. In tali fasi si spostamento, a volte su grandi distanze dell’ordine di molte centinaia di chilometri, non è infrequente che i lupi attraversino anche fondovalle fortemente urbanizzati quale quello della valle dell’Adige.

Foto archivio Servizio Foreste e fauna PAT

 

Giunta in isolamento volontario, rinviate le sedute del Consiglio di oggi, mercoledì e giovedì.

La Conferenza dei capigruppo ieri pomeriggio, su proposta del presidente Walter Kaswalder, ha deciso di revocare la tre giorni consiliare prevista in presenza per oggi, mercoledì e giovedì. Motivo di questa decisione la scelta dei componenti della Giunta di rimanere in quarantena volontaria fino a mercoledì, quando presidente e assessori verranno sottoposti al tampone Covid. Scelta che non permette quindi ai componenti dell’esecutivo di essere presenti in aula per affrontare la discussione dell’ordine del giorno del Consiglio. L’assessore Mario Tonina – rispondendo a Ugo Rossi del Patt il quale ha affermato che nel comunicato ufficiale della Giunta non si parlava della necessità della quarantena – ha affermato che i componenti della Giunta, per senso di responsabilità e su suggerimento dei medici, hanno annullato tutti gli impegni in presenza in attesa del tampone. Il vicepresidente ha ricordato ai capigruppo che alla riunione di Giunta di venerdì scorso, durata 8 ore, era presente un dirigente risultato positivo al Covid 19 da qui la decisione dell’isolamento volontario.

Comunque, mercoledì si terrà una capigruppo in videoconferenza, aperta ai consiglieri, nella quale il presidente Fugatti farà la comunicazione sull’emergenza Covid che la minoranza gli aveva chiesto di tenere nelle giornate di aula annullate. Lunedì 9 si terrà, in video conferenza, una giornata di Consiglio nella quale si discuteranno 14 mozioni; mentre, per le interrogazioni a risposta immediata e per quelle previste dall’odg, la Giunta fornirà ai consiglieri risposte scritte. Il 12 novembre si terrà una nuova conferenza dei capigruppo nella quale si programmeranno i lavori per una seduta prevista per il 19 novembre.

Paolo Ghezzi di Futura ha criticato il fatto che il Consiglio di questa settimana non si sia potuto svolgere in video conferenza perché la convenzione con la Consip per l’utilizzo del sistema Concilium prevede un preavviso di sette giorni. Per il capogruppo di Futura un tempo assolutamente inconcepibile per un sistema informatico. Alex Marini del Gruppo Misto ha detto che in altre regioni le società di sistema hanno messo a disposizione dei consigli software affidabili. Anche per lui i sette giorni di preavviso sono un enormità. Sara Ferrari, capogruppo Pd, ha chiesto al presidente di intervenire per modificare la convenzione con Consip perché nei prossimi mesi le emergenze saranno molte e il Consiglio rischia di trovarsi spiazzato davanti ai possibili casi di positività.

Anche Filippo Degasperi di Onda Civica Trentino ha detto che la scelta di Concilium si è rivelata inefficiente. Il presidente Kaswalder ha replicato affermando che Concilium è il sistema più usato nelle assemblee legislative e che la scelta è stata fatta in situazione di emergenza. Infine, sui tempi, ha ricordato che comunque le sedute del Consiglio, per essere valide, devono essere convocate 5 giorni lavorativi prima della data. Mara Dalzocchio, capogruppo della Lega, sottolineando il senso di responsabilità della Giunta, ha affermato che il regolamento comunque non prevede di trasformare una convocazione dell’aula in presenza in una on line. Anche Claudio Cia di Agire ha detto che la scelta dell’esecutivo è stata responsabile, così come quella di Kaswalder di rinviare le sedute.

Il sindacato Nursing up ha proclamato uno sciopero nazionale nella sanità pubblica DALLE ORE 7 DEL 2/11 ALLE ORE 7 DEL 3/11, per dare un segnale forte alla politica nazionale ed a quella delle Province di Trento e Bolzano, che sono in grande sofferenza per l’emergenza covid. La situazione è grave e non ci sono all’orizzonte risposte istituzionali adeguate e strutturate per affrontare con efficacia le problematiche da noi ripetutamente denunciate ed evidenziate nel corso degli anni.

Il 2 novembre dalle ore 14 alle ore 16 ci sarà un presidio di protesta sotto il palazzo della regione a in p.za Dante a Trento, dove una ristretta delegazione sindacale Nursing up di Trento e Bolzano rappresenterà le principali richieste di infermieri e professionisti sanitari:

1. Un alveo contrattuale autonomo, con risorse economiche dedicate ed avulse dal resto del comparto, che riconosca peculiarità, competenza e indispensabilità ormai evidenti della categoria infermieristica, che rappresenta oltre il 41% delle forze del Servizio sanitario nazionale e oltre il 61% degli organici delle professioni sanitarie. Analogamente accada per le professioni sanitarie ostetrica e tecniche.

2. Risorse economiche dedicate e sufficienti per il riconoscimento di una indennità professionale infermieristica mensile che, al pari di quella già riconosciuta per altre professioni sanitarie della dirigenza, sia parte del trattamento economico fondamentale, e che riconosca e valorizzi sul piano economico le profonde differenze rispetto alle altre professioni, rese ancor più evidenti, da ultimo, proprio dalla pandemia COVID-19.

3. Risorse economiche per il contratto della sanità finalizzate e sufficienti per conferire un’indennità specifica e dignitosa per tutti i professionisti che si occupano ai vari livelli di funzione di assistere pazienti con un rischio infettivo.

4. Individuazione di uno specifico contratto/convenzione nazionale di lavoro per l’infermiere di famiglia, immediato adeguamento delle dotazioni organiche del personale operante nella generalità dei presidi ospedalieri e sul territorio, calibrato tenendo conto dei reali bisogni dell’assistenza con coevo aggiornamento della programmazione degli accessi universitari posto che, allo stato, mancano più di 53 mila infermieri. Nuove norme in grado di agevolare, concretamente, la mobilità del personale tra gli enti del servizio sanitario nazionale, anche eliminando il “previo placet” al trasferimento dell’ente di appartenenza in caso di disponibilità di posto vacante nell’ente di destinazione.

5. Superamento, per gli infermieri pubblici e per gli altri professionisti non medici, il vincolo di esclusività, riconoscendo loro il medesimo diritto già esistente per il personale medico, di svolgere attività intramoenia, anche per far fronte alla gravissima carenza di personale in cui versano le strutture sociosanitarie, le RSA, le case di riposo, di cura e le strutture residenziali riabilitative.

6. Direttive e risorse economiche finalizzate a sostenere l’aggiornamento professionale dei professionisti sanitari oggetto della presente, riduzione del debito orario settimanale degli stessi (orario di servizio) pari ad almeno 4 ore settimanali, da utilizzare per le attività di aggiornamento, come già avviene per i medici.

7. Direttive e nuove risorse economiche finalizzate all’immediato e stabile riconoscimento degli infermieri specialisti e gli esperti in applicazione della Legge 43/06 e per la valorizzazione economico giuridica della funzione di coordinamento, valorizzazione delle competenze cliniche e gestionali degli interessati;
8. Riconoscimento della malattia professionale e correlato meccanismo di indennizzo in caso di infezione, con o senza esiti temporanei o permanenti.

 

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Cesare Hoffer- coordinatore Nursing up Trento
Massimo Ribetto- consigliere regionale Nursing Trentino Alto-adige

Alla III Commissione il testo che propone di modificare la normativa sulla caccia del ‘91. Un ddl di Coppola per tutelare orsi, lupi, gatti selvatici, linci e altre specie da proteggere di più

Testo allegato, Le novità: un comitato ad hoc e divieti di abbattimento e maltrattamento. Un ddl di Coppola per tutelare orsi, lupi, gatti selvatici, linci e altre specie da proteggere di più.

Il Consiglio provinciale ha assegnato alla Terza Commissione l’esame del disegno di legge numero 69 proposto da Lucia Coppola (Futura) per modificare la normativa trentina sulla caccia. Il provvedimento, formato da 7 articoli, mira ad inserire nella legge provinciale del 1991 la protezione e lo sviluppo della biodiversità. Tre le novità più importanti previste dal ddl. La prima è la tutela delle “specie particolarmente protette”: il testo dispone che siano sottoposti a “maggiore tutela” l’orso, il lupo, lo sciacallo dorato (Canis aureus), il gatto selvatico, la lince, la lontra “e gli habitat da esse frequentati”.

Seconda novità: l’introduzione di un “comitato speciale” nominato dalla Giunta provinciale per la tutela di questi animali particolarmente protetti, formato da un assessore o suo delegato con funzioni di presidente, da un rappresentante delle principali associazioni ambientaliste, da un rappresentante dell’ente gestore della caccia della provincia di Trento e da due biologi della fauna selvatica designati dal Muse. L’organismo avrebbe il compito di effettuare studi per la conservazione delle specie tutelate e per i miglioramenti degli habitat da esse frequentati, e di rendere pareri obbligatori non solo alla Giunta provinciale in merito a provvedimenti che interessino questi animali e gli habitat in cui vivono, ma anche al comitato per la tutela dell’incolumità pubblica. I pareri obbligatori da fornire alla Giunta riguarderebbero anche gli atti che dispongono la cattura, la captivazione, il trasferimento in altra sede o l’abbattimento di queste specie protette, a eccezione dei casi di necessità e urgenza, e i pareri chiesti all’Ispra.

La terza novità del ddl consiste nei divieti e nelle sanzioni. Vengono infatti introdotti i divieti di “molestare, catturare, abbattere, avvelenare” qualsiasi esemplare compreso fra le specie particolarmente protette (orso, lupo, sciacallo dorato, gatto selvatico, lince e lontra), ma anche di rinchiudere (“captivare”) questi animali in strutture che non siano idonee alle loro caratteristiche etologiche. Per questo il provvedimento obbliga la Pat ad acquisire preventivamente indicazioni dall’Ispra sulle dimensioni minime e le altre caratteristiche di recinti e strutture similari deputate ad accogliere esemplari di queste specie particolarmente protette. Ancora, il ddl stabilisce il divieto di “disturbare od ostacolare l’attività riproduttiva e l’allevamento della prole” di queste specie, di “alterare l’ambiente o distruggere gli habitat” frequentati da questi animali, e infine di distribuire, lasciare, disperdere sul territorio alimenti al fine di adescare, per qualsiasi finalità, questi esemplari. Le sanzioni previste dal ddl per chi viola questi divieti vanno dai 2.000 ai 5.000 euro.

Coronavirus: stringenti misure di monitoraggio in Provincia. Osservate scrupolosamente le misure di sicurezza.

A seguito della conferma di un caso positivo nello staff della Giunta si è attivato il monitoraggio anti Covid-19.

L’ultima seduta si è tenuta appositamente in Sala Depero per garantire il distanziamento fra persone ed una corretta aerazione degli spazi: questi accorgimenti, assieme all’utilizzo di dispositivi di protezione e di igienizzanti, sono ritenuti una valida misura di protezione, tali da non rendere necessaria l’adozione della quarantena.

A titolo ulteriormente prudenziale, comunque, è stata predisposta la somministrazione del tampone nel quinto giorno a tutti i partecipanti alla seduta di venerdì scorso e le stesse agende dei componenti dell’esecutivo saranno riformulate in modo da poter svolgere l’attività di governo in videocollegamento. Sempre per ragioni di profilassi, dovranno rimanere in isolamento i due funzionari che si trovavano ai lati del collega risultato positivo.

 

 

 

Inquinamento atmosferico, ripartono le limitazioni al traffico. Anche quest’anno il Comune dà attuazione al piano di tutela della qualità dell’aria adottato dalla Giunta provinciale.

Il piano antismog è in vigore dal 1° novembre fino al 31 marzo 2021 con una serie di provvedimenti strutturali che hanno come obiettivo principale la riduzione delle emissioni di polveri fini e di ossidi di azoto.

La prima categoria di interventi riguarda la limitazione della circolazione per i veicoli più inquinanti.

Tutti i giorni, esclusi sabato e festivi, dalle 7 alle 10 e dalle 16 alle 19, è previsto il blocco per tutti i veicoli classificati “euro 0”, i veicoli classificati “euro 1” alimentati a diesel, gli autoveicoli classificati “euro 2” ad accezione di quelli dotati di filtro antiparticolato omologato F.A.P. alimentati a diesel, motocicli e ciclomotori a due tempi alimentati prevalentemente a miscela olio/benzina “euro 1”.

La polizia locale, a seguito di specifica richiesta del cittadino, valuta eventuali deroghe al provvedimento di limitazione.
A fronte di situazioni di criticità della qualità dell’aria urbana potranno essere adottati provvedimenti di emergenza dei quali verrà data puntuale informazione.
Per informazioni più dettagliate è possibile consultare la pagina dedicata sul sito.

 

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